
Marc Chagall artista della fantasia (e della disobbedienza)
Aosta presenta il suo mondo interiore fu istintivo, illogico e irreale
(Corona Perer) - Marc Chagall artista è in qualche modo il disobbediente perfetto. Fece l'artista pur essendo ebreo, religione che non favorice e non coltiva, per ragioni di culto, le arti figurative. Fra tutte le professioni, quella meno ben vista. Il perchè è semplice: nell'Ebraismo è vietata la raffigurazione sacra che è invece tipica della cultura, della tradizione e della fede cristiana. Ma Chagall era destinato ad occupare ugualmente una pagina di rilievo nella storia dell'arte. Con lui arrivano infatti colore e sogno e anche una originalissima spiritualità.
Lo dimostrerà dal 19 giugno 2026 ad Aosta ''Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità'' una grande mostra che raccoglie 120 opere tra dipinti, sculture, gouache, disegni, incisioni, libri e ceramiche, realizzate tra il 1922 e il 1980 (inaugurazione il 19 giugno).
«La Bibbia è la più grande fonte di poesia di tutti i tempi. Fin dall’infanzia ho cercato di ritrovarne il riflesso nella vita e nell’arte. La Bibbia è come una risonanza della natura, e ho cercato di trasmetterne il segreto» ha scritto Chagall.

La rassegna, organizzata dall'Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, in collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, a cura di Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, (visitabile fino al 25 ottobre 2026) offre un’occasione unica in Italia per analizzare il legame tra la straordinaria ricerca artistica di Marc Chagall e il Testo Sacro, attraverso una selezione esemplare di opere provenienti dal ricco patrimonio del Museo Nazionale Marc Chagall.
Focalizzata sulla poesia del Messaggio biblico e del Cantico dei Cantici, la mostra propone anche ambiti di ricerca raramente esplorati, come quello legato all'arte plastica (compaiono ad esempio le sculture in pietra di Mosé e del Cristo in croce, entrambe del 1952-1954) e alla vetrata, di cui viene presentata una serie di maquette che consente al visitatore di immergersi nell’universo delle grandi realizzazioni concepite per la cattedrale di Metz, il tempio del Fraumünster di Zurigo o la sinagoga del centro ospedaliero Hadassah a Gerusalemme. La mostra coniuga così dimensione spettacolare, mediazione culturale e ricerca scientifica, valorizzando l’opera di uno dei più grandi artisti del XX secolo.
Nato a Liosno, presso Vitebsk il 7 luglio 1887, il suo vero nome è Moishe Segal; il nome russo sarebbe stato Mark Zakharovic Sagalov, abbreviato in Sagal, che secondo la trascrizione francese sarebbe poi diventato Chagall.
Nato in una famiglia di cultura e religione ebraica, figlio di un mercante di aringhe, è il maggiore di nove fratelli. Dal 1906 al 1909 studia prima a Vitebsk, quindi all'accademia di Pietroburgo. Tra i suoi isegnanti c'è Léon Bakst, pittore e scenografo russo, studioso dell'arte francese (nel 1898 avrebbe fondato assieme all'impresario teatrale Diaghilev il gruppo d'avanguardia "Il mondo dell'arte").
Nel 1910 Chagall si trasferisce a Parigi. Nella capitale francese conosce le nuove correnti e si avvicina al Fauvismo e al Cubismo. Inseritosi negli ambienti artistici d'avanguardia, frequenta numerose personalità che in Francia mantengono frizzante gli ambienti culturali: tra questi Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger.
Un capolavoro è conservato nelle raccolte di Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna ''Rabbino n. 2'' o ''Rabbino di Vitebsk'' 1914-1922, acquisito dal Comune di Venezia alla Biennale del 1928.
Il portato rivoluzionario dell’arte di Marc Chagall è stato intendere la pittura del sogno e come trionfo della fantasia creatrice. Max Ernst guardò a Chagall come punto di partenza imprescindibile della propria arte.
Momento di arrivo delle poetiche simboliste ed espressioniste e avvio della pittura surrealista, il mondo interiore di Chagall si può definire istintivo, illogico, fantastico, irreale.
L'uomo aveva bisogno anche della sua visione estetica, per elevarsi.
Autore: Corona Perer
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