
Il Mart ospita Giacomo Balla, lo stile dell'avanguardia
200 opere della collezione della stilista Laura Biagiotti
La nuova mostra del MART di Rovereto ''Giacomo Balla, Cartolina Futurista, 1915-1920, Collezione Laura Biagiotti'' a cura di Beatrice Avanzi, Fabio Benzi, sarà inaugurata il 16 maggio 2026.
Il Mart presenta per la prima volta in Italia la collezione completa di opere di Giacomo Balla appartenenti alla Fondazione Biagiotti Cigna e alla collezione Laura e Lavinia Biagiotti: 200 opere tra dipinti, manufatti, abiti, oggetti di design illustrano l’opera del maestro futurista che, con Fortunato Depero, teorizza nel 1915 la Ricostruzione futurista dell’universo. Perseguendo l’idea di “arte totale”, con l’intenzione di abbattere le gerarchie tra le arti, Balla trasferisce il suo repertorio artistico (i cunei e i vortici delle “velocità d’automobile”, gli arabeschi astratti degli “stati d’animo”) dalla pittura all’arredo e agli oggetti; con le stesse forme tratta mobili, suppellettili e persino la moda, trasformando l’ordinaria quotidianità con il suo dinamismo.
A Balla e alla sua ricerca si interessò la grande stilista Laura Biagiotti, appassionata collezionista e generosa mecenate, oltre che ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Insieme al marito Gianni Cigna, a partire dal 1986 Biagiotti collezionò opere e oggetti di Balla dando vita a una tra le più straordinarie collezioni private monografiche.
Alla figlia Lavinia Biagiotti Cigna, terza generazione di donne al timone del Gruppo Biagiotti, come la madre appassionata di Giacomo Balla e costantemente attiva nella promozione della cultura e in attività di sostegno del patrimonio storico e artistico italiano, si deve l’istituzione della Fondazione Biagiotti Cigna.
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Mart: insediata la direttrice Micol Forti
Mart il primo dicembre 2025 il Mart ha ricevuto la nuova direttrice. E' Micol Forti, con un curriculum davvero importante. Romana, già direttrice delle collezioni di Arte Moderna dei Musei Vaticani
Micol Forti è nata a Roma, il 15.10.1964. Laureata all’Università di Roma La Sapienza, nello stesso ateneo ha conseguito la Specializzazione e il Dottorato di Ricerca in Storia dell’arte e dal 2001 al 2013 è stata docente per le cattedre di Letteratura Artistica e Museologia.
Dal 2000 al 2025 ha diretto la Collezione di Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani.
Dal 2011 è Consultore del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, fa parte di numerosi Comitati Scientifici di Musei, riviste specializzate, Istituti di Ricerca e Giurie nazionali e internazionali.
Ha curato Convegni Internazionali e ideato e realizzato oltre quaranta mostre tra cui due Padiglioni alla Biennale d’Arte di Venezia (2013, 2015) e alla Biennale Architettura del 2018.
Le sue ricerche, raccolte in più di 130 pubblicazioni, spaziano dalla storia e critica d’arte del XX secolo, con particolare riferimento all’arte italiana e francese tra XIX e XX secolo e al dibattito tra Chiesa e Arte contemporanea, fino ad aspetti legati alla Museologia, alla storia della conservazione del patrimonio storico-artistico, all’arte contemporanea internazionale, alla fotografia artistica.
Subentra al dottor Ferretti che è stato ringraziato dal Cda per l’ottimo lavoro svolto in questi anni che ha confermato il ruolo di rilievo del museo nel panorama culturale italiano.
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Gli archivi di SENTIRE
QUANDO IL DIRETTORE NON SERVIVA....
2021 - ''Un direttore al Mart? Non serve, ci sono io''. Vittorio Sgarbi alla Presidenza del Mart ha dimostrato che era possibile fare l'uno e l'altro.
Il 19 maggio 2020 dopo un avvio scoppiettante e coerente con la vis polemica del critico d'arte ferrarese, venne nominato direttore del Mart Diego Ferretti successore di Gianfranco Maraniello, che durante i primi mesi di Presidenza Sgarbi aveva retto parecchie bordate (ma alla fine non ha lasciato alcun ricordo). Dimenticati e ormai lontanissimi i tempi delle direttrici: l'ineguagliata Gabriella Belli e la filosofa Cristiana Collu.
E' passato molto tempo: e bisogna dire che la linea è sembrata funzionare. Ferretti, alla direzione amministrativa dal 1999, ha continuato a fare l'amministrativo ma con un 40% della retribuzione prevista per la direzione come indennità di missione. Probabilmente ha scelto l'unica strategia possibile: lasciarlo fare. Sgarbi, s'intende.
E Sgarbi ha navigato tranquillo: lui del resto è un solista.
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