
Ernst Junger, il Trattato del ribelle
Colui che non si adatta è...l'uomo sano
Colui che non si adatta è...l'uomo sano. Lo disse lo scrittore tedesco Ernst Junger nel Trattato del ribelle. Chissà cosa scriverebbe oggi della Germania che si sta armando fino ai denti, lui che vide la guerra con i suoi occhi e ne fece materia dei suoi libri.
"Data una società ed una civiltà come le attuali, nel ribelle, in colui che non si adatta, nell’asociale, è in via di principio da vedersi l’uomo sano. Quando tutte le istituzioni divengono equivoche o addirittura sospette, e persino nelle chiese si sente pregare ad alta voce per i persecutori, anziché per le vittime, la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che non si è ancora piegato. Il ribelle è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata'' scrive Junger.
Ed ecco l'identikit del ribelle: ''...Ribelle è colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell'intenzione di contrapporsi all'automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo. Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’incubo dei potenti.”
Ernst Jünger, “Trattato del Ribelle”
(Heidelberg, 29 marzo 1895 – Riedlingen, 17 febbraio 1998) scrittore tedesco, militare decorato durante la prima guerra mondiale, le cui esperienze, riversate nelle memorie ''Nelle tempeste d'acciaio'' ne plasmarono la personalità e le successive opere letterarie.

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