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Covid19 e la caccia agli untori

Oltre il 95% dei fermati era in regola

Dai tempi dei Promessi sposi non abbiamo certo fatto passi avanti. Ora come allora cerchiamo il colpevole da additare alla pubblica gogna.
Nel nostro caso specifico sono gli sparuti passeggiatori, quelli che portano il cane a fare giri più lunghi di dieci minuti, i delinquenti che, sprezzanti di tutto e tutti, si fanno una corsetta. Colpa loro se la situazione non migliora, ce lo fanno chiaramente capire gli accorati appelli in tv.

Eppure stando ai dati  (> La Stampa del 18 marzo (https://infosannio.wordpress.com/2020/03/21/arriva-automatikos/), oltre il 95% dei fermati era in regola con le disposizioni governative, il 4,25 ha disobbedito e lo 0,09% ha mentito. Giustamente  l’autore, Mattia Feltri fa notare: “immaginate cosa sarebbe l’Italia, ma non solo l’Italia, se leggi e ordinanze fossero rispettate dal 95% dei cittadini. Se pagasse il fisco il 95% dei cittadini”.

Tutti questi untori sembra che in realtà non ci siano, insomma. Eppure, il martellamento mediatico sta dando i suoi frutti. Iniziano a vedersi scene di isteria. Chi dai balconi urla a chi si trova in strada. Chi ti guarda in cagnesco e commenta ad alta voce quando lo incroci, perché tu non hai la borsa della spesa mentre lui sì. E poco importa se magari stai semplicemente facendo 200 metri per comprarti da mangiare perché lavori in città: bisogna trovare qualcuno sul quale scaricare la colpa.

È una lotta tra poveri, il caro vecchio “divide et impera”. Funziona sempre.


Autore: Manuel D'Elia

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