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La bambola con cui non osavo giocare

Storia di una bambola - di Margherita Vitagliano

Il ricordo di questa bambola, l'unica che io abbia posseduto da bambina, è per me indelebile. Era il giocattolo tanto desiderato con il quale non osavo giocare quasi temessi di  rompere la sua bellezza.

L'avevo ricevuta per un compleanno da mia nonna. Mi disse: "Andiamo all'emporio del paese a vedere se c'è qualcosa che ti piace". Ero emozionata e non mi sembrava vero. Il percorso della stradina di campagna che conduceva al paese mi sembrò eterna e io dell'emporio vedevo già tutto, passo dopo passo, perchè tutto quel che la tv mostrava io lo desideravo e lì...c'era.

Entrammo e io corsi dritta nella seconda stanza dove c'erano i giocattoli. "Scegli quello che ti piace" disse nonna e i miei occhi si posarono su una mensola in alto dove c'era lei:  mai vista in tv, ma unica. E mi stava aspettando.  

Non ebbi coraggio di parlare, ma mia nonna capì al volo e chiese di poter vedere la bambola dal vestito dai fiori rosa, chiese il prezzo e la comprò senza nessuna esitazione. Ero fuori di me dalla gioia: avevo finalmente una bambola con cui giocare. Tornata a casa però non  aprii quella scatola per mesi, mi bastava guardarla e sapere che era mia. 

Un giorno decisi che era arrivato il momento: chiamai la nonna e l'aprimmo insieme. Credo fosse anche lei emozionata quanto me, l'aprì come se fosse tornata bambina e me la diede. Emozionata iniziai a guardare il vestito: era color panna con fiori rosa, aveva anche il capello e un ombrellino abbinati. Mia nonna disse che così si vestivano le signore di inizio novecento e iniziammo a giocare insieme.

Gli anni passarono e quella bambola ritornò in una scatola, fino a quando non la riaprii per darla a mia figlia. Non era una bambola moderna, ma era unica e parlava silenziosamente di me. Andammo da mia  nonna: fu stupita nel vedere che io l'avevo conservata per tanto tempo, gliela porsi e anche questa volta giocò come aveva fatto con me, ma con mia figlia. I suoi occhi erano intensi: era tornata bambina, come lo era stata con me. E io ero bambina con lei.

Quella bambola è in Italia, insieme ad altri ricordi. E' ancora una volta in una scatola, e forse aspetta che altre bambine tornino a guardarla col rispetto di tutti questi anni.

Qui nei giorni inquieti della Brexit e del Covid, dove tutto sembra diventare precario, mi appare come un'ancora: lei sembra ancora lì sulla mensola che mi guarda e mi aspetta.

 


Autore: Margherita Vitagliano

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