Arte, Cultura & Spettacoli

Segantini e la Brianza

Inquieto, geniale, sofferto: Giovanni Segantini - Storia breve di un grande della pittura

La pompeiana venne dipinta da Giovanni Segantini tra 1888 e 1890. Questo pastello e tempera acquerellata su cartoncino, di ridotte dimensioni (41 x 24 cm) è di proprietà del Comune di Arco. L'opera viene esposta per la prima volta l'opera nella mostra temporanea intitolata “Segantini e la Brianza” che presenta un nucleo di opere in prestito da alcune collezioni private. Si potrà ammirarla fino al 16 gennaio ad Arco alla Galleria Segantini.

Rinnovata nei suoi spazi, la Galleria presenta nel suo nuovo percorso espositivo un progetto curato da Alessandra Tiddia che offre un focus dedicato al periodo trascorso da Segantini in Brianza, negli anni precedenti al suo trasferimento in Engadina.

L’idea della mostra è nata dall’acquisizione da parte del Comune di Arco, nel 2020, de «La pompeiana», stupendo dipinto esposto per la prima volta. Il periodo brianzolo fu un’esperienza determinante per l’artista, che in quei luoghi tranquilli poté vivere appieno il sentimento sacro della comunione nella natura di umanità e mondo animale, una concezione che si esprime in capolavori come i dipinti «Le due madri» e «Ave Maria a trasbordo», e che diventerà cifra estetica anche della produzione successiva.

Dunque opere cruciali. Il visitatore troverà anche... la nuova Galleria. L' importante intervento strutturale è stato finalizzato a garantire una migliore qualità delle condizioni conservative e di fruizione dello spazio museale grazie a una direzione dei lavori di ristrutturazione affidata all'architetto Michelangelo Lupo.

Info: 0464 573869 o prenotazioni@museoaltogarda.it.

 

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Inquieto, geniale, sofferto: Giovanni Segantini

Storia breve di un grande della pittura - di Corona Perer

Un grande innovatore della pittura alpina e un importante rappresentante del simbolismo di fine secolo.  Giovanni Segantini è il padre del divisionismo. Artista famoso sbocciato da una infanzia difficile e da una gioventù irrequieta.

Era nato il 15 gennaio 1858 ad Arco, che allora faceva parte dell’impero austroungarico. Il padre  era un venditore ambulante Agostino Segatini. La madre Margherita de Girardi morì giovane lasciando il piccolo Giovanni, a 7 anni, alle cure della sorellastra Irene a Milano, dove trascorre anni di solitudine e tristezza.

Imparò la professione di calzolaio, lavorò per un breve periodo nel negozio di fotografia del fratellastro Napoleone e fu assistente di un pittore di pannelli decorativi. Frequentò l’Accademia di Brera a Milano e ottenne il suo primo successo con il dipinto «Il Coro della Chiesa di Sant’Antonio».

Nel 1881 Segantini abbandonò Milano e si trasferì con la compagna Luigia Bugatti, detta Bice, in Brianza, una regione ricca di laghi tra Milano e Como. L’allontanamento dalla città e dall’accademia con i suoi canoni e i soggetti mitologici e religiosi obbligati fu una scelta di principio. Come molti artisti, Segantini cercò l’originalità e i motivi della vita quotidiana per superare le strutture accademiche.

A quel tempo la Brianza era una regione rurale, Segantini concentrò il suo studio sulla vita quotidiana dei contadini e dei pastori. Lo stretto rapporto del pastore e della pastorella con gli animali divenne uno dei motivi preferiti, che in seguito riprese più volte nei Grigioni. Nel 1882 nacque il primo figlio, Gottardo (che divenne lui stesso pittore e scrisse una biografia del padre); seguirono i figli Alberto e Mario e la figlia Bianca.

Nell’agosto 1886 Giovanni Segantini, dopo un lungo viaggio esplorativo, si stabilì con la famiglia a Savognin, un villaggio di contadini di montagna nell’Oberhalb-stein (cantone dei Grigioni). Fu il paesaggio montano con la sua luce intensa che portò l’artista ad un nuovo linguaggio pittorico. Spesso Segantini arricchì di un contenuto simbolico i paesaggi alpini meticolosamente osservati, in modo da creare visioni pittoriche allegoriche di rara luminosità. L’allontanamento dalla pittura realistica di genere avvenne in una fase di crisi in tutta Europa.

Dopo otto anni di soggiorno a Savognin, Giovanni Segantini si trasferì in Engadina con la sua famiglia, perseguitato dai creditori. Nel 1894 prese in affitto lo Chalet Kuoni a Maloja. Pur ben pagato (le sue opere erano tra le più costose dell’epoca) amava condurre un costoso stile di vita dell’alta borghesia milanese, e questo lo portava a sperperare in breve tempo i guadagni considerevoli che il suo mercante Vittore Grubicy gi procurava.

All’età di 41 anni, Segantini morì inaspettatamente di peritonite il 28 settembre 1899 sul monte Schafberg sopra Pontresina, mentre stava lavorando al quadro centrale del suo trittico alpino.

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