Arte, Cultura & Spettacoli

Murano, il Museo del Vetro soffiato di Venezia

Possiede un patrimonio inestimabile: vetri storici e perle di vetro

Il Museo del Vetro di Murano possiede  un patrimonio inestimabile: la collezione di vetri storici.

Molte le meravigliose "maraviglie" che vi sono conservate:  i soffiati in calcedonio, i famosi lattimi e la “stravagante” e “fallace” avventurina, le veneziane e le murrine Franchini, le conterie, le perle a lume e i campionari di fine XIX secolo: una collezione importantissima e mai inserita prima d’ora nel percorso museale che conta anche manufatti boemi.

Assolutamente superlativa la collezione di perle, costituita da 85 cartelle campionarie contenenti 14.182 perle.

 

Posto di rilievo hanno le produzioni locali, con il “vetro ghiaccio”, la lavorazione a filigrana, la tecnica a “mezza stampatura”, stemmi dogali o papali, creazioni famose come il cesendello decorato a embrici e oro, una  caratteristica lampada pensile foggiata su modelli orientali. Tra i pezzi la celeberrima Coppa Barovier, databile tra il 1470 e il 1480, uno dei vetri più antichi al mondo tra quelli decorati a smalti policromi fusibili.

Il Museo del Vetro nasce nel 1861 su iniziativa di Antonio Colleoni, allora sindaco di Murano e dell’abate Vincenzo Zanetti, cultore di arte vetraria, con l’idea di istituire un archivio di testimonianze sulla storia e la vita dell’isola, che, dalla caduta della Repubblica di Venezia (1797), ha vissuto un lungo periodo di crisi, per rinascere come lo vediamo oggi. Da archivio è evoluto in museo, grazie a numerose donazioni di vetri antichi e contemporanei da parte dalle fornaci muranesi, che nella seconda metà dell’Ottocento hanno ricominciato a lavorare intensamente.

L’intuizione dell'abate Zanetti fu - nel 1862 - di annettere al museo anche una scuola dove i vetrai studiano disegno e i vetri del passato là conservati. Dopo l’annessione di Murano al Comune di Venezia nel 1923, il museo entra a far parte del patrimonio della città, le collezioni vengono riordinate nel 1932 da Giulio Lorenzetti e Nino Barbantini e arricchite con i vetri di altre raccolte civiche veneziane. Il museo acquisisce così preziosi pezzi rinascimentali e in seguito, grazie a depositi della Soprintendenza archeologica, anche un importante nucleo di vetri antichi provenienti da scavi.

Il Museo organizza anche mostre temporanee e di arte contemporanea come il recente omaggio (ottobre 2019 -febbraio 2021) al maestro Livio Seguso con una grande restrospettiva dal titolo "In principio era la goccia". con la curatela scientifica di Chiara Squarcina e Gabriella Belli.

 

Artista di fama internazionale, Seguso è nato nel 1930 a Murano dove vive e lavora E' stato un pioniere fin dagli anni Settanta nell’uso del vetro come medium espressivo per l’arte e ancora oggi continua la sua attività con pari forza creativa. Centocinquanta le esposizioni in Italia e nel mondo fra personali e collettive fino ad ora, tra cui la 36a e la 42a Biennale d’Arte di Venezia nel 1972 e 1986, e nel 1995 Arte Laguna, con il patrocinio della Biennale di Venezia.

Fra le personali più importanti quella a Ca’ Pesaro Galleria internazionale d’arte moderna nel 1980, a Palazzo Ducale di Mantova nel 1981, al Castello Sforzesco di Milano nel 1982, alla Galleria Nazionale di Praga nel 1984, alla Casa dei Carraresi, Treviso nel 2007, alla National Museum of History, Taipei, Taiwan nel 2008, fino alla grande mostra del 2014 all’Ukai Museum di Hakone, Tokyo, dove ha presentato sculture inedite, pitture e disegni.

Il Museo del Vetro di Murano è uno dei dodici della Fondazione Musei Civici di Venezia, è forse l’unico luogo al mondo dove l’arte del vetro è raccontata fin dalle sue origini: dagli esempi di vetri romani trail I e il III secolo d.C. alle creazioni del Rinascimento, fino ai virtuosismi innovativi del Settecento cheanticipano l’insperata rinascita del vetro alla fine del XIX secolo e le sperimentazioni del Novecento. Certamente è l’unico museo dedicato al vetro artistico inserito in un contesto produttivo ancorafortemente attivo e radicato, grazie alle tante fornaci e vetrerie tutt’oggi operanti a Murano.

Quella del Vetro artistico di Murano non è solo una storia antica e straordinariamente unica, ma è anche e soprattutto, una realtà viva e attuale. Testimoniare il presente non è mai facile, ma il Museo del Vetro di Murano è chiamato a narrare questa millenaria produzione, in termini identitari, di conservazione della memoria, di vetrina internazionale.

Dar conto della creatività e della maestria attuali significa parlare delle botteghe, poli fondamentali di un'arte che coniuga capacità ideativa e possesso della tecnica. Le fabbriche attive nell’isola sono tradizione e al tempo stesso innovazione.

Lo ha raccontato la mostra “Murano Oggi”, curata nel 2016 da Gabriella Belli e Chiara Squarcina in collaborazione con l'Associazione InMurano  che ha mostrato l’universo del vetro, l'amore e la passione dei mastri vetrai per una materia, tanto duttile quanto complessa da plasmare attraverso 200 opere tra manufatti artistici e articoli funzionali e di design,

Nelle sale delle ex Conterie, nella Sala Brandolini e nel giardino di Palazzo da Mula si sono viste opere firmate da designer, opere create e ideate da maestri vetrai, installazioni artistiche;  tecniche antiche e rivisitazioni moderne:  perle di vetro, calici e coppe, sculture in vero soffiato a mano, lavorazioni a lume, opere in vetro massello modellato a caldo a mano, incalmi, vetri colorati, lavorazioni a murrine, vetri specchiati, vetri soffiati in fornace, battuti e incisi.

L'obiettivo era ricordare al mondo che a Murano si produce il vetro artistico e che le antiche tecniche non sono dimenticate, come mai sopita è l’audacia di coloro che traducono in forme continuamente rinnovate quanto la materia incandescente suggerisce.

E il museo è la casa di questa storia.

(c.perer)

 

 

 

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