Arte, Cultura & Spettacoli

Rovereto, il Museo della Città

Ma quanti sono i visitatori? Il Museo non lo dice: che siano ancora 10 al giorno? Al massimo...33 ?

Rovereto 31 dicembre 2025 - Palazzo Sichardt, già Jacob Scopoli fu edificato nel Settecento dalla famiglia Sichardt, commercianti di Norimberga. Dalla sua costruzione al 1910, anno in cui divenne proprietà del Comune di Rovereto, cambiò diversi proprietari e per tale motivo è ricordato anche con i nomi di Scopoli e Jacob, questi ultimi fondatori della Cartiera cittadina. Oggi ospita il Museo della Città, che torna a dare a Palazzo Sichardt il suo ruolo originario di museo innestato nel tessuto storico cittadino.

Come ogni anno arriva il bilancio di questo museo che almeno nei ''desiderata'' doveva essere il biglietto da visità o di ingresso per il visitatore. Tra le tante belle parole di autocompiacimento (i trentini da questo punto di vista sono campioni di autoincensazione) non c'è nessun dato sui visitatori. ''Si parla di buoni numeri''. Sì ma quali? I numeri sono numeri, per esempio sono epsressi in numeri i fondi pubblici su cui questa istituzione si regge: il volume economico è di 2 milioni di euro. La direttora Alessandra Cattoi (così si fa chiamare da anni la direttrice), non lo fa dire al suo ufficio stampa. Tra l'altro la nota non fa capire quali siano le iniziative del Civico (rinominatosi Museo di Scienze e Archeologia nel vano tentativo di apparire un ''piccolo Muse'') e quali quelle del Museo della Città, un tutto fa brodo che non ha nulla a che vedere con i veri bilanci museali ma che soprattutto non ha nulla del bilancio non fornendo ''numeri'' oggettivi.

Ecco  comunque il comunicato ''post Assemblea del 30.12.2025''. Nota: per aiutarvi abbiamo messo in neretto i numeri che sono citati:
 

Museo Civico di Rovereto: bilancio di previsione approvato, il 2025 chiude in positivo
L’Assemblea dei soci della Fondazione Museo Civico di Rovereto ha approvato il Bilancio di Previsione 2026-2027-2028 nell'ultima seduta di dicembre 2025.
Si tratta del primo documento di previsione del nuovo Consiglio di Amministrazione a presidenza Maurizio Dapor e del nuovo Comitato Scientifico, chiamati a guidare il Museo insieme alla direttora Alessandra Cattoi in una fase di consolidamento e sviluppo.

Il bilancio arriva al termine di un 2025 che si avvia a chiudersi con risultati positivi. I dati provvisori indicano un volume economico in linea con gli anni precedenti, attorno ai 2 milioni di euro, accompagnato da buoni numeri sul fronte dei visitatori e della partecipazione scolastica. Particolarmente significativo il dato sull’autofinanziamento, che supera il 40%, come richiesto dal Comune di Rovereto, socio di maggioranza della Fondazione. Il Museo si autofinanzia attraverso biglietti d’ingresso, bookshop, attività educative e didattiche, visite guidate, servizi, bandi e progetti finanziati da bandi, confermando una gestione dinamica e attenta all’equilibrio economico.

Il 2025 è stato un anno ricco anche sul piano culturale, con sette mostre temporanee complessive. Tra le più apprezzate REAL e “Fili di Seta”, curata dal fotografo Paolo Aldi. Buoni riscontri anche per le esposizioni attualmente in corso, che proseguiranno fino ad aprile 2026. In forte crescita le attività per le scuole, con un boom di richieste per i laboratori di robotica, favorito anche dai fondi PNRR che hanno consentito agli istituti scolastici di investire molte risorse in materiali e formazione.

Prosegue l’impegno del Museo sui temi ambientali, con attività di monitoraggio di aria, acqua e polveri, affiancate da eco-eventi e iniziative di divulgazione scientifica rivolte alla cittadinanza. Positivi anche i risultati per i grandi eventi come il RAM film festival, che oltre al record di presenze dell’ultima edizione sta ampliando il proprio raggio d’azione oltre i confini locali con una serie di manifestazioni in tutta Italia, rafforzando il ruolo del Museo come promotore di connessioni culturali e progettuali a livello sovralocale. 

