Arte, Cultura & Spettacoli

Museo Alto Garda ''Nella rete della Modernità''

Esperienze artistiche tra le Alpi e il lago di Garda

“Nella rete della Modernità. Esperienze artistiche tra le Alpi e il lago di Garda” è la mostra che il Museo Alto Garda di Riva del Garda ha allestito in occasione dell'anno tematico dei musei dell'Euregio 2021 incentrato sul tema “Transito-Trasporto-Mobilità”.

La mostra realizzata in collaborazione con il Mart si concentra sui riferimenti formali e tematici alla pittura trentina, con opere di Luigi Bonazza, Umberto Moggioli, Tullio Garbari, Luigi Pizzini, provenienti da raccolte pubbliche e private.

La mostra è occasione per una passeggiata dentro l'Antica Ricca di Riva "depositaria" naturale del patrimonio storico della città. Realizzata nel 1124 dal vescovo Altemanno è  citata nei documenti più antichi come ‘’castrum novum’’ (per differenziarla dal castrum vetus che sorgeva in un'altra parte di Riva), e fu di primaria importanza per la difesa della città perciò continuamente modificata nel corso delle varie vicende storiche.

Al tempo degli Scaligeri doveva essere un perfetto modello di castello-fortezza medievale, tutto circondato dall'acqua, come quello di Sirmione. I lavori di restauro hanno portato alla luce, nel suo interno, pregevoli frammenti di affreschi risalenti al periodo clesiano (1514-1539).  Fu residenza del vescovo e poi del Capitano, per divenire caserma durante la dominazione austriaca.

A dire il suo ruolo di avamposto dell’esercito del “Tirolo” è non solo il suo affaccio sulle acque del lago di Garda, ma anche l’imponente Atlante del 1774 voluto dall’imperatrice Maria Teresa, composto su 24 fogli che accoglie i visitatori fin dalle prime sale.

Nella sua pinacoteca di possono ammirare  i paesaggi di quei pittori che nell'Ottocento, attratti dalla fama del luogo, rimasero affascinati dagli scorci del Garda. Artisti come Pietro Ricchi, Vincenzo Vela, Francesco Hayez.

Non meno importante la sezione archeologica che conserva preziosi reperti di rilevanza internazionale risalenti all'età del Rame. Di enorme interesse le statue-stele note come “antenati di pietra” 22 esemplari, della prima metà del III millennio avanti Cristo, otto dei quali scoperti durante gli scavi del nuovo ospedale nel 1989. Recano segni antropomorfi, incisioni e disegni di armi e ornamenti su pietra che però sarebbe tipica della Val Venosta. Gli esperti li ritengono rappresentazione di elementi di rango o divinità.  

Irrinunciabile, la salita al Mastio, la torre principale della Rocca, da cui si apre una suggestiva veduta sulla piana del Sarca, la vallata solcata dall’omonimo fiume che sfocia sul lago. Lo sguardo a Nord arriva fino ad Arco, abbraccia l’abitato di Riva del Garda, approda al Lago, teatro di manifestazioni internazionali di vela, e arriva fino al confine con le prime sponde venete più a sud.

Info e orari per le visite al Mag  > qui

 


Autore: Corona Perer

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