Francesca Albanese (Facebook)
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Donne coraggiose: Francesca Albanese

Colpevole di verità su Gaza

Colpevole di verità Gaza: come si ricorderà partirono sanzioni Usa contro Francesca Albanese. Effetto diretto: non poteva ricevere soldi, nemmeno pagare con una carta di credito. Conto corrente bloccato, nessuna possibilità di movimento. Tutto ciò che era di sua proprietà le era interdetto.

Gliele tolsero, e poi gliele rimisero nonostante un tribunale Usa le avesse sospese. Il giudice aveva affermato: ‘Proteggere la libertà di espressione è sempre nell’interesse pubblico’”. Richard Leon, giudice federale della Corte distrettuale di Washington  ha quindi sospeso in via cautelare le sanzioni comminate contro di lei lo scorso luglio 2025 con un ordine esecutivo di Trump.

Francesca Albanese avrebbe una colpa: quella di eleggere la Palestina a paradigma universale, non solo caso specifico.

''La Palestina è una lente per leggere ogni oppressione, per capire il sistema-mondo. Ciò che accade in Palestina rivela i meccanismi della violenza coloniale, della rimozione, dell’equidistanza complice che ritroviamo ovunque'' e il suo libro dà voce a “chi ha avuto il coraggio di dire la verità mentre intorno imperversavano le menzogne, e chi la verità l’ha pagata con la vita”.

L’appello della relatrice speciale è netto: protestare, resistere. Il cambiamento politico arriva solo se in tanti provano a mettersi in gioco, se una massa critica di persone integre e incorruttibili, anche di diversa appartenenza politica, si espongono, pienamente consapevoli che oggi s’impone, con sempre maggiore urgenza, la necessità di una visione umanista vera, che metta le persone al centro e garantisca diritti uguali, in un mondo segnato dalle gerarchie, dalla disomogeneità, dall’ingiustizia, dall’illegalità ostentata. Il turbamento e lo sdegno che Gaza genera può diventare motore per combattere l’indifferenza, l’equidistanza, la neutralità, la complicità, tutto ciò che rende possibile un genocidio.

Ed ora che anche le parole del cardinale Pizzaballa hanno fatto il giro del mondo, la sua azione di resistenza assume ancora più valore. Pizzaballa ha raccontato al direttore di Limes la realtà di ogni giorno. "Gaza è un disastro, città rase al suolo. I topi mordono i bambini".

Da non dormire, qui nel nostro Beato Occidente che è complice a piene mani de massacri. E' notizia di ieri che l'Olanda è il maggior contributore dello stato genocidiario che un tempo propagandava i viaggi in Terra Santa. E anche l'Italia ha le sue ''strane'' amicizie con un regime che della Shoah ha fatto la scusa principale per permettersi di tutto.

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L'EVENTO 

Venerdì 3 luglio 2026 alle ore 20.30 al Centro Pace di Rovereto in in Via Vicenza, 5 – poco sopra P.zza Podestà viene proiettato un video di Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e autore con Betta Tusset del volume “Sotto il cielo di Gaza”.

Segue proiezione dell’incontro a più voci sul tema “Militarizzare la società o costruire la Pace? con interventi sulla riforma Crosetto e sull’alternativa nonviolenta proposta da Rete Italiana Pace e Disarmo. Interventi di Laura Milani (Presidente CNESC), Mao Valpiana (Presidente Movimento Nonviolento) e Alfio Nicotra della Rete italiana Pace e disarmo.

La “riforma Crosetto”: le nuove generazioni come riserva permanente per la guerra  – Rete Italiana Pace e Disarmo si oppone alla “riforma Crosetto” della Difesa: non porta sicurezza, militarizza la società, sequestra il futuro delle nuove generazioni sacrificandole all’idea di “mettere gli stivali sul terreno”. E’ una proposta che pianifica e rende ineluttabile la guerra. Bisogna difendere i valori della nostra Repubblica dal tentativo di trasformarla in una enorme caserma. La vera alternativa è la difesa civile, non armata e nonviolenta

Promuovono – Centro Pace Rovereto, Donne in Nero, BDS Trentino e altre associazioni che hanno promosso il progetto “Gaza: lì dove brucia l’anima del mondo”.

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