Palazzo della Zisa - credit Archivio Regione Siciliana ph. Paolo Barone
Palazzo della Zisa - credit Archivio Regione Siciliana ph. Paolo Barone
Viaggi & Reportages

La Palermo arabo-normanna

Patrimonio Unesco - E' il tesoro numero 51

foto di copertina: Chiesa di San Cataldo > Palermo è stata la capitale italiana della cultura per il 2018. Ha consentito alla lista dei siti Patrimonio dell'Umanità Unesco di allungarsi: è infatti il "tesoro" n.51 con il suo itinerario arabo-normanno  che comprende Palermo, Monreale e Cefalù un patrimonio monumentale che comprende 7 complessi monumentali e  2 complessi delle Cattedrali di Cefalù e Monreale a testimoniare l’altissimo valore dello stile architettonico che nacque da un sincretismo religioso.

Palermo è luogo ad alta intensità storica. Magnifico il castello della Zisa che risale al XII secolo, una delle migliori testimonianze della dominazione arabo-normanna in Sicilia. Sorto come residenza estiva fuori città per lo svago del re, il castello della Zisa fu costruito dai Normanni su modello delle ricche residenze dei loro predecessori arabi. Oggi la Zisa (foto di copertina) ospita il Museo d'arte islamica, che raccoglie opere provenienti dalla Sicilia e dall'area mediterranea  prodotte tra il IX e il XII secolo. Tra queste molto interessante risulta un'iscrizione cristiana in quattro lingue: ebraico, latino, greco bizantino e arabo, testimonianza della multietnicità di Palermo.

'Azīza è una parola dal doppio significato. Formata da Ziz, “fiore” in lingua punica e nome dato alla città di Palermo alla sua fondazione, e al-'Aziza “la splendida”, nome dato dagli arabi al Palazzo della Zisa, monumento che fronteggia maestoso proprio il padiglione Zac.
Aziza (o azzizza) è anche, nel dialetto locale, la parola che indica l'arte di abbellire, di arrangiarsi, di trasformare con creatività le cose.

Nelle sue sale sono esposti alcuni significativi manufatti di matrice artistica islamica provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo. Tra questi sono di particolare rilevanza le eleganti musciarabia (dall'arabo masrabiyya), paraventi lignei a grata (composti da centinaia di rocchetti incastrati fra di loro a formare, come merletti, disegni e motivi ornamentali raffinati e leggeri) e gli utensili di uso comune o talvolta di arredo (candelieri, ciotole, bacini, mortai) realizzati prevalentemente in ottone con decorazioni incise e spesso impreziosite da agemine (fili e lamine sottili) in oro e argento.
Lo splendido giardino della Zisa, completamente restaurato, ospita un'imponente vasca d'acqua zampillante.

Palermo è del resto tutta da visitare: da palazzo dei Normanni alla Cappella Palatina, dai Castelli alle Chiese dei dintorni, fino alla meravigliosa cattedrale, il capoluogo siciliano regala scorci e arte di grandissima suggestione, e insieme al calore dei suoi rioni popolari e dei mercati, è nobile e popolare allo stesso tempo, algida e calda in egual misura.

Non meno interessante la Chiesa di San Cataldo costruita nel 1154 sotto il regno di Guglielmo I per volere di Majone da Bari, Grande Ammiraglio del re normanno, quale cappella di un sontuoso palazzo, oggi non più esistente. Essa costituisce l’esempio più peculiare della cultura architettonica araba al servizio dei sovrani normanni con le tipiche cupole rosse che la sovrastano e la sua forma di parallelepipedo che la caratterizzano. 


Foto: Archivio Regione Siciliana ph. Paolo Barone


Autore: Segreteria di Redazione

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