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Covid19, mascherine stop and go

Ennesimo contrordine

7.9.2020 - Ennesimo contrordine. Ormai dovremmo esserci abituati.
Adesso il CTS ha autorizzato per gli studenti anche l'uso delle mascherine in stoffa, pur se sconsigliate in considerazione dell'immane sforzo economico del governo per distribuire 11 milioni di chirurgiche al giorno. Si tratta di oltre un milione di euro al giorno.
Scuole che cadono a pezzi. Alunni a cui viene chiesto di portarsi da casa la carta igienica.
Ma un milione al giorno per le mascherine. Che dopo venti minuti di utilizzo sono lerce.
Fantastico.

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(3.9.2020) - A pochi giorni dalla notizia dell'accordo Governo-FCA (Fiat) per la produzione di 27 milioni di mascherine chirurgiche al giorno, si scopre che secondo l'onnipresente Comitato Tecnico Scientifico, a scuola i ragazzi dovranno indossare esclusivamente le mascherine chirurgiche. E quelle di stoffa, che fino a ieri andavano bene? Niente, basta, andate. Quelle erano valide fino ad agosto, ora sono scadute.

E niente dietrologie, mi raccomando. Sospensione e 5 in condotta ai ragazzi che non la portano o la indossano male. Ai miei tempi nemmeno se buttavi il docente giù dalle scale ti davano 5 in condotta. Nel frattempo, continua la campagna del terrore sui media locali e nazionali. Un po' ovunque i nuovi focolai sono all'ordine del giorno. Certo, se prima i tamponi non li facevi era difficile trovare i positivi. Ma vuoi mettere poter titolare "Divampa il nuovo focolaio", che soddisfazione?

Quanti dei 98 positivi complessivi hanno almeno un raffreddore? Quanti sono falsi positivi?
E' sicuramente una pandemia strana, questa: i malati devono andarli a cercare con i test tra i sani. Credo sia la prima volta nella storia.
(Manuel D'Elia)

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LE DIFFERENZE IN EUROPA

(17-6-2020) - Ammetto di non capire. Giro per Trento, hanno tutti la mascherina. Anche tra chi non dovrebbe, come chi va in bicicletta o fa jogging, è difficile trovarne qualcuno senza. Evidentemente sono convinti che serva a proteggerli, anche se respirare sotto sforzo la propria anidride carbonica può avere conseguenze devastanti. E con l'alito si crea un ambiente umido a contatto con naso e bocca nel quale virus e batteri sguazzano felici. Ma basta attraversare il confine con l'Alto Adige, e la situazione si ribalta. Lì la indossano in pochi. Nei parchi, mi dicono, praticamente nessuno. Chi ha ragione, a questo punto? E' solo una questione di percezione del pericolo differente? Perché il virus, sicuramente, è lo stesso qua come là.

In Svizzera, a Lugano, lo vivono in modo ancora più elastico: bar e ristoranti aperti, il distanziamento sociale sostanzialmente non esiste. Mascherine: proprio nessuna. E allora mi chiedo: vale la pena? Distruggere un'economia per la paura? Costringere gli esercenti già in difficoltà a fare salti mortali tra tavoli distanziati, plexiglas, mascherine, plastiche protettive, tute monouso, termoscanner...?

A febbraio, nell'ignoranza, certe misure potevano avere un senso. Ora il covid sappiamo come trattarlo, le cure ci sono e vengono applicate. Al contrario, è ormai di dominio pubblico che all'inizio erano proprio le terapie sbagliate, come l'intubazione, a causare i decessi.Sappiamo anche che il virus circolava in Italia già da ottobre, forse prima. Probabilmente ne siamo già venuti tutti o quasi in contatto. La quarantena ha fatto più danni che altro, tra qualche mese si potrà dire con certezza. Già adesso l'UNICEF prevede più di un milione di bambini morti nel mondo causa crisi economica post lockdown.

Considerato che nella sola Italia, nelle annate peggiori, ci possono essere 20 mila morti di influenza, questa pandemia assume tutta un'altra dimensione. E questo pur tenendo buoni i numeri gonfiati diffusi dai media. Da ultimo, il finanziere trentenne in coma da due anni per un colpo di pistola alla testa. La più giovane vittima di covid-19, hanno titolato i giornali. Con un bel po' di coraggio, mi viene da dire.

(Manuel D'Elia)


Autore: Manuel D'Elia

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