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Covid19, ammetto di non capire

Mascherine si ...o no? Le contraddizioni della Fase 2

di Manuel D'Elia - Ammetto di non capire. Giro per Trento, hanno tutti la mascherina. Anche tra chi non dovrebbe, come chi va in bicicletta o fa jogging, è difficile trovarne qualcuno senza. Evidentemente sono convinti che serva a proteggerli, anche se respirare sotto sforzo la propria anidride carbonica può avere conseguenze devastanti. E con l'alito si crea un ambiente umido a contatto con naso e bocca nel quale virus e batteri sguazzano felici.
Ma basta attraversare il confine con l'Alto Adige, e la situazione si ribalta. Lì la indossano in pochi. Nei parchi, mi dicono, praticamente nessuno.

Chi ha ragione, a questo punto? E' solo una questione di percezione del pericolo differente? Perché il virus, sicuramente, è lo stesso qua come là.

E a proposito di stesso virus. In Svizzera, a Lugano, quale hanno? Perché lì lo vivono in modo ancora più elastico: bar e ristoranti aperti, il distanziamento sociale sostanzialmente non esiste. Mascherine: proprio nessuna.
E allora mi chiedo: vale la pena? Distruggere un'economia per la paura? Costringere gli esercenti già in difficoltà a fare salti mortali tra tavoli distanziati, plexiglas, mascherine, plastiche protettive, tute monouso, termoscanner...?

A febbraio, nell'ignoranza, certe misure potevano avere un senso. Ora il covid sappiamo come trattarlo, le cure ci sono e vengono applicate. Al contrario, è ormai di dominio pubblico che all'inizio erano proprio le terapie sbagliate, come l'intubazione, a causare i decessi.

Sappiamo anche che il virus circolava in Italia già da ottobre, forse prima. Probabilmente ne siamo già venuti tutti o quasi in contatto. La quarantena ha fatto più danni che altro, tra qualche mese si potrà dire con certezza. Già adesso l'UNICEF prevede più di un milione di bambini morti nel mondo causa crisi economica post lockdown.
Al momento in cui sto scrivendo, i morti da covid-19 a livello mondiale sono 313 mila.

Considerato che nella sola Italia, nelle annate peggiori, ci possono essere 20 mila morti di influenza, questa pandemia assume tutta un'altra dimensione. E questo pur tenendo buoni i numeri gonfiati diffusi dai media. Da ultimo, il finanziere trentenne in coma da due anni per un colpo di pistola alla testa. La più giovane vittima di covid-19, hanno titolato i giornali.
Con un bel po' di coraggio, mi viene da dire.


Autore: Manuel D'Elia

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