Arte, Cultura & Spettacoli

Peggy Guggenheim: l'ultima dogaressa

La mecenate americana e il suo amore per Venezia

Nel 1949 la mecenate americana si trasferiva definitivamente in laguna e da allora fece di Venezia la sua città d’adozione, dopo Parigi, Londra e New York, fino alla sua scomparsa nel 1979, cambiando per sempre la storia della Serenissima. Qui ha lasciato il suo patrimonio artistico, che racchiude tutti i grandi maestri del Novecento, e oggi entrare nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni è un po’ come sfogliare un manuale di storia dell’arte. Le opere di Pablo Picasso, Marc Chagall, Vasily Kandinsky, Giorgio de Chirico, Piet Mondrian, Salvador Dalí, René Magritte, Jackson Pollock, Mark Rothko, e molti altri ancora, sono custodite tra le mura del “palazzo non finito” affacciato sul Canal Grande.

È stata presentata ''Peggy Guggenheim: l'ultima dogaressa'' a cura di Karole P. B. Vail, Direttrice della Collezione Peggy Guggenheim, con Gražina Subelytė, Assistant Curator, allestita negli spazi espositivi del museo veneziano dal 21 settembre 2019 al 27 gennaio 2020.

La mostra celebra la vita veneziana della mecenate americana e di come abbia continuato ad accrescere con importanti opere d’arte la propria collezione dopo la partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia nel 1948.

Karole P. B. Vail  ha sottolineato che si tratta di un vero e proprio omaggio a quel rapporto unico che si instaurò tra Peggy Guggenheim e Venezia, dove la collezionista decise di trascorrere gli ultimi trent’anni della sua vita, dopo Parigi, Londra e New York. “Quest’esposizione rappresenta il momento ‘clou’ di un anno dedicato a due importanti ricorrenze per la storia del nostro museo: i 70 anni dalla prima mostra di scultura contemporanea realizzata da Peggy a Palazzo Venier dei Leoni, e i 40 anni dalla sua scomparsa, il 23 dicembre del 1979. Ho ritenuto dunque doveroso dedicare un focus al collezionismo di questi 30 anni, ricordando Peggy come l’“ultima Dogaressa”, appellativo che le venne dato in occasione del suo 80° compleanno: un riconoscimento a ciò che fece costituendo una delle raccolte d’arte più importanti del Novecento” ha dichiarato Karole P. B. Vail.

La mostra offre al pubblico “l’opportunità unica di rileggere quella parte della collezione “più recente” ovvero post ’48, con occhi nuovi e di ammirare così anche opere raramente esposte, riflettendo sul percorso di vita di Peggy e su quello che rappresenta oggi per tutti noi l’enorme patrimonio che ha lasciato” ha aggiunto Karole P. B. Vail.

Con una sessantina di opere, tra dipinti, sculture e lavori su carta, vengono scanditi gli eventi che hanno segnato i trent’anni di vita in laguna, rivelatisi poi autentiche pietre miliari nella storia dell’arte del XX secolo, come la partecipazione alla XXIV Biennale di Venezia nel 1948, quando presso il padiglione greco espose la sua collezione, o la prima personale in Europa di Jackson Pollock nel 1950 nell’Ala napoleonica di Piazza San Marco. In mostra capolavori come L’impero della luce di René Magritte e Studio per scimpanzé di Francis Bacon, accanto ai lavori dei maestri italiani come Tancredi Parmeggiani, Emilio Vedova ed Edmondo Bacci, testimonianza del legame tra Peggy e la città. Non mancano due artiste donne care alla mecenate, testimonianza del suo sostegno alle figure femminili nel mondo dell’arte: Grace Hartigan e Irene Rice Pereira, a cui la collezionista dedicò anche una monografica ad Art of This Century nel 1944.

Per la prima volta fanno il loro debutto alcuni preziosi scrapbooks: album in cui Peggy raccolse con meticolosa attenzione articoli di giornali, fotografie, lettere, inviti delle sue mostre. Contestualmente, le sale di Palazzo Venier dei Leoni ospitano la maggior parte delle opere acquistate tra il 1938 e il 1947, tra cui Scatola in una valigia realizzata da Marcel Duchamp nel 1941 proprio per Peggy e raramente visibile al grande pubblico per la sua delicatezza, oggi eccezionalmente esposta nella sua interezza dopo un importante intervento di studio e restauro all’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, sostenuto da EFG, Institutional Patron del museo.

Ad accompagnare la mostra una serie di attività collaterali strettamente legate ai contenuti dell’esposizione. Per rendere omaggio alla città che Peggy ha fortemente amato e ai suoi abitanti, il museo sarà aperto gratuitamente ai residenti dei 44 comuni della Città metropolitana di Venezia tutti i giovedì dalle 10 alle 18, dal 26 settembre al 23 gennaio 2020. Inoltre, tutti i giorni alle 15.30, una presentazione gratuita accompagna i visitatori alla scoperta del percorso espositivo. Seguiranno “Meet the Curator”: un ciclo di quattro appuntamenti con le curatrici Karole P. B. Vail e Gražina Subelytė, durante i quali il pubblico approfondirà i contenuti dell’esposizione e le scelte curatoriali che hanno determinato nuove relazioni e inedite connessioni tra le opere esposte. Prosegue parallelamente il calendario di Public Programs, dal titolo La continuità di una visione: attività gratuite, dentro e fuori il museo, volte ad attualizzare l’insegnamento di Peggy.

 

Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa
A cura di Karole P. B. Vail, con Gražina Subelytė
21 settembre 2019 – 27 gennaio 2020

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