Arte, Cultura & Spettacoli

Depero, Genio ante litteram della pubblicità

Fortunato Depero, il futurista

Fortunato Depero fu il mago della pubblicità. Le grafiche dell'artista conservano una straordinaria modernità. Uno dei meriti artistici di Fortunato Depero è di aver realmente innovato, rivoluzionando l'arte e spingendola alle sue applicazioni nel nascente mercato pubblicitario di inizio '900. Definirlo genio futurista è assolutamente appropriato.

Nella sua lunga esperienza artistica ha costruito una forma d’arte totale che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento futurista. Il suo fu un viaggio attraverso  molteplici ambiti creativi.

A Capri visse una delle stagioni più creative, che avrà il suo acme tra il 1916 e il 1918: quella legata all’avventura teatrale. A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero darà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d'arte specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello delle tarsie in panno che avranno un grande successo a Parigi, all’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes.
 
Infine, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e la moglie Rosetta si trasferiscono a New York nel 1928 aprendo la Depero's Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d'arte di Rovereto.

Nel 2020 la pandemia di fatto condizionò le celebrazioni per i 60 anni dalla morte: Fortunato Depero moriva il 29 novembre 1960 dopo una vita non facile ma non priva di successi e destinata a lasciare il segno.

Nato a Fondo il 30 marzo 1892 è stato artista a tutto tondo: non solo pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e costumista italiano, ma anche intellettuale vivace, tra i firmatari del manifesto dell'aeropittura e rappresentante del cosiddetto "secondo futurismo". Eclettico, ironico e visionario, Fortunato Depero è stato uno dei maggiori rappresentanti del Futurismo. Ruppe con i criteri classici del manifesto pubblicitario e ne rivide anche l’impostazione puntando soprattutto sul carattere tipografico considerato elemento caratterizzante e simbolo del prodotto.

La pubblicità è una fase della vita di Fortunato Depero iniziata con tante speranze ed entusiasmo e finita con qualche delusione da caricare sulle spalle: la pubblicità. Che a sua volta è esito di un contatto adrenalico: quello con l'America.

Reduce dall'importante collaborazione con Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, che gli commissiona la scenografia e i costumi per il balletto musicato da Strawinskij, "Le chant du rossignol",  e forte dei suoi contatti (grazie a Diaghilev, Depero ha infatti incontrato il ballerino Massine, il poeta Cocteau e molti artisti, fra cui Picasso, Larionov e la Goncharova nonchè il poeta svizzero Gilbert Clavel, con il quale soggiorna a Capri), comincia a sentire un bisogno di America.

Oltre l'Oceano avverte la quintessenza di futuro, movimento, insomma l'habitat ideale per il suo agire artistico. Nel 1928 si trasferisce quindi a New York, tempio della modernità per il mito futurista. Ma le difficoltà sono da subito enormi: il mercato americano, più conservatore del previsto, è, infatti, chiuso a qualunque proposta d'avanguardia. Durante il soggiorno newyorkese, svolge un'intensa attività nei settori della scenografia teatrale e della pubblicità.

Nel 1930, Depero deluso e con pressanti problemi economici rientra in Italia, ma un quadro rappresenta la vitalità che il "Mago" percepisce e vive  nella grande mela. E'  "Big sale" esposta a Madrid alla mostra della Fundación Juan March di Madrid ad offrire una visione rinnovata dell’Avanguardia delle avanguardie”, il futurismo italiano.

Una bella mostra lo ha ricordato nel 2019 al Lucca Center of Contemporary Art che ha ricostruito la sua cospicua produzione creativa.  “Fortunato Depero. Dal sogno futurista al segno pubblicitario”, attraverso 80 opere  - a cura di Maurizio Scudiero e Maurizio Vanni - ha ripercorso con disegni, collage e grafiche le campagne dell’Acqua San Pellegrino, del liquore Strega, del mandorlato Vido, dei mattoni Verzocchi, del tamarindo Erba, del cioccolato Unica, ma soprattutto per l’azienda Campari. E poi le collaborazioni nel campo dell’editoria come quelle per La Rivista illustrata del Popolo d’Italia e per la stampa periodica americana come Vogue, Vanity Fair, Sparks e The News Auto Atlas.

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