Arte, Cultura & Spettacoli

''Camera Picta'' alla Galleria Civica Trento

19 giugno 2021 / 12 settembre 2021

Galleria Civica Trento propone una mostra che reinterpreta l'antico concetto di camera picta: un ambiente che presenta una decorazione a 360°, capace di modificare la percezione stessa dell'architettura che la contiene.
A questa tradizione, rappresentata dai celebri affreschi di Andrea Mantegna nelle stanze di Palazzo Ducale a Mantova, si ispirano gli interventi di otto artisti contemporanei invitati a creare delle speciali "camere picte" utilizzando media tradizionali (pittura e scultura) e tecniche della contemporaneità (installazione, luce, suono): Francesco Arena, Stefano Arienti, Benni Bosetto, Andrea Mastrovito, Fabrizio Perghem, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella ed Esther Stocker.

Il modello di riferimento è il Ciclo dei Mesi di Torre Aquila, uno dei capolavori custoditi dal Castello del Buonconsiglio a Trento, affrescato tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento dal Maestro Venceslao in stile Gotico internazionale. Proprio nelle sale del Castello completa la mostra l'opera di Francesco De Grandi, una versione del mese di marzo che, mettendo in dialogo epoche diverse, colma idealmente una lacuna del Ciclo.   

 

Camera Picta
Galleria Civica Trento, Castello del Buonconsiglio

19 giugno 2021 / 12 settembre 2021
Da un'idea di Federico Mazzonelli
A cura di Margherita de Pilati e Federico Mazzonelli

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INTERVISTA A MARGHERITA DE PILATI
di Corona Perer

Ciò che potrebbe fare il Mart a Rovereto, lo fa la Galleria Civica di Trento: lavorare sugli artisti emergenti, promuovere l'arte del territorio, aprire spazi di confronto e discussione dentro la città. Si deve certo alla dinamica direzione di Margherita De Pilati  (e lo abbiamo sempre scritto) questo sforzo che è in piena aderenza con la mission che un museo territoriale deve darsi.

Attenta alle novità, forte di uno sguardo pronto a cogliere ciò che conta e intercetta le sensibilità contemporanee, Margherita De Pilati ha confezionato al fianco di Alfredo Cramerotti e pescando tra le opere di 14 artisti è venuta Ciò che Vedo, Nuova figurazione in Italia".

Qualche tempo prima aveva portato fuori dalle chiuse stanze dei collezionisti, opere molto interessanti. L' abbiamo incontrata proprio per la mostra dedicata al collezionismo trentino spesso sconosciuto, riservato, intimo. "Va valorizzato" afferma. Cosa che lei ha fatto con mostre intime, preziose e a costi ridotti.

Cosa emerge dal collezionismo trentino?
Una ricerca appassionata, scelte precise e oculate, emozioni e entusiasmo. E' un collezionismo che merita attenzione, promozione, incoraggiamento. Ho trovato nei collezionisti trentini una generosità, una disponibilità e una apertura straordinaria. Hanno collaborato attivamente e questo ci ha permesso molte economie di esercizio. C'è anche chi ci ha portato in sede le opere e come noto sono proprio i trasporti che incidono di più nella produzione di un evento d'arte. Non posso che ringraziarli.

Nella mostra  che la Civica ha allestito si nota una grande disinvoltura negli accostamenti...
Ci sono opere di Vedova, Afro, Birolli mai esposte prima e un Guido Polo o un Colorio accanto a Morandi, uno Schwaizer accanto a Picasso. Nel primo caso l'accostamento nasce perchè ho sempre pensato da storica dell'arte che la produzione del nostro Polo e anche di Colorio, avevano molto a che fare con lo stile di Morandi. Il secondo racconta relazioni e affinità. E quindi la mostra dice anche le assonanze fra gli artisti.

Criteri di scelta?
Sono opere che sono state scelte non solo per la qualità estetica e formale, ma anche e soprattutto per affinità stilistiche, attivando “dialoghi” stimolanti e impensati.

Il legame tra la Civica e Trento è migliorato?
Il legame, bisogna dirlo, va ricostruito in qualche modo. Con le scelte delle ultime due direzioni si era un poco guastato perchè scelte troppo rivolte alla contemporaneità. Stiamo quindi facendo moltissimi appuntamenti su tematiche diverse per ricostituire quel legame.

(cperer)

 

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