
Prima dell'Apocalisse. I codici della speranza
L'ultimo libro di Gianluca Solera (Castelvecchi Editore)
(Corona Perer) - ''Prima dell'apocalisse. I codici della speranza'' di Gianluca Solera (Castelvecchi Editore) è un romanzo filosofico che affronta le inquietudini di un mondo in disordine. Lo fa raccontando di un viaggio fantastico nell'Oltre, spazio riflesso della realtà contemporanea. Protagonisti sono un vecchio ecclesiastico, padre Ignacio, e Compagno, un giovane in preda alle angosce della fine dei tempi.Vengono in mente Dante e Virglio, ma Ignacio e Compagno percorrono un mondo in cui si rivelano i segni di una possibile e irreversibile apocalisse, senza un possibile Paradiso.
È un libro dalla struttura molto complessa che procede su due binari: da un lato il giovane protagonista e i suoi incubi, dall'altro Ignacio, guida e maestro, ma il tutto parte dal dialogo che un sacerdote intrattiene con i suoi più intimi prima di una ''mission impossible'': è padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita italiano scomparso in Siria nel 2013, noto per il suo instancabile impegno nel dialogo interreligioso e per aver rifondato il monastero di Deir Mar Musa, diventando un simbolo di pace e integrazione tra cristiani e musulmani. Nel libro lo troviamo sul punto di partire per andare a trattare con i terroristi dell'ISIS che stanno minando non solo la Siria, ma il mondo intero. La partenza, metafora di ogni missione impossibile, è l’incipit di questo viaggio nell’Oltre dei due protagonisti.

Un capitolo di storia della Siria recente è dunque innestato in un romanzo che muove tra la fantasia e attualità, con i fatti che precedono il rapimento e la scomparsa di padre Dall'Oglio che l'autore ha effettivamente conosciuto e del quale era amico. Il tutto dentro un dialogo a più voci ambientato in un ''oltre'', luogo dove interrogarsi, dubitare e cercare risposte, e che - grazie alla prosa dell'autore - assume toni onirici.
Dialogando con personaggi storici, profeti e uomini qualunque, ragionando sulle tesi di scienziati e mistici, Ignacio e Compagno esplorano le contraddizioni del nostro tempo, minacciato dalle ideologie dell’odio e del conflitto tra civiltà.
Gianluca Solera ha lavorato al Parlamento europeo come consigliere politico e nell’amministrazione, e ha curato diversi progetti di sostegno della società civile e dialogo interculturale nel Mediterraneo. Attualmente si trova in Nordafrica, dove dirige un programma finanziato dall’UE sulla conservazione del patrimonio storico-culturale in Libia.
Ha pubblicato diversi libri, tra cui: “Muri, lacrime e za’tar. Storie di vita e voci dalla Palestina” (2007), “Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza” (2013), “Citizen Activism and Mediterranean Identity – Beyond Eurocentrism” (2017), in cui racconta storie vere raccolte durante viaggi vissuti in prima persona in Palestina e nel Mediterraneo.
D.: Solera, come è nato questo libro?
SOLERA - E' nato dal mio incontro con padre Paolo Dall'Oglio, fondatore della Comunità di al-Khalil (che include il famoso Monastero Mar Musa), rapito in Siria nel 2013 e mai più ritrovato, e che ho avuto la fortuna di frequentare sin dal 2006, quando mi occupavo di dialogo interculturale tra Oriente ed Occidente. A quell'epoca stavo alla Fondazione Anna Lindh, che ha sede ad Alessandria d'Egitto.
D: È un romanzo che fonde allegoria e attualità, che cosa (o dove) è l'Oltre?
SOLERA: Il giovane protagonista, Compagno, si trova catapultato in un mondo altro, l’Oltre, dopo essersi risvegliato da uno degli incubi notturni che disturbavano sovente le sue notti. Un mattino, non si troverà più nel suo letto, ma in un rifugio di una stazione sciistica abbandonata, sotto il pendio di un vulcano. L’Oltre non è un mondo irreale, bensì una riproduzione in miniatura di un mondo reale, storpiato dalle sue contraddizioni e lacerato dai suoi conflitti, tra cultura e cultura, tra uomo e natura, tra dio e dio, tra potere e cittadino o tra capitale e lavoro. L’Oltre, a metà strada tra purgatorio e antropocene, è un insieme di scenografie ambientate in luoghi diversi e più che reali del Mediterraneo.
D:Ad esempio?
SOLERA -...Aleppo sotto i bombardamenti, il lago di Garda svuotato dei suoi pesci, oppure i villaggi del Dahab tunisino assetati dalla siccità. Ma è anche un insieme di luoghi-metafora: uno specchio che deforma la tua immagine, un bosco dove gli alberi raccontano del sacrificio di Socrate, la caverna dei Sette Dormienti. L’Oltre è il luogo dove ci si interroga sul perché delle cose, sul loro senso e quindi sul nostro destino dirà padre Ignacio a Compagno.
