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Pedofilia: ''In Ue compromessi deboli e opachi''

Don Fortunato di Noto (Meter) sul provvedimento europeo

7 luglio 2021 - Ieri il Parlamento Europeo ha approvato una nuova legislazione “per tutelare meglio i minori dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali, quando utilizzano servizi di webmail, chat e messaggistica”.  Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, da 30 anni in prima linea contro la pedofilia e pedopornografia, non ne è affatto soddisfatto.

“E’ una normativa che risulterebbe da un'inaccettabile compromesso, debole, opaco e non perfetto. Inaccettabile perchè non rispetta la tutela dei minori, anche se c’è un impegno che non manifesta la totale e assoluta scelta di tutelare i minori". E spiega i motivi.

"Bisogna inserire – continua don Di Noto - l'obbligatorietà (non solo della rimozione del materiale pedopornografico, non si dimentichi che sono già bambini abusati e senza giustizia!!) e non su base volontaria per i Server Provider e la totale e assoluta collaborazione per fornire tutti gli elementi di individuazione dei soggetti che trafficano, adescano e promuovano la ideologia pedofila come giustificazione e normalizzazione".

Dunque un compromesso che non tiene conto della gravità della piaga della pedofilia. Inquieta Don Di Noto quel 'potranno' sui Server provider che su base volontaria e non obbligatoria agiranno nel rispetto della privacy degli utenti per fornire gli elementi di individuazione. ''Un compromesso che lede il diritto inviolabile dei minori, già abusati (le foto e i video ne sono la comprovata dimostrazione)''.

La stessa Birgit Sippel eurodeputata e relatrice) ha dichiarato: "Forse non è perfetto, ma è una soluzione temporanea praticabile per i prossimi tre anni".

In sostanza provvedimenti deboli, opachi, non chiari e non audaci per la protezione dei minori contro la piaga della pedofilia e pedopornografia.

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I PEDOFILI NON SI FERMANO, NEMMENO NOI

Avola (SR), 18 marzo 2021 – La piaga della pedofilia non è un reato circoscritto alla Chiesa, ma drammaticamete trasversale e globale che riguarda milioni di bambini, italiani e di tutto il mondo. Un fenomeno criminale complesso, trasversale e con picchi di crescita incontrollabili.

"Loro non si fermano: nemmeno noi. È una storia lunga, impervia, difficile quella di Meter, anche contro i detrattori e i nemici. È vero: l’argomento è ostico, ripugnante, abusare dei bambini è un abominio e una nuova forma di schiavitù. Ma si deve fare di più, molto di più per questa tragedia che ha risvolti drammatici" afferma don Di Noto.

Le cifre che il Report2020 di Associazione Meter Onlus (www.associazionemeter.org) ha fotografato sono  impietose: la pedofilia e la pedopornografia non temono il Covid e non hanno bisogno di vaccino, anzi. Se nel 2020 è toccato a tutti restare a casa, questo ha significato affari d’oro per chi violenta i bambini e sfrutta il materiale prodotto con questi piccoli schiavi dei tempi moderni. E per adesso contro l’abuso sui minori sembra non esistere alcun vaccino.

È questo, in sintesi, il contenuto dell’edizione 2020 del Report elaborato dall’Associazione Meter Onlus (www.associazionemeter.org) fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto, da oltre 30 anni in prima linea a difesa dei bambini. Nel corso del 2020 Meter, attraverso il suo Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia ha monitorato la rete e compilato precise segnalazioni che ha poi inviato alla Polizia Postale Italiana e alle Polizie estere. Questo significa che i nostri dati e link sono contati uno per uno e da essi, molto spesso, sono partite indagini a livello nazionale e mondiale che hanno portato all’arresto ed al processo – con relativa condanna – di vere e proprie reti di pedofili e pedopornografi.

I link sono quasi raddoppiati rispetto al 2019: 14.521 contro 8.489. Meter constata un dato interessante, quanto sconcertante, la quantità di video denunciati è più che raddoppiata, dai 992.300 video del 2019 si è passati ai 2.032.556 del 2020. Le cartelle compresse segnalate passano da 325 a 692.

Nel 2019 le immagini segnalate sono state 7.074.194, nel 2020 si rilevano 3.768.057, il dato risulta quasi dimezzato. Evidentemente le “semplici” foto non bastano più, i pedofili ricercano e producono più video per soddisfare i loro desideri malsani, la loro deviata perversione trova maggiore sfogo e appagamento nelle immagini in movimento. I video, fagocitati dai “consumatori” di pedopornografia consentono loro di entrare di più nella “scena”, di essere “partecipi” davanti ad uno schermo degli atti contro povere vittime inermi.

