
Emilio Isgrò a Gibellina con l'Orestea
Fu con Corrao il fondatore del Festival Orestiadi
Emilio Isgrò e Gibellina hanno un legame fortissimo. Il 26 e 27 giugno, al Grande Cretto, andrà in scena una installazione teatrale di Emilio Isgrò: ''L'Orestea di Gibellina''.
L'edizione speciale del Festival delle Orestiadi, ideata per Gibellina Capitale italiana dell'arte contemporanea, non poteva non partire da L’Orestea di Gibellina di Emilio Isgrò in una nuova riscrittura installativa realizzata per il Cretto di Burri. L’opera iconica, che nel 1983 diede il nome al Festival, ritornerà a Gibellina grazie a un progetto speciale curato direttamente dal Maestro Emilio Isgrò per Gibellina Capitale dell’arte contemporanea.
Più che uno spettacolo teatrale, è una grandiosa installazione di musiche, suoni, parole e immagini costruita da Emilio Isgrò a partire dalla trilogia della sua Orestea è una performance artistica in forma itinerante, con un prologo ed un epilogo affidati rispettivamente a Pietrangelo Buttafuoco e allo stesso Emilio Isgrò.
Dal tramonto fino al buio, dal Cretto di Burri riemergeranno i suoni della città vecchia, le voci dei cori elaborati da Angelo Sicurella e i personaggi dell’Orestea evocati come fantasmi (la Clitennestra di Donatella Finocchiaro, Agamennone di Vincenzo Pirrotta, Cassandra di Aurora Falcone, Oreste di Fabrizio Falco, Elettra di Federica D’angelo e l’Oracolo di Sandra Toffolati). Le musiche e la voce di Giovanni Caccamo accompagneranno il pubblico fino all’apparizione delle iconiche cancellature di Emilio Isgrò sul Cretto: L’Orestea di Gibellina sarà cancellata e con lei il Cretto stesso che scomparirà nel buio della sera. Sarà Emilio Isgrò, da solo, a chiudere l’installazione teatrale, con un omaggio toccante e personale a Ludovico Corrao.
L'Orestea di Gibellina andrà in scena il 26 e il 27 giugno, alle 19:30, sul Grande Cretto di Alberto Burri.
Lo scorso anno Fondazione Orestiadi ha presentato Ludovico in bianco, l’opera che Isgrò ha dedicato al senatore Ludovico Corrao, che ha costituito e guidato la Fondazione Orestiadi, e che fu sindaco e figura simbolo della ricostruzione di Gibellina. L’opera ha voluto celebrare lo straordinario sodalizio tra Corrao e il Maestro Isgrò. Insieme diedero dato vita al Festival Orestiadi per questo l’Amministrazione Comunale di Gibellina ha conferito all’insigne artista, poeta e drammaturgo la Cittadinanza Onoraria della Città di Gibellina.
''Gibellina è stata la pietra miliare della mia ricerca artistica e poetica. Ho voluto terremotare il linguaggio teatrale e metterlo in scena sulle rovine di una città terremotata. Un’operazione che solo una mente visionaria come quella di Ludovico Corrao poteva capire e promuovere. La mia gratitudine a Gibellina e a Corrao sarà eterna e si rinnova oggi verso le figlie Francesca e Antonella che allora erano bambine e ora sono le paladine della nuova Gibellina e hanno deciso insieme all’amministrazione comunale, di dare a me la cittadinanza onoraria. Nessun onore poteva essere più grande! Il mio dono oggi alla città è l’incancellabile figura del mio amico Corrao, che in questo ritratto ho voluto vestito e cancellato di bianco. Perché la sua luminosità resterà eterna.
Il “leggendario sindaco” commissionò a Isgrò l’opera Gibella del Martirio, appositamente scritta dal maestro per Francesca Benetti nel 1982 e portata in scena dall’artista stesso che ne curò anche la regia. Il testo, profondamente radicato nella memoria del luogo, apriva ad un dialogo con le ferite del passato, riuscendo a trasformarle in un atto di creazione collettiva.

Emilio Isgrò -Ludovico in bianco 2025 - tecnica mista su tela montata su legno
Il maestro Isgrò, dopo il successo dell’opera, ne compose una seconda: una processione in versi, San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori, alla quale collaborò Alighiero Boetti, con uno splendido arazzo, per celebrare la festa patronale di Gibellina. La drammaturgia riprendeva i temi e le tradizioni locali reinterpretandole in chiave moderna.
Nel frattempo, il sindaco Corrao aveva commissionato al maestro Isgrò anche l’Orestea di Gibellina (Agamènnuni, I Cuèfuri, Villa Eumènidi), quella che diventò l’opera fondante della nuova storia della città, scritta in un siciliano rivisitato poeticamente dall’artista. La messa in scena della trilogia, con la partecipazione corale dei gibellinesi, intervenuti con diversi ruoli, contribuì in misura decisiva alla rinascita culturale della città, portandola all’attenzione della stampa nazionale e internazionale.
Quell’evento ha segnato il momento costitutivo del Festival delle Orestiadi, i cui spettacoli originali ed innovativi testimoniano ancora oggi la vivacità artistica della città. Corrao e Isgrò intuirono l’importanza del teatro realizzato con la partecipazione della popolazione per la rifondazione della città, e con la loro visione plasmarono la rinnovata identità non solo di Gibellina ma della Sicilia intera che partecipava a questa rinascita.
Interpretando il sentimento di riconoscenza dei cittadini, la città ha conferito la Cittadinanza Onoraria al Maestro Emilio Isgrò. Gibellina riconosce così all’insigne artista, poeta, drammaturgo, la propria gratitudine per la sua opera visionaria e rivoluzionaria, che ha saputo interpretare e trasformare la tragedia del terremoto in un messaggio di rinascita e di speranza.

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