
Estrazione della mica: i bambini schiavi della cosmesi
In India villaggi in schiavitù per la nostra bellezza
I primi a parlarne sono stati i giornalisti austrialiani del Sydney Morning Herald fin dal 2014 quando hanno scoperto che l’estrazione della mica, impiegata dall’industria cosmetica per gloss, ombretti, smalti per unghie, è legata allo sfruttamento del lavoro minorile in una regione povera dell’India orientale, in miniere dove non c'è alcuna sicurezza e dove lavorano come schiavi bambini per produrre la mica, una pietra che rende brillanti i prodotti di bellezza. Ecco come la descrive Lancome > clicca. Da allora ad oggi cosa è cambiato? Nulla.
Raccogliere la mica è nei villaggi della foresta indiana questione di sopravvivenza, ci lavorano anziani e giovani per 2 /3 dollari al giorno, e tutto avviene nell'indifferenza in cave dove si muore e ci si ammala per ricavare almeno 100 tonnellate al mese per cava. Nel 2018 anche il mensile Marie Claire lanciò l'allarme.
Il giro d’affari, enorme, è costruito sulla pelle di bambini che vengono ripagati con 5 rupie (circa 8 centesimi di dollaro) per chilogrammo di mica estratto, mentre sul mercato internazionale questa risorsa può raggiungere prezzi fino a 1.000 dollari per chilogrammo. Il Sydney Morning Herald ha scritto nel febbraio 2014 che il lavoro è duro e pericoloso.
L'Unicef ha scritto nel 2023 che l'infanzia del Madagascar vive sottoterra per estrare questa sostanza e l'allarme. Terres des Hommes ha rilanciato per nulla cessato. In India almeno 20.000 bambini lavorano ogni anno in miniera costretti ad estrarre la mica.
"I bambini che lavorano nelle miniere rischiano morsi di serpenti e punture di scorpione, e le grotte scavate da loro stessi spesso collassano. Sono inoltre frequenti tagli, infezioni della pelle e malattie respiratorie, come la bronchite, silicosi e l’asma” si legge.

La mica è un minerale, laminare di aspetto traslucido, presente in natura e diffusa in molti luoghi del pianeta. La sua composizione chimica è variegata e comprende minerali come il quarzo, il feldspato e molti altri, ciascuno con caratteristiche specifiche. La mica si trova comunemente in formazioni rocciose e in minerali di argilla, ma può anche essere estratta dalla sabbia Questo minerale combina leggerezza, flessibilità e resistenza, oltre a possedere un naturale effetto riflettente.
La mica trova ampio impiego in cosmetica grazie alla sua traslucenza, brillantezza e leggerezza. È presente in una vasta gamma di prodotti di make up, tra cui ombretti, fondotinta, creme illuminanti e ciprie in polvere.
Ricordando che ogni pelle è unica e che ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un'altra, è sempre consigliato fare un test del prodotto prima di un utilizzo regolare.
La marca di cosmetici australiana Napoleon Perdis – società che possiede MAC, Clinique, Bobbi Brown e Estee Lauder – ha riferito al quotidiano che meno del 10% della mica utilizzata nei loro prodotti proviene dall’India e di poter escludere l’implicazione dei propri fornitori con lo sfruttamento minorile.
Molti altri giganti della cosmesi invece, come L’Oreal Group, Lancome, Redken, Maybelline, Body Shop e Yves Saint Laurent hanno invece rifiutato di rispondere.
In attesa di dichiarazioni ufficiali dalle case produttrici di trucchi, il consumatore può fare un piccolo passo verso la sostenibilità. Come? Informandosi sulla presenza o meno della mica sui prodotti che usa. Esistono pittaforme come il Biodizionario e Skin Deep che permettono una verifica.
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