La bicicletta volante immaginata da Leonardo
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Arte, Cultura & Spettacoli

Museo Leonardo3 - La misura del tempo

Due nuove macchine a Milano

Milano 2 gennaio 2026 - A metà dicembre il Leonardo3 Museum - Il Mondo di Leonardo  ha presentato ''La misura del tempo'' ovvero due nuove riproduzioni che si aggiungono alla collezione del museo: un orologio tratto dal Codice Madrid e un regolatore di tempo a ventola (o a pendolo?) disegnato nel Codice Atlantico, realizzate dal maestro orologiaio Albero Gorla. 

L’esposizione offre un’occasione unica per entrare nel “laboratorio mentale” di Leonardo, dove arte, scienza e ingegneria si intrecciano nella ricerca di un ordine perfetto capace di dare forma al ritmo del tempo.

Foto di Edoardo Zanon, Mariella Gorla e Giulia Marangoni
 

Abbiamo approfittato dell'occasione per chiedere ai veritici del Museo le novità sulla vertenza con il Comune di Milano tuttora in corso. I legali dell’Amministrazione, quelli del concessionario e quelli del Museo Leonardo3 stanno lavorando congiuntamente per individuare una soluzione condivisa.

«Noi una proposta l’abbiamo avanzata – spiega Massimiliano Lisa, cofondatore e direttore del Museo – e siamo fiduciosi che venga accolta, perché riteniamo porti benefici a tutte le parti coinvolte». Al momento non esiste alcuna data limite che preveda la chiusura del museo.

Il dialogo resta quindi aperto anche con il Sindaco Beppe Sala, e il clima, assicurano dalla direzione, è improntato a un cauto ottimismo. Circa il futuro nella sede attuale il Museo Leonardo3 si trova da quasi tre anni in una situazione di incertezza, iniziata pochi mesi dopo le celebrazioni per il decennale dell’istituzione. Il prossimo primo marzo il museo festeggerà i 13 anni di attività, un traguardo che assume un valore simbolico importante.

«Il fatto stesso che siamo ancora qui – sottolineano – dimostra che questa Giunta ha attenzione per il nostro museo. I segnali che cogliamo oggi sono positivi e ci fanno guardare al futuro con fiducia», continua Massimiliano Lisa

La sede, situata nel cuore della città all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, resta uno degli elementi distintivi del progetto culturale. E positivi sono anche i numeri prodotti dal Museo: dal 2013 a oggi il Museo Leonardo3 ha superato i 2,3 milioni di visitatori. Il 2024 è stato l’anno record, con oltre 270.000 biglietti staccati.

Nel 2025, per la prima volta, si è registrata una flessione, con una previsione di chiusura intorno ai 240.000 visitatori. Una contrazione attribuita in gran parte alle notizie circolate sulla possibile chiusura del museo.

«C’è chi pensa che siamo già chiusi – spiegano – ma i numeri restano importanti e ci collocano stabilmente nella top 10 dei musei più visitati di Milano».

Ma le nuove macchine leonardesche in esposizione permanente dimostrano che invece il museo è in piena attività. Dal 17 dicembre 2025 due nuove straordinarie ricostruzioni sono entrate a far parte della collezione permanente del Museo Leonardo3: l’Orologio (dal Codice Madrid I, f. 27v) e il Regolatore di tempo (dal Codice Atlantico, f. 754r).

Tra gli interessi meccanici di Leonardo, la misurazione del tempo occupa un ruolo centrale. Durante il soggiorno milanese alla corte degli Sforza, alla fine del Quattrocento, il maestro studia dispositivi capaci di regolare il moto attraverso una forza esterna, come il peso in caduta.

«Pur non conoscendo le leggi fisiche del pendolo – spiega Edoardo Zanon, direttore scientifico del museo – la macchina del Codice Atlantico funziona sorprendentemente bene grazie a un elemento oscillante. Leonardo intuì che modificando la posizione del peso si poteva regolare il periodo di oscillazione, anticipando soluzioni che sarebbero arrivate solo un secolo dopo».

Nel Codice Madrid I, Leonardo elabora un orologio con scappamento a verga introducendo palette, ventole e sistemi oscillanti innovativi. Nel Codice Atlantico, invece, progetta un regolatore del tempo azionato da una ventola capace di frenare la caduta del peso, anticipando il principio del pendolo galileiano.