Meter ha registrato un incremento del materiale segnalato tra febbraio e maggio 2020. In seguito alle misure di confinamento è aumentato l’utilizzo dei social media e il tempo dedicato alla rete Internet da parte dei minori. Se da un lato la Rete rappresentava l’unica modalità per rimanere in contatto con i pari, con i loro amici, per studiare e per distrarsi dalla routine domestica, dall’altro lato ha esposto i minori ai rischi online, infatti è aumentato il potenziale numero di bambini soggetti ad adescamento online.

Denunciati alla Polizia Postale Italiana, congiuntamente ad altre Polizie estere e agli stessi gestori dei servizi: 92 gruppi WhatsApp, 100 su Telegram e 262 su Facebook. Gruppi di pedofili intrattengono discussioni sul tema tramite Facebook e poi, sfruttando il collegamento con Whatsapp, scambiano il materiale su quest’ultimo per usufruire della tecnologia end-to-end che assicura la privacy dello scambio. I pedopornografi approfittano delle chat segrete di Telegram poiché consentono l’autodistruzione di video e messaggi impostando il tempo di visualizzazione concesso al destinatario del messaggio.

Dal 2002 a oggi Meter ha inviato 63.688 protocolli alle polizie di tutto il mondo, contenenti 189.252 link segnalati.

''Abbiamo seguito – grazie al nostro Centro Ascolto – 1.832 casi e ricevuto 30.280 richieste telefoniche. Non è tutto: in appena sei anni, tra il 2014 e il 2020, abbiamo denunciato 19.771.071 foto e 5.501.752 video. I mega-archivi denunciati sono 13.066 e le chat 1.214.Per quanto riguarda i social: dal 2008 ad oggi abbiamo inviato 8.661 segnalazioni alle polizie e per il Deep Web, la piaga della Rete più nascosta e sconosciuta, le segnalazioni sono state 47.539. Su questo tema vi rimandiamo all’apposito paragrafo di questo comunicato'' ha detto Don Di Noto.

I cyber-pedofili preferiscono scambiare i file tramite piattaforme di file sharing, spesso gratuite e a tempo; tramite siti Internet che offrono spazio temporaneo nei loro server e che permettono di caricare e condividere, con pochi click, file o cartelle, spesso in totale anonimato; oppure attraverso chat o gruppi nei social network.

Evidentemente i vantaggi di questi servizi web sono molteplici e i pedopornografi di tutto il mondo li conoscono bene e ne usufruiscono quasi indisturbati per i loro loschi traffici.

I domini di primo livello, ossia le “targhe” internazionali dei link sui quali si trovano le immagini e i video che Meter ha denunciato si trovano in Nuova Zelanda (453 segnalazioni, dominio .nz), Grenada (353, dominio .gd), Montenegro (241, dominio .me). Nel 2020 le nazioni coinvolte dal monitoraggio sono 30. Nonostante la Convenzione di Lanzarote (2007), i siti continuano a proliferare nel web.

 Il Centro di ascolto e prima accoglienza negli ultimi 18 anni ha accolto 10.323 telefonate e 1.832 consulenze presso la sede nazionale. Nel 2020 il Centro Ascolto Meter ha accolto 111 richieste di aiuto. Coloro che si sono rivolti a Meter per essere ascoltati e orientati provengono principalmente dal territorio siciliano (80). La rilevanza maggiore continua ad essere rappresentata dal territorio siciliano, indicativa della presenza della sede Nazionale e dunque di una maggiore possibilità di incontro, seguita dal Lazio, Lombardia e Piemonte. Le problematiche affrontate nel 2020 riguardano prevalentemente i disturbi del comportamento (14 su 111), le relazioni familiari disfunzionali (13 su 111) e l’abuso sessuale (9 su 111) che insieme agli abusi avvenuti nel passato e ai sospetti di abuso, rappresenta una larga parte delle richieste pervenute e, di conseguenza, del sostegno offerto. Molti casi affrontano problematiche legate al mondo di Internet, dalla pedopornografia all’adescamento online, dal sexting al cyberbullismo e ad altri pericoli della rete.

Il Report 2020 integrale è scaricabile dal sito dell’Associazione, al seguente link > qui

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