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Natale? Si dice ''Season's greeting'' !

di Isabella Bossi Fedrigotti

(Natale 2025) - di Isabella Bossi Fedrigotti*  - E' un segno dei tempi. Non si può più scrivere “Buon Natale” sui biglietti d’auguri. Soltanto “Season’s greetings”  augurano le aziende ai loro clienti, soci, amici, conoscenti. Più politically correct.

La formula si usa per non urtare la sensibilità di quelli (soprattutto tra i clienti) che sono di altra religione oppure di nessuna religione.

Il tradizionale buon Natale è caduto vittima di cancel culture, parificato con le brutte espressioni un tempo usate per definire persone di colore o portatrici di disabilità mentale o fisica.

Come se il nostro tradizionale augurio potesse offendere qualcuno. E poi, cosa significa Season’s greetings? Saluti di stagione?

Probabilmente la scrivono in inglese  per attribuirvi un senso che in italiano pare proprio non avere.

E del resto che dire dello Christmas shopping experience? Era la pubblicità che reclamizzava certe prestigiose vie, laddove l’experience, cioè l’esperienza suggerita, che dovrebbe provocare emozione, non è tanto il Natale bensì lo shopping natalizio, accerchiati da musiche, festoni e luminarie. Così ogni anno.

E al centro  non c’è  - nemmeno a pensarci - Gesù Bambino né la Sacra Famiglia, il bue e l’asino, bensì la luccicante merce di negozi e boutique, e cioè gioielli, cellulari, abiti, scarpe che, avvolti in atmosfera natalizia, si sa, vanno via meglio.

Serve a rimettere in moto l’economia. E questo secondo chi programma dovrebbe bastare.

Ma Natale non è solo un pacco.

 

 


Autore: Isabella Bossi Fedrigotti

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