Arte, Cultura & Spettacoli

Oriente Occidente, una città per ballare

Dal 3 al 12 settembre a Rovereto

La quarantesima edizione di Oriente Occidente Dance Festival (dal 3 al 12 settembre a Rovereto) porta il meglio della danza contemporanea internazionale invitando il pubblico a riflettere sulle tematiche al centro del dibattito contemporaneo. Oriente Occidente Dance Festival si interroga sul momento attuale, coinvolgendo artisti, intellettuali e pubblico in una riflessione che si sintetizza nel binomio corpo politico/corpo poetico.

Il 40° Festival gioca sui temi di forza e fragilità, presenza e movimento, contatto e distanza, solitudine e socialità. Come siamo cambiati in questo tempo di isolamento? Qual è oggi la nostra visione sul corpo? Cosa ci hanno fatto l’assenza di contatto fisico, la paura del contagio, l’incertezza diffusa sul futuro, le contraddizioni delle tecnologie, la fragilità che ha invaso il mondo? Siamo oggi più consapevoli della nostra finitezza? Quali pratiche per sopravvivere? Per il direttore artistico Lanfranco Cis, questa edizione è “un gesto di resistenza”.

L’opening è stato affidato a Pontus Lidberg e al suo Centaur, in prima mondiale al Teatro Zandonai di Rovereto, nel quale il coreografo sperimenta per la prima volta l’utilizzo di una intelligenza artificiale. Ha destato curiosità il MAD – Museo Antropologico del Danzatore, firmato Balletto Civile.

Gli artisti e le artiste del 40° Oriente Occidente Dance Festival sono: Pontus Lidberg - Arkadi Zaides - Pep Ramis e María Muñoz - Marcos Morau - Merce Cunningham Trust - Luna Cenere - Daniele Ninarello - Pietro Marullo - Francesco Colaleo e Maxime Freixas - Jae Duk Kim - Michele Abbondanza e Antonella Bertoni - Michela Lucenti - Matteo Levaggi - Costas Lamproulis - Antonio Viganò - Filippo Porro e Silvia Dezulian - Cristina Rizzo.

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