Arte, Cultura & Spettacoli

Banksy, l'artista senza volto

La sua identità intanto resta un mistero

L'artista e writer inglese Banksy, la cui identità rimane tuttora nascosta, è considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea e resta il re del paradosso: è l'artista anonimo che è entrato in un museo, è l'arte che più aborrisce il mercato (la street-art), è da sempre atto di protesta. E le istituzioni museali farebbero carte false per averlo in carne ed ossa dentro le mura. Ma lui resta lontano dalle sirene del denaro. Famoso in tutto il mondo lo è già. E le sue beffe pure. Ci vuole del fegato, e anche tanto, per levarsi in piedi da perfetti sconosciuti in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessuno altro crede – come la pace, la giustizia e la libertà.

Le mostre che circolano su di lui sono per lo più non autorizzate. A Palazzo Albere (Tn) fino all'11 settembre il Mart propone "Banksy, l'artista del presente" a cura di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani. In collaborazione con MetaMorfosi Eventi.

Love is in the air, Banksy

 

Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal sistema. Le opere di questo grande artista (che come atto politico ha anche aperto un hotel all'ombra del muro di Betlemme), sono spesso connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l'etica.

Presumibilmente nato a Bristol all’inizio degli anni Settanta, Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art ed è stato inserito nel 2019 da ArtReview al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ma nessuno, a parte i suoi amici e i suoi collaboratori più stretti, conosce la sua identità.

Non ho il minimo interesse a rivelare la mia identità. Ci sono già abbastanza stronzi pieni di sé che cercano di schiaffarvi il loro brutto muso davanti. (Banksy)

Quello che sappiamo è che si è formato nella scena underground della capitale del Sud Ovest dell’Inghilterra, dove ha collaborato con diversi artisti e musicisti e che la sua produzione artistica è iniziata a fine anni Novanta. Da questo momento in poi, ha iniziato a invadere numerose città, da Bristol a Londra, a New York, a Gerusalemme fino a Venezia con graffiti e varie performance e incursioni.

 

Lo stencil è la tecnica da lui più utilizzata. In mostra, grazie allo stencil: stampe su carta o tela, insieme a una selezione di opere uniche realizzate con tecniche diverse dall’olio o dall’acrilico su tela allo spray su tela, dallo stencil su metallo o su cemento ad alcune sculture di resina polimerica dipinta o di bronzo verniciato. La guerra, la ricchezza e la povertà, gli animali, la globalizzazione, il consumismo, la politica, il potere, l’ecologia, i temi che Banksy affronta sono i temi del mondo.

 

La scelta di rimanere nell’anonimato nasce da un insieme di esigenze: la necessità di sfuggire alla polizia, data la realizzazione di incursioni e di graffiti illegali; tutelarsi considerando lo sfondo satirico delle sue opere che trattano argomenti sensibili come la politica e l’etica; il desiderio di non inquinare la percezione della sua identità e delle sue opere, come afferma l’artista stesso.
Quella di Banksy è una comunicazione diretta, nel rifiuto del sistema e delle regole, l’artista si rivolge al suo pubblico senza filtri, le sue opere sono testi visivi capaci di informare e di far riflettere.

Ma come si fa a sapere che uno stencil è davvero opera di Banksy? Lo certifica Pest Control che dal 2009 è l’ente ufficiale in grado di autentificare le opere di Banksy. Certifica solo i pezzi prodotti per la vendita, quindi non le opere street art, non essendo state concepite per il mercato. Sul documento di autenticazione è spillata la metà di una banconota da 10 sterline che riporta l’effige di Lady Diana. La banconota ha un numero di identificazione scritto a mano che corrisponde al numero presente sull’altra metà, che rimane alla Pest Control; un falso che serve a dimostrare che si possiede l’originale.

Pest Control è di proprietà della Pictures on Walls (POW), prima società di Banksy fondata nel 2003. Le azioni di street art vengono autentificate tramite il sito banksy.co.uk e l’account instagram @banksy.

 

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)