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Martin Luther King, l'uomo che non aveva paura

Il 4 aprile 1968 a Memphis veniva ucciso un vero leader

Il 4 aprile 1968 a Memphis veniva ucciso un vero leader e il simbolo della lotta contro la segregazione razziale in Usa. Sarà che ne abbiamo bisogno, ma in questi giorni anche una frase può fare lo stesso effetto di una luce nel buio: illumina, magari dura poco come la fiammella di un cerino, ma illumina.  L'ha pronunciata Martin Luther King:

"...Un giorno la paura bussò alla porta. La fede andò ad aprire: Non c'era nessuno" (La Forza di amare).

La paura si vince con la fede. Potremmo obiettare che le paure di questi giorni sono opinabili: dovrebbe in realtà farci paura la fame nel mondo, la strage dei diritti civili in alcuni paesi del mondo, il dilagare della violenza, la mancanza di speranza. Ed invece...la più grande delle paure che dominano il mondo è quella del tracollo economico.

Pastore della Chiesa Battista, politico e attivista statunitense per i diritti civili del popolo afro-americano. È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età quindi di soli trentacinque anni. A differenza di Obama (che lo ha ricevuto in acconto), il Nobel a lui è arrivato in saldo. Ma speriamo ancora che la lezione pacifista di Martin Luther King possa ispirare il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Serve l'illuminazione di Martin Luther King: spegnere ogni guerra, attingendo alla fede.

Quella che spegne la paura e riaccende la fiducia nell'Uomo.
Agli albori di questo 2024, dopo un anno pieno di orrori, non smettere di sperare è un dovere.
Avere fede, un atto di coraggio.

Corona Perer
31.12.2023

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