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E se la didattica online rendesse dipendenti da internet?

Danni collaterali da Covid19

E se il lockdown peggiorasse la dipendenza da internet? Qualcuno si è posto questa domanda dopo la valanga retorica sulla scuola che si reinventa con entusiasmo per offrire didattica a distanza? Uno degli effetti collaterali dell'era Covid19  è infatti la rabbia che condita all'isolamento da cameretta può diventare un mix esplosivo negli adolescenti, i più esposti al richio "dipendenze". Insofferenti per natura alle regole, si teme che la reclusione, con l’uso massiccio di internet e social, possa  favorire la chiusura e al tempo stesso incrementare cyberbullismo, abuso di tecnologie, alcool, sesso e droghe.

Lo scenario inedito che si prospetta per il dopo emergenza, dopo la costrizione alle regole che tuttora incombe, rende  urgente attrezzarsi per affrontare in modo efficace il complesso mondo degli adolescenti.

Nel saggio ''Adolescenti senza limiti. Genitori e scuola nell’era digitale'' (Edizioni Ares), Giampiero Camiciotti (psicologo) e Alessandra Modugno (insegnante) presentano un quadro preoccupante. Il lockdown si è trasformato in uno stato di ibernazione, una sorta di  «letargo adolescenziale».

Nella narrazione dell'emergenza pochissimo spazio è stato dato - per esempio -  a come si sono sentiti i giovani, a come si sentono ora nel battage sulla ripartenza, in una fase delicata come quella adolescenziale. L’invito pressante dei due autori è per i genitori di non voler stare alla ''pari'', a non rinunciare a esercitare l'autorità. La chiamata alla responsabilità è per tutti, va quindi favorita la riflessione verso una consapevolezza della propria identità.

«Sostenere e promuovere questa conquista del sé è il principale compito dei genitori e degli adulti di riferimento» scrivono Camiciotti e Modugno.

Si tratta quindi di accompagnare i giovani a vivere ''senza dipendere'', coltivando un pensiero autonomo, critico e fondato, promuovendo la riflessione, lo sviluppo della logica, la capacità di dar ragione delle proprie affermazioni. Non è facile, ma dobbiamo tornare a farlo, soprattutto ora che è  venuta meno la principale agenzia educativa ovvero la scuola.
Ibernata anche quella e costretta a ripensarsi.

 

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CAMON POST - La vita separata dei minorenni
di Ferdinando Camon

(aprile 2018) - I minorenni vivono una vita separata, ma questa separatezza fa comodo anche ai padri. Vivere la propria vita è faticoso, per controllare i figli bisogna vivere anche la loro vita.

Un padre o una madre con due figli vive tre vite. Faticosissimo.

Ho passato gli ottant’anni, i miei figli viaggiano tra i quaranta e i cinquanta. Mi ricordo benissimo le poche volte che li ho puniti da piccoli. Se lo meritavano certamente. Eppure me ne pento e me ne vergogno. Vorrei non averli puniti mai, mai, mai. Domando a tutti: punire i figli è sempre sbagliato? È più che sufficiente il rimprovero?

Ripenso ad una notizia di questi anni e mi chiedo ancora com’è possibile che a Vigevano una gang di 15enni facesse marciare per la città un coetaneo con una catena al collo come un cane? Che lo denudasse e lo esponesse penzoloni da un balcone? Le famiglie non sapevano niente?

Una volta ho buttato fuori una teoria, e ogni tanto la recupero: non siamo dei viventi, siamo dei vissuti, non viviamo qualcosa ma qualcosa vive attraverso di noi, noi non lo conosciamo ma lo subiamo. Vale anche per i genitori. Comprendere questo non vuol dire perdonare i genitori ma tutti. Averne compassione. Amare vuol dire compatire.

 

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