Arte, Cultura & Spettacoli

Galleria Civica Trento, parola d'ordine ''valorizzare''

Nuova mostra dedicata all'arch. Salvotti

Una nuova mostra alla Galleria Civica di Trento, permette di accedere ad alcuni dei documenti che nel corso del 2020 sono diventati patrimonio dell'Archivio del '900 del Mart. Si tratta dell'Archivio di Gian Leo Salvotti de Bindis (1931), figura di spicco dell'architettura italiana della seconda metà del Novecento. Al suo innovativo ruolo di progettista e teorico è dedicata la mostra con cui la Galleria Civica di Trento ha riaperto al pubblico.

Trentino di nascita, attivo a Roma presso lo studio di Adalberto Libera, dalla fine degli anni '50, l'arch. Salvotti elegge la città di Trento come luogo della propria attività e campo privilegiato di una profonda riflessione architettonica e urbanistica dal carattere fortemente ideale.

Le posizioni sperimentali fanno di Salvotti una delle voci più complesse, controcorrente e originali del panorama italiano. A questa visionarietà allude il titolo dell'esposizione: un percorso per nuclei tematici composto da decine di modelli ed elaborati grafici, in dialogo con numerosi materiali d'archivio. Completano la mostra il film di Michele Dal Bosco Gian Leo Salvotti de Bindis. Effemeridi, realizzato da Filmwork su commissione del Mart in collaborazione con l'Ordine degli Architetti della Provincia di Trento, e una monografia che documenta ad ampio raggio la donazione.
 

A cura di Margherita de Pilati, Roberto Festi, Gabriele Lorenzoni
Gian Leo Salvotti de Bindis
Fra Progetto e Utopia
 
Galleria Civica Trento
25 gennaio 2021 / 02 maggio 2021

**

INTERVISTA A MARGHERITA DE PILATI
di Corona Perer

Ciò che potrebbe fare il Mart a Rovereto, lo fa la Galleria Civica di Trento: lavorare sugli artisti emergenti, promuovere l'arte del territorio, aprire spazi di confronto e discussione dentro la città. Si deve certo alla dinamica direzione di Margherita De Pilati  (e lo abbiamo sempre scritto) questo sforzo che è in piena aderenza con la mission che un museo territoriale deve darsi.

Attenta alle novità, forte di uno sguardo pronto a cogliere ciò che conta e intercetta le sensibilità contemporanee, Margherita De Pilati ha confezionato al fianco di Alfredo Cramerotti e pescando tra le opere di 14 artisti è venuta Ciò che Vedo, Nuova figurazione in Italia".

Qualche tempo prima aveva portato fuori dalle chiuse stanze dei collezionisti, opere molto interessanti. L' abbiamo incontrata proprio per la mostra dedicata al collezionismo trentino spesso sconosciuto, riservato, intimo. "Va valorizzato" afferma. Cosa che lei ha fatto con mostre intime, preziose e a costi ridotti.

Cosa emerge dal collezionismo trentino?
Una ricerca appassionata, scelte precise e oculate, emozioni e entusiasmo. E' un collezionismo che merita attenzione, promozione, incoraggiamento. Ho trovato nei collezionisti trentini una generosità, una disponibilità e una apertura straordinaria. Hanno collaborato attivamente e questo ci ha permesso molte economie di esercizio. C'è anche chi ci ha portato in sede le opere e come noto sono proprio i trasporti che incidono di più nella produzione di un evento d'arte. Non posso che ringraziarli.

Nella mostra  che la Civica ha allestito si nota una grande disinvoltura negli accostamenti...
Ci sono opere di Vedova, Afro, Birolli mai esposte prima e un Guido Polo o un Colorio accanto a Morandi, uno Schwaizer accanto a Picasso. Nel primo caso l'accostamento nasce perchè ho sempre pensato da storica dell'arte che la produzione del nostro Polo e anche di Colorio, avevano molto a che fare con lo stile di Morandi. Il secondo racconta relazioni e affinità. E quindi la mostra dice anche le assonanze fra gli artisti.

Criteri di scelta?
Sono opere che sono state scelte non solo per la qualità estetica e formale, ma anche e soprattutto per affinità stilistiche, attivando “dialoghi” stimolanti e impensati.

Il legame tra la Civica e Trento è migliorato?
Il legame, bisogna dirlo, va ricostruito in qualche modo. Con le scelte delle ultime due direzioni si era un poco guastato perchè scelte troppo rivolte alla contemporaneità. Stiamo quindi facendo moltissimi appuntamenti su tematiche diverse per ricostituire quel legame.

(cperer)

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)