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Agitu riposerà in Etiopia

La Provincia intanto si attiva per monitorare lo stato delle caprette

Riposerà in Etiopia Agitu Ideo Gudeta,  la pastora etiope trapiantata in Trentino da diversi anni, uccisa (a martellate) dal collaboratore  Adams Suleimani, ghanese, 32 anni, per motivi economici. Il fratello e la sorella, giunti in Italia, riporteranno a casa Agitu che però qui lascerà un ricordo indelebile: il suo sorriso e le sue caprette.

Sabato il fratelloe la sorella, Kuma e Bethelihem, dopo essere stati ricevuti in Comune dal Sindaco di Trento Franco Ianeselli, hanno salutato gli amici riuniti per un ultimo saluto nel cimitero del capoluogo. La salma sta ora per tornare in Etiopia dove ci saranno funerali di Stato.

La raccolta fondi promossa da Zebenay Jabe Daka, presidente dell’associazione Amici dell’Etiopia, ha superato i 100 mila euro: serviranno al costoso rientro della salma ed anche a sostenere l'attività agricola da lei fondata, divenuta simbolo di integrazione e accoglienza.

La morte violenta non rende giustizia a questa donna il cui coraggio e la cui preparazione erano simbolo di integrazione e automprenditorialità. Simbolo del coraggio femminile. E la riprova sta nel fatto che tutti la conoscevano e che oggi tutta la stampa nazionale si occupa di lei, che in Trentino era arrivata per studiare sociologia, che dal Trentino era ripartita per tornare e portare il suo sapere al "suo" popolo,  e che in Trentino era tornata per sfuggire a violenze e persecuzioni.

Agitu era una storia di integrazione meravigliosa, una donna bella, fiera coraggiosa.

In Trentino Agitu era arrivata per portare avanti la sua passione e la sua sfida: vivere in armonia con la natura e recuperare dall’estinzione la bellissima capra Mochena.

Con gioia e tanta determinazione Agitu aveva recuperato un terreno di 11 ettari in abbandono e lo ha valorizzato come pascolo incontaminato per il suo gregge di capre. Grazie alla passione ed alle conoscenze apprese dalla nonna materna Agitu allevava le capre e trasformava il formaggio con metodi tradizionali, il suo era un allevamento sostenibile e di qualità.

La Provincia intende intanto garantire il benessere delle capre allevate da Agitu Ideo Gudeta, imprenditrice agricola di Frassilongo, uccisa dal suo collaboratore. Il Servizio veterinario dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha effettuato un sopralluogo  nell'allevamento con le 82 caprette di razza mochena che si presentano in buono stato di salute e di nutrizione. Dalle verifiche nella stalla in Val dei Mocheni, è emerso come nella struttura siano presenti i necessari abbeveratoi per garantire il soddisfacimento dei fabbisogni idrici per tutti gli animali e - nel fienile sovrastante la stalla - è presente una buona scorta di foraggio, idonea a fare fronte all’alimentazione delle capre nelle prossime settimane.

La situazione dell'allevamento sarà monitorata dal Servizio veterinario, che ha fornito al sindaco di Frassilongo, Puecher, le indicazioni per una corretta gestione degli animali. Intanto si è appreso che a prendersene cura è un'altra pastora, giovane e donna: si chiama Beatrice Zott ed ha 20 anni. 

E' un bel modo di ricordare Agitu, che aveva incontrato degli ostacoli: circa due anni fa aveva ricevuto minacce a sfondo razziale, ed era stata aggredita.

Agitu questo splendido esempio di integrazione, di autoimprenditorialità femminile e di coraggio, sarà sepolta in Etiopia ma resterà in Trentino il suo sorriso: indelebile.
E una panchina rossa la ricorda, insieme ad altre donne uccise per mano d'uomo, nella piazza di Trento dove lei arrivava con il suo banchetto di formaggi.

 

 


Autore: Corona Perer

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