Arte, Cultura & Spettacoli

Kuhe Nur e la tecnica Ainehkori

Alle origini del mosaico a sopecchi c'è una storia che lega Venezia alla Persia

Tante tessere di specchio montate a mosaico. L'artista che ha realizzato questo ritratto si chiama Hamid M. Masoudi  e vive a Rovereto. In ogni opera racchiude dei sogni grandi: la pace, la giustizia, l'onestà, il no a tutte le mafie che proliferano in nome del dio denaro. Lo fa con una tecnica antica.

"Affonda nella tradizione persiana, ma è anche intimamente legata a Venezia perchè i mercanti persiani venivano qui ad acquistare i costosi specchi di Murano e li importavano con le carovane di cammelli, arrivando a destinazione con specchi regolarmente in pezzi: per questo si inventarono il mosaico. Ho deciso di intraprendere tanti anni fa questa arte dopo aver visitato la moschea di Shiraz con la sua cupola interamente realizzata a specchio e ho scelto il nome di Kuhe Nur, che significa “montagna di luce” proprio in omaggio agli specchi”. E contornato di specchi era anche il talamo imperiale dello scià Reza Palhevi.

Persiano, nato a Teheran nel 1960, è residente a Rovereto da almeno 23 anni.  E' cittadino trentino a tutti gli effetti: ha giurato sulla Costituzione Italiana nel 2013 ed è un esempio di perfetta integrazione. Ha lasciato la Teheran post-rivoluzionaria nel 1983 per studiare ingegneria e architettura in Italia. A Rovereto è giunto per lavorare nel cantiere di costruzione della Tecnofin di via Zeni a metà anni Ottanta. Qui ha messo su famiglia.

Esegue opere (quadri, specchi, mobili e porte) con la tecnica del "mosaico di specchi" che in lingua farsi si chiama "Ainehkori". Alcune sue opere sono parte della collezione del Consolato Iraniano di Milano. Ha esposto alla Corniceria Santa Maria Rovereto (2013) e nello spazio Empty (2015) temporary-gallery per le opere di ingegno tra arte e artigianato. Tra le sue opere un albero ricoperto di specchi che è costato almeno 250 ore di lavoro e svariati mesi di pazienza. "Evoluzione del peccato" è opera dai forti richiami biblici: un albero fatto di tessere di specchio incollate una ad una su un'anima di acciaio e cartapesta. Rappresenta un albero dai frutti "bacati" dal germe del Potere. Le mele ne riportano chiari simboli: euro e dollaro.

"Ho voluto rappresentare il moloch finanziario, ovvero ciò che produce una società malata di economia" spiega l'artista che compie l'esatto opposto dei mercanti antichi. Se la tecnica "Ainehkori" ha preso piede perchè gli specchi costosamente comprati a Venezia dai mercanti persiani (e portati dalle carovane a dorso di cammello) arrivavano regolarmente a pezzi, lui è costretto a rompere le lastre specchiate sulle quale lavora, per farne tessere dei suoi mosaici con cui realizza anche mobili e porte specchiate: tutti pezzi assolutamente unici.

 


Autore: Corona Perer

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