D: E veniamo agli incontri, tutti molto particolari...
SOLERA - Padre Ignacio e Compagno incontrano la filosofa Ipazia, il mistico Louis Massignon e il sofista al-Hallaj, il vecchio Marx, Naama moglie di Noé, un pescatore del Garda o un rifugiato del Ciad, e così di seguito. Di incontro in incontro, l’ecclesiastico guida il giovane verso la riscoperta di nuovi codici di speranza, per superare le angosce che lo consumano di fronte a un mondo in bilico. Ho voluto così onorare la persona di Paolo Dall’Oglio, che diventa per me il messaggero di speranza delle nuove generazioni, per quel suo essere stato carne e spirito, cuore e intelletto, uomo di Chiesa e cittadino, umanista ed ambientalista. Un uomo insomma al di sopra delle frontiere, delle appartenenze e delle discipline. E oggi abbiamo così tanto bisogno di uomini così...
D: E' stato complesso tenere in mano i due registri del passato e del presente?
SOLERA: L’intera opera è un gioco di scatole cinesi, con rimandi al passato, il presente dell’Oltre e il futuro anteriore che resta sullo sfondo: ovvero il “prima dell’apocalisse”, intesa come svelamento: attraverso i dialoghi del romanzo, vengono alla luce le contraddizioni e le possibili vie d’uscita dal tunnel delle grandi crisi odierne prima del baratro. È un futuro anticipato, il tempo della consapevolezza prima che sia troppo tardi. Ogni capitolo del libro corrisponde a un episodio del viaggio di padre Ignacio e Compagno, ed in molti di esso utilizzo due piani temporali: uno è quello dell’Oltre, un tempo presente e l’altro è quello di altri momenti della vita dei personaggi di quell’episodio.
D: Per differenziarli utilizzi la grafia: il tondo e il corsivo. Ci si potrebbe perdere...
Vi è un’allora che corrisponde alla missione di Dall’Oglio a Raqqa che appare all’inizio del romanzo e alla fine, ma in realtà la vicenda del gesuita non pervade il romanzo, i cui protagonisti restano Ignacio e Compagno nel pieno del loro viaggio. C’è anche la vita di Compagno prima del viaggio nell’Oltre e dopo, quando ritrova la sua amata. E tutti questi registri appoggiano l’uno sull’altro.
D.: Non hai risposto, ma capisco che non deve essere stato facile tenere in mano questa complessa architettura ...
SOLERA - Con la complessità di questa architettura narrativa, ho voluto rispecchiare il mistero che circonda la scomparsa di Paolo Dall’Oglio, mistero che nella mia opera trova una soluzione letteraria. Il gesuita fa perdere le sue tracce a Raqqa per accedere all’Oltre, e da lì preparare un messaggio di speranza da consegnare alle nuove generazioni, un messaggio che solo chi è passato attraverso l’inferno siriano poteva concepire, perché quell’inferno “ha fatto vedere a chi l’ha vissuto più avanti di altri”.
D.: I passaggi in cui padre Dall'Oglio parla di Daesh e della missione che lo porterà alla sua scomparsa, sono verosimili e vicini al reale. Con quello che sappiamo oggi dell'Isis e della sua contiguità al sistema, che spiegazione ti sei dato della scomparsa di padre Dall'Oglio?
SOLERA: La scomparsa di padre Paolo resta un mistero. Dopo aver sentito diverse persone che hanno seguito le ultime vicende precedenti quel giorno fatidico, ho maturato la convinzione che una delle ragioni per cui resti tuttora un mistero è legata al fatto che alcuni attori hanno voluto che non emergesse la verità, e forse – ma in questo è il mio intuito che parla – hanno anche voluto che non venisse liberato quando era ancora possibile farlo. Quel solve et coagula che caratterizzava il pensiero e l’azione del gesuita era inviso a chi deteneva il potere, perché era inclusivo, non autoritario, non gerarchico. Molti avrebbero beneficiato di una riduzione al silenzio del gesuita.
D.: Tu a Raqqa ci sei anche stato...
SOLERA: Sono stato di persona a Raqqa per ricostruire gli ultimi giorni dell’ecclesiastico da uomo libero, ma io non sono un investigatore: gli unici strumenti di cui dispongo perché ritorni a parlare sono la mia penna e la mia creatività. Così è nato questo libro.
D.: Dell'attuale Siria cosa pensi?
SOLERA: Solo quando verranno alla luce i massacri e le violenze perpetrate sistematicamente per anni dal regime di Damasco, ci si renderà conto di quanto importante e necessaria è l’attuale transizione per un paese come la Siria.
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Il blog di Gianluca Solera > qui
Il libro è edito da Castelvecchi Editore
info@castelvecchieditore.com

L'autore al monastero di Deir Mar Musa
Autore: Corona Perer
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