Arte, Cultura & Spettacoli

David Bowie, il Duca Bianco

Un mito che ci ha lasciato tesori musicali

Amava arte, letteratura, cinema, teatro. Collezionava Tiziano e Tintoretto, Rubens e Willem De Kooning di cui possedeva diversi esemplari. E naturalmente anche la fotografia d'autore che gli serviva come suggestione per la sua musica.

Il fotografo giapponese Masayoshi Sukita gli fu amico. Insieme potevi incontrarli a New York dove nel 2016 era in programma una mostra per il ''duca bianco'' che però non si tenne perchè il 10 gennaio di quell’anno, Bowie moriva.

New York era già da 20 anni la sua nuova casa (vi era arrivato nei primi Novanta). Lì aveva debutatto nel 1972 come Ziggy Stardust alla Carnegie Hall. Il fotografo giapponese lo incontrò quell'anno e divenne una figura essenziale nella narrazne iconica del cantante. Lo seguiva ovunque vedendolo duettare con Lou Reed o con Freddy Mercury. A facilitare la collaborazione era stata una comune conoscenza.

Nasce così la stupenda galleria dei primi Settanta, con Zikky, l'alter ego creato insieme a Lindsay Kemp. Lo fotografò nel tour di Tokyo, e poi a Kyoto ma la foto simbolo della loro collaborazione fu la copertina di Heroes, registrato durante la sua permanenza a Belino Ovest, città che iconicamente gli calzava a pennello e che contraddistingue la sua stagione creativa migliore, una volta risolta la dipendenza alla cocaina che aveva iniziato ad usare qualche anno prima a Los Angeles.

A Firenze la scorsa estate sono state esposte le foto della loro lunga collaborazione. A Palazzo Medici Ricciardi hi l'ha vista ha potuto rivivere la carriera di un artista la cui eredità creativa, inutile ricordarlo, continuerà. Forever.

 

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