Il Bilancio di Previsione 2026 guarda ora ai prossimi obiettivi: nuovi riallestimenti, in particolare a Palazzo Parolari, investimenti sulla ricerca scientifica e sulla valorizzazione delle collezioni, oltre al rafforzamento dell’offerta culturale ed educativa. Resta fondamentale il sostegno delle istituzioni, in particolare del Comune di Rovereto, della Provincia autonoma di Trento e del Ministero della Cultura, oltre alla collaborazione con enti pubblici e privati che contribuiscono alla realizzazione di progetti culturali, educativi e scientifici.

«La ricerca scientifica, commenta il presidente Maurizio Dapor, rimane uno dei pilastri dell’identità del Museo Civico di Rovereto. Con il Bilancio di Previsione 2026 intendiamo rafforzare ulteriormente questo ambito, sostenendo lo studio in collaborazione con enti di ricerca qualificati, primo fra tutti l'Università di Trento, i monitoraggi ambientali e i progetti di ricerca applicata, in dialogo con università, enti scientifici e territorio. La nostra ambizione è coniugare rigore scientifico e ricadute concrete per la comunità, rendendo il Museo sempre più un luogo di produzione e condivisione della conoscenza.»

Un percorso che punta a unire rigore gestionale e innovazione, confermando il Museo Civico come punto di riferimento culturale e scientifico per il  territorio della Vallagarina e di tutta la provincia.
FINE COMUNICATO

Sorge il dubbio che i numeri siano ancora gli stessi che l'ex presidente Laezza con qualche imbarazzo aveva fornito al Consiglio Comunale già nel 2019. E se si sono triplicati possiamo dire che il detto ''trentatrè trentini andavano tutti e trentatrè trotterellando....'' può avere qualche fondamento storico per non dire profetico.

I dati sull'affluenza del Museo della Città erano molto ridotti, persino imbarazzanti 4 anni fa quando si contava una media di 10 visitatori al giorno, non osiamo pensare cosa sia accaduto dopo.
I dati sono stati forniti in consiglio comunale come si legge nell'articolo del quotidiano Trentino  ( > qui sotto) dove è lo stesso presidente Laezza (allora in carica) ad affermare: «Altissima qualità ma nessuna attrattiva».
Non ce ne voglia il nuovo Presidente Dapor che ha ereditato questa istituzione .Il problema sta solo nella gestione.

Quindi, cara Direttora, quanti visitatori riesce a portare dentro le sue porte?

 

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IL MUSEO della CITTA'

Il Museo della Città  è gestito dal Museo Civico di Rovereto che fino al 2019 gestiva anche Palazzo Alberti Poja (all'interno del quale era stato creato lo Spazio Melotti (un magnifico sazio poi chiuso per dare i locali all'Università di Trento!). 

Si trova all'interno di Palazzo Sichardt. L’edificio settecentesco, recentemente restituito a Rovereto dopo un intervento di restauro che lo ha reso funzionale alla sua nuova destinazione doveva diventare il biglietto da visità per il turista. E probabilmente se fosse rimasto nella mani della prima prfessionista che ne curò l'allestimento, la dottoressa Francesca Bacci, lo sarebbe anche stato.

Il palazzo, originariamente destinato allo stoccaggio e alla vendita di tessuti e filati, presenta una struttura regolare con file simmetriche di finestre, ed è decorato da una doppia scala (sui due lati lunghi) da ringhiere in ferro battuto. È espressione dell'operosità e dell'estetica degli imprenditori che contribuirono alla crescita della città, a livello urbanistico e sociale.

Nel 1939 il podestà concesse il Palazzo al Museo Civico, perché ne facesse sede degli uffici e delle esposizioni. Poi entra in campo la nuova sede del Museo (in borgo santa Caterina) ed il Palazzo cade in lungo oblìo.

Oggi al suo interno il visitatore ripercorre la linea del tempo della storia della città attraverso la raccolta d’arte custodita dal Museo e percorsi “digitali”. Si tengono anche mostre temporanee d'arte, l'ultima è dedicata agli alberi in arte.

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