foto: Accrorap_ph.J2MC by Oriente Occidente Festival
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Arte, Cultura & Spettacoli

Oriente Occidente Dance Festival edizione 46

Rovereto danza ha una nuova direzione artistica: Anna Serlenga

(foto Archivio Oriente Occidente Festival) -  È stata presentatala nuova direzione artistica di Oriente Occidente. È Anna Serlenga, regista teatrale e ricercatrice nel campo delle arti performative. Selezionata grazie a una open call con un progetto di direzione che è stato valutato da una commissione internazionale, rimarrà in carica dal 2027 al 2029. Al lavoro insieme a lei un team curatoriale che potrà contare sulla consulenza del coreografo internazionale e curatore associato Marcos Morau, sull’esperienza del curatore storico Lanfranco Cis e sul lavoro di coordinamento di Lucrezia Stenico.

In occasione della presentazione ufficiale anche i primi dati della 46^ edizione del Festival svoltosi a Rovereto dal 3 al 12 settembre 2026: oltre 10mila presenze complessive, più di 3.500 biglietti venduti e oltre 600 partecipanti agli incontri della sezione Linguaggi. 

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DAGLI ARCHIVI DI SENTIRE

Resta nelle nostre memorie La Bailora de fuego, passione allo stato puro, artista dal talento straordinario, star del flamenco, capace di grazia, forza e virtuosismo, che fu ospite del Festival Oriente Occidente 2018 con UTOPÍA, El Proceso Eterno. Venne soprannominata  "Bailaora prodigio" perchè a otto anni era già sul palcoscenico. 

Classe 1990, nata a Granada, è una delle ballerine più promettenti di flamenco ovvero di quella arte piena di fuego e passione nata  come esigenza di sfogare gioie e dolori in un linguaggio intimo e privato. “Il flamenco mi ha insegnato ad essere chi sono Io, a vivere la mia vita in modo più passionale. L’arte mi permette di esprimere sentimenti e di liberarmene. Mi ha insegnato a conoscere me stessa e ad essere più sincera con me stessa. Non mi piace dire che è una forma di vita perché non sono una ballerina 24 ore al giorno, ma la danza mi ha tolto molti mal di testa. Entro in studio e volo.” (Patricia Guerrero)

L'originario flamenco veniva cantato senza l'accompagnamento della chitarra, avvalendosi soltanto di supporti ritmici corporali, come il battito dei piedi sul terreno, delle mani oppure delle nocche sul tavolo. Nella fase iniziale, il flamenco era  dunque uno sfogo emozionale della minoranza gitana in Andalusia. Uno dei primi documenti scritti sul flamenco si trova in una delle Cartas Marruecas di Cadalso (1774), dove la musica flamenca viene esplicitamente attribuita ai gitani. Oggi invece è una forma di spettacolo a tutti gli effetti. Patricia Guerrero sembra danzare mettendo pelle e cuore in ogni gesto che accompagna con ogni muscolo del suo corpo. Le è stato chiesto “Che cosa Le ha insegnato il flamenco?”. Ha risposto che per lei è come volare.

Impossibile non avvertirne il fascino.

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