Arte, Cultura & Spettacoli

Galleria Civica Trento - Eventi

''Ciò che vedo - Nuova figurazione in Italia'' dal 14 febbraio 2020

Ciò che potrebbe fare il Mart a Rovereto, lo fa la Galleria Civica di Trento: lavorare sugli artisti emergenti, promuovere l'arte del territorio, aprire spazi di confronto e discussione dentro la città. Si deve certo alla dinamica direzione di Margherita De Pilati  (e lo abbiamo sempre scritto) questo sforzo che è in piena aderenza con la mission che un museo territoriale deve darsi.

Attenta alle novità, forte di uno sguardo pronto a cogliere ciò che conta e intercetta le sensibilità contemporanee, Margherita De Pilati ha confezionato il prossimo evento al fianco di Alfredo Cramerotti e pescando tra le opere di 14 artisti. La mostra si intitola "Ciò che Vedo, Nuova figurazione in Italia" e si inaugura il prossimo 14 febbraio.

"Forti di una profonda conoscenza tecnica, molti artisti contemporanei si dedicano alla pittura rappresentando la realtà che li circonda nel modo più fedele possibile" spiegano alla Galleria Civica. Ed è così che è venuta la selezione di opere di Giulia Andreani, Elisa Anfuso, Annalisa Avancini, Romina Bassu, Thomas Braida, Manuele Cerutti, Vania Comoretti, Patrizio Di Massimo, Fulvio Di Piazza, Andrea Fontanari, Giulio Frigo, Oscar Giaconia, Iva Lulashi e Margherita Manzelli.

Attraverso questi quattordici autori, l'esposizione della Galleria Civica presenta alcune tra le esperienze più significative della figurazione italiana. In questi dipinti, persone e oggetti della quotidianità popolano ambientazioni dalle atmosfere sospese, fiabesche, sensuali, che sorprendono il visitatore e invitano lo sguardo a perdersi nella trama dei dettagli. Date le premesse, da non perdere.

 

Ciò che vedo, Nuova figurazione in Italia
Galleria Civica Trento
a cura di Alfredo Cramerotti e Margherita de Pilati
15 febbraio 2020 / 24 maggio 2020

Inaugurazione venerdì 14 febbraio ore 18.00
Ingresso gratuito

 

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Mauro De Carli, artista anomalo
Fu sempre allergico al sistema dell'arte

(marzo 2019) "Orgoglioso di essere un perdente" scrisse Mauro De Carli. Per tentar di capire un artista (sapendo bene che non ci riusciremo affatto) conviene sostare sulle sue parole.

"Rivendico con forza il ruolo dell’individuo, dell’essere artista che deve riconquistare autonomia riappropriandosi degli strumenti intellettuali che lo rendono unico e libero, svincolato da qualsiasi sistema” scriveva lo scultore Mauro De Carli.

A dieci anni dalla sua prematura scomparsa,  lo scultore Mauro De Carli, uomo ed artista è stato ricordato alla Galleria Civica di Trento insieme a Piermario Dorigatti nella mostra "A tu per Tu"  (23 marzo -12 maggio 2015). Finora una bella mostra lo aveva ricordato nel 2015 nelle sale e nel parco di Palazzo Libera per iniziativa del Comune di Villa Lagarina grazie ad Angela Madesani e Fausta Slanzi, curatrici del catalogo (foto di Federico Nardelli) dove illustrarono quella "materia lieve" di cui fu artefice malgrado la fisicità potente dei materiali usati. La mostra fu occasione per rileggere (o incontrare) un personaggio apparentemente non facile, Mauro De Carli che si manifesta – attraverso le sue opere con tutta la sua dirompente lirica e forza espressiva.

Poco compiacente al sistema dell'arte, se ne è stato lontano in vita (e anche dopo si potrebbe dire). Mauro De Carli, era nato a Trento l’11 marzo 1944. Diplomato nel 1962 all’Istituto Statale d’Arte della sua città e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera, seguì i corsi di scultura di Marino Marini. Per mantenersi agli studi lavorava presso moltissimi artisti e, come ritoccatore di cere, in una fonderia artistica.

Da allora in poi innumerevoli collaborazioni fino al diploma e alla nomina di assistente alla cattedra di figura e ornato modellato nel Liceo artistico statale di Milano. Lasciata Milano negli anni ‘70 per la Brianza insegnò incisione alla scuola di pittura di Lissone, diretta dal pittore Gino Meloni che lascia nel ‘77 per trasferirsi a Trento, dove fonda “La finestra”, una libera scuola di pittura, scultura e incisione.

Dal 1984 insegna discipline plastiche all’Istituto Statale d’Arte di Trento. Nel 1988 chiude la scuola da lui fondata. Prosegue l’attività di insegnamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Trento fino al ’96 quando decide di dedicarsi, a tempo pieno, al lavoro creativo anche per rispondere alle richieste di una committenza pubblica e privata che egli, “testimone contro” del suo tempo, sottopone sempre ad un severo filtro culturale. Di questa tensione si trovano tracce significative nelle sue riflessioni scritte. Si tratta di brevi e graffianti testi attraverso i quali partecipa al dibattito pubblico sull’arte e sulla società contemporanee e nei quali compaiono frammenti di una estetica basata su una intensa, “inattuale” affermazione del rapporto diretto, “senza intermediazioni”, tra artista e popolo. Mauro De Carli, scultore, si spegne, dopo breve malattia, nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2008.

(17.05.2019)


Autore: Corona Perer

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