Arte, Cultura & Spettacoli

Galleria Civica Trento, parola d'ordine ''valorizzare''

Prosegue il lavoro sugli artisti emergenti

Ciò che potrebbe fare il Mart a Rovereto, lo fa la Galleria Civica di Trento: lavorare sugli artisti emergenti, promuovere l'arte del territorio, aprire spazi di confronto e discussione dentro la città. Si deve certo alla dinamica direzione di Margherita De Pilati  (e lo abbiamo sempre scritto) questo sforzo che è in piena aderenza con la mission che un museo territoriale deve darsi.

Attenta alle novità, forte di uno sguardo pronto a cogliere ciò che conta e intercetta le sensibilità contemporanee, Margherita De Pilati ha confezionato il prossimo evento al fianco di Alfredo Cramerotti e pescando tra le opere di 14 artisti. La mostra si intitola "Ciò che Vedo, Nuova figurazione in Italia".

"Forti di una profonda conoscenza tecnica, molti artisti contemporanei si dedicano alla pittura rappresentando la realtà che li circonda nel modo più fedele possibile" spiegano alla Galleria Civica. Ed è così che è venuta la selezione di opere di Giulia Andreani, Elisa Anfuso, Annalisa Avancini, Romina Bassu, Thomas Braida, Manuele Cerutti, Vania Comoretti, Patrizio Di Massimo, Fulvio Di Piazza, Andrea Fontanari, Giulio Frigo, Oscar Giaconia, Iva Lulashi e Margherita Manzelli.

Attraverso questi quattordici autori, l'esposizione della Galleria Civica presenta alcune tra le esperienze più significative della figurazione italiana. In questi dipinti, persone e oggetti della quotidianità popolano ambientazioni dalle atmosfere sospese, fiabesche, sensuali, che sorprendono il visitatore e invitano lo sguardo a perdersi nella trama dei dettagli. Date le premesse, da non perdere.

 

Ciò che vedo, Nuova figurazione in Italia
Galleria Civica Trento
a cura di Alfredo Cramerotti e Margherita de Pilati
15 febbraio 2020 /1 novembre 2020

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INTERVISTA A MARGHERITA DE PILATI
di Corona Perer (2014)


Esiste in Trentino, da molto tempo, un collezionismo adulto e di grandissima qualità. Al chiuso di molte dimore si trovano capolavori di gran pregio. Galleria CIVICA  Trento ne ha dato saggio offrendo alcuni inediti di rara bellezza e al tempo stesso mostrando un esempio virtuoso di produzione artistica a costi contenuti, accostando con disinvoltura i grandi (da Picasso a Mirò, da Cragg a Fontana, da Morandi a Vedova) agli artisti del territorio (Melotti, Iras Baldessari, Rocca, Coser, Polo, Pancheri, Senesi, per citare solo alcuni).
La responsabile della Civica Margherita de Pilati ci racconta come questo collezionismo spesso sconosciuto, riservato, intimo, possa essere valorizzato in mostre intime, preziose e a costi ridotti.

Cosa emerge da questo collezionismo trentino?
Una ricerca appassionata, scelte precise e oculate, emozioni e entusiasmo. E' un collezionismo che merita attenzione, promozione, incoraggiamento. Ho trovato nei collezionisti trentini una generosità, una disponibilità e una apertura straordinaria. Hanno collaborato attivamente e questo ci ha permesso molte economie di esercizio. C'è anche chi ci ha portato in sede le opere e come noto sono proprio i trasporti che incidono di più nella produzione di un evento d'arte. Non posso che ringraziarli.

Si nota una grande disinvoltura negli accostamenti. Pablo Picasso, Joan Miró, Fernand Léger, Lucio Fontana, Afro, Tony Cragg, Graham Sutherland, Mario Schifano, Emilio Vedova. Una Venere accanto ai dipinti seriali di Greta Frau, ad esempio...
Ci sono opere di Vedova, Afro, Birolli mai esposte prima e un Guido Polo o un Colorio accanto a Morandi, uno Schwaizer accanto a Picasso. Nel primo caso l'accostamento nasce perchè ho sempre pensato da storica dell'arte che la produzione del nostro Polo e anche di Colorio, avevano molto a che fare con lo stile di Morandi. Il secondo racconta relazioni e affinità. E quindi la mostra dice anche le assonanze fra gli artisti.

Criteri di scelta?
Sono opere che sono state scelte non solo per la qualità estetica e formale, ma anche e soprattutto per affinità stilistiche, attivando “dialoghi” stimolanti e impensati.

Il legame tra la Civica e Trento è migliorato?
Il legame, bisogna dirlo, va ricostruito in qualche modo. Con le scelte delle ultime due direzioni si era un poco guastato perchè scelte troppo rivolte alla contemporaneità. Stiamo quindi facendo moltissimi appuntamenti su tematiche diverse per ricostituire quel legame.

 

 


Autore: Corona Perer

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