
Protesta il mondo dell'autotrasporto in Italia
Gasolio alle stelle: la tempesta perfetta
In Canada la truck-protest ha sortito frutti nel 2022 ma c'è stata una adesione di massa. Da noi il combinato disposto di gasolio alle stelle, carenza di autisti, concorrenza estera fa sì che sull’autotrasporto si stia abbattendo la tempesta perfetta.
«Andando avanti così rischiamo di fermarci tutti» è l’allarme che lancia il presidente di FAI-Confcommercio Trentino Andrea Pellegrini. «Oltre alla difficoltà di reperire autisti e alla concorrenza estera, adesso si aggiunge anche il caro carburanti. L’aumento del gasolio sta mettendo il settore dell’autotrasporto in ginocchio. Parliamo di una situazione insostenibile che sta creando seria preoccupazione e malumore tra gli associati e le imprese del comparto». La dichiarazione era del...2022.
Le cose da allora sono solo peggiorate causa la Guerra in Ucraina e in Iran.
La misura per calmierare i prezzi ci sarebbe: lavorare sulle accise. Non a spot ma defintivamente. L'abbiamo finita di pagare la guerra in Eritrea dei primi del 900 ? Pare di no, l'accisa c'è ancora.
Il problema tocca tutti ma in particolare i piccoli padroncini: se continua così, loro saranno i primi a sparire. Chi ha tre o quattro mezzi, ne ferma uno o due. Il che vuol dire anche posti di lavoro che se ne vanno.
Le preoccupazioni degli autotrasportatori trentini sono condivise praticamente da tutte le associazioni nazionali dell’autotrasporto che già nel 2022, unite sotto la sigla Unatras, avevano scritto una lettera preoccupatissima al Governo, al quale chiedono di andare “oltre l’indifferenza” dando subito risposte concrete.
Siamo allo stesso punto: non sanno nè che fare, nè come fare. Però investono in armi da inviare all'Ucraina.
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