Le due macchine, perfettamente funzionanti, sono state realizzate dal maestro artigiano Alberto Gorla, tra i massimi esperti internazionali di meccanica storica, con la collaborazione dell’assistente Angelo Brunoni. Il nuovo allestimento consente al pubblico di osservare da vicino il funzionamento degli ingranaggi leonardeschi e di ascoltare il suggestivo “suono del tempo” generato da dispositivi concepiti oltre cinquecento anni fa. Il museo intende quindi proseguire nella ricerca, in cultura e in continuità

«Non smettiamo di fare cultura. Il Museo Leonardo3 continua a crescere, a studiare e a generare nuova conoscenza», afferma Massimiliano Lisa. «Portare avanti la ricerca e condividerla con il pubblico è per noi un dovere e un privilegio: significa mantenere vivo lo spirito di curiosità e innovazione che fu di Leonardo da Vinci. Rinunciare al Museo e centro studi Leonardo3 sarebbe una perdita irreparabile per la città».

Avanti tutta, quindi! Con i nostri complimenti.

Corona Perer
2 gennaio 2026

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IL FUTURO DEL MUSEO
Perchè il Sindaco Sala vuole chiuderlo?


(Corona Perer - giugno 2025) - Ma perchè il sindaco Sala vuole chiudere il Museo Leonardo3 ? Forse perchè la sua posizione è eccezionale e può incontrare danarosi acquirenti o consentire al Comune di Milano una più cospicua entrata? Oppure fa ombra al Museo della Scienza proprio in virtù della sua eccellente posizione?
Si entra infatti direttamente dalla Galleria di Milano, dove transitano milioni di turisti. Sulla vicenda si è scritto molto ma il problema resta aperto.

La chiusura sarebbe un inutile boomerang per la città.  Il museo, situato a pochi passi da Piazza della Scala, si trova in una situazione critica a causa di un contenzioso con il Comune. Cosa è accaduto? Semplicemente che il museo si sviluppa all’interno di uno spazio di proprietà del Comune di Milano, dato in concessione a una società  con la quale Leonardo3 ha un contratto di collaborazione.

Improvvisamente nel 2023, dopo dieci anni di patrocini comunali all’iniziativa, il Demanio ha cambiato interpretazione della situazione contrattuale, sostenendo che non si trattasse di una collaborazione, bensì di una subconcessione, non autorizzata. Sebbene Leonardo3 e il concessionario sostengano non si tratti
di subconcessione, il Comune avrebbe comunque avuto facoltà di accettarla, o di avallare la cessione degli spazi al museo. L’Amministrazione ha invece preferito far decadere il contratto e chiedere lo sfratto, sospeso solo dal Tar in attesa dello sviluppo della vicenda. Per salvare il lavoro di questi anni (280.000 visitatori nel solo 2024) il suo direttore  Massimiliano Lisa  ha persino scelto una via clamorosa: lo sciopero della fame.

Poi è partita anche una petizione: ha già raccolto oltre 10.000 firme a sostegno di Leonardo3 Museum - Il Mondo di Leonardo su Change.org ed ha raggiunto un primo obiettivo: rafforzare il messaggio alle istituzioni e far sentire la voce di chi il Museo lo cura, lo promuove e - ora - lo difende.

 

Martin Kemp, consulente scientifico del Museo Leonardo3, storico dell’arte ed esperto a livello mondiale di Leonardo da Vinci nonchè professore emerito del Trinity College di Oxford, si dichiara esterrefatto e ha chiesto anche l'intervento del Capo dello Stato che però in queste ore preferisce esternare sull'omofobia.

In veste di supervisore scientifico di Leonardo3 da oltre tre anni, Martin Kemp afferma che, superata l'iniziale perplessità ad accettare l'incarico, è stato ''totalmente conquistato dalla serietà con cui il suo team conduce il lavoro di ricerca''. 

''La ricerca è di prim’ordine: è condotta da un eccellente giovane studioso, Marco Versiero, e dall’ingegnoso Edoardo Zanon al quale si deve la realizzazione di modelli
funzionanti, la migliore che io abbia mai visto in qualsiasi altro luogo.
Questa eccellenza è alla base dei loro programmi didattici e degli eventi
pubblici. È un privilegio per me essere parte di tutto questo. Leonardo3 svolge un lavoro di divulgazione in favore del pubblico che si distingue da quello del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Nei suoi spazi più piccoli, propone itinerari di scoperta brillantemente concepiti secondo una fondata autenticità''.

Martin Kemp

Il Museo Leonardo3 quindi  merita ampiamente di essere sostenuto. La sua collezione annovera oltre 200 modelli interattivi in 3D e ricostruzioni fisiche funzionanti, molte delle quali inedite – privilegia
l’interattività e l’uso di strumenti di fruizione multimediali. E le scuole sono state grandi fruitrici di questo spazio. 

Un motivo in più per salvare un museo che promuove la didattica e la conoscenza di un genio a cui la stessa Milano ha dedicato un monumento a pochi passi dalla Galleria.

(c.perer)

 


Autore: Corona Perer

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