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Don Fortunato di Noto: serve fermezza

Il dramma 2019: più di 7 milioni di foto

La piaga della pedofilia non è un reato circoscritto alla Chiesa, ma drammaticamete trasversale. "Il dramma degli abusi sui minori – dichiara don Fortunato Di Noto - è globale e riguarda milioni di bambini, italiani e di tutto il mondo. Un fenomeno criminale complesso, trasversale e con picchi di crescita incontrollabili.  I numeri, ne siamo consapevoli, non raccontano tutto; la realtà è sempre più orribile".

Associazione Meter Onlus (www.associazionemeter.org) raccoglie dati in tutto il mondo: un numero inquantificabile di fotografie e video di bambini abusati. Malgrado tutto, la pedopornografia online continua a prosperare indisturbata, con profitti in costante crescita.

Le cifre che il Report Meter edizione 2019 fotografa a consuntivo dell’attività annuale sono come sempre impietose: quasi 7 milioni e 100 mila le foto segnalate l’anno scorso, il doppio rispetto al 2018 quando il contatore si fermò a 3 milioni e 50 mila circa. Quasi stabili i video (992.300 contro 1.123.793 del 2018), in aumento le chat (323 contro 234) e solo nel 2019 abbiamo individuato 325 cartelle complesse ''.rar.''

''Una considerazione viene spontanea e ne comprendiamo portata e significato: se le Polizie, in diversi Paesi del mondo, avessero preso sul serio le nostre denunce, forse avrebbero maggiormente contribuito alla repressione del drammatico fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori" commenta don Fortunato Di Noto.

Il Report presentato quest’oggi con una conferenza stampa web, in ritardo sui tempi ordinari della presentazione (che solitamente avviene nel mese di marzo) a causa dell’emergenza coronavirus porta i dati dell'Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia, ufficio altamente specializzato nella ricerca dati su Internet e nell’elaborazione dei flussi di traffico per il contrato della pedofilia e pedopornografia): in 17 anni  61.525 protocolli, con 174.731 link segnalati. I dati vengono verificati, controllati e segnalati alle Polizie e ai server provider di riferimento.

Il Report Meter 2019 è il bilancio di un crimine mondiale che impone di essere letto, approfondito, assimilato, compreso e non sottaciuto. Porre molta attenzione all’introduzione che chiarisce che i dati riportati non sono meri risultati statistici, numeri freddi e senza vita. Essi rappresentano un intenso e faticoso lavoro, un impegno costante per contrastare profonde azioni criminali perpetrate verso minori schiavizzati, torturati e resi oggetti erotici e sessuali.

''Analizzandoli più in dettaglio, i numeri dicono che il nostro Centro ascolto per l’accoglienza delle vittime di abuso e in genere delle situazioni di fragilità ha trattato 1.721 casi, abbiamo ricevuto 29.996 richieste telefoniche e 17.375 segnalazioni form da utenti (dal 2007 al 2019); dal 2008 in poi i social network hanno aumentato lo spazio a disposizione dei pedofili e contiamo 8.397 segnalazioni in 17 anni per comunità e social'' aggiunge don Fortunato Di Noto.

Per non parlare del Deep web, la faccia oscura della Rete che come quella della Luna tutti sanno ci sia ma nessuno ha mai visto. In 7 anni, dal 2012 a oggi, le segnalazioni sono state 47.421. Si tratta di una cifra impressionante e in aumento perché, molto semplicemente, permette una libertà di movimento che la Rete – diciamo così – “pubblica” non offre. È una giungla nella quale si opera e agisce nella massima libertà al punto che anche per le forze dell’Ordine non è facile intervenire e operare. E spesso si opera tardivamente rispetto alle tecnologie usate dai cyber-pedofili.

Un esempio? Un link a tempo: la collezione di foto o video con gli abusi si trova su un determinato indirizzo e sarà attivo solo 24 ore. Troppo poco perché si possa intervenire. Dal 2014 in poi il quadro dell’orrore si è fatto ancora più preciso: grazie alla nostra piattaforma per il monitoraggio della Rete abbiamo potuto potenziare la ricerca. Questo si è tradotto in 16.003.014 foto denunciate, 3.469.196 video denunciati, 12.610 mega archivi e 1.022 chat pedofile denunciate.

E l'impegno continua, giorno per giorno.

 

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