Scienza, Ambiente & Salute

Antifluenzale per tutti

Il fenomeno dell'interferenza virale - di Manuel d'Elia

(27 settembre 2020) - Uno dei Paesi europei più refrattari all'antinfluenzale è l'Austria. Si viaggia intorno ad una copertura del 6% della popolazione. Curiosamente, hanno avuto un tasso di letalità del covid pari a 87 morti per milione di abitanti. Di contro, in UK hanno una copertura altissima, sopra il 70%. Morti per milione di abitanti dovuti al covid: 616.

Può sembrare un caso, ma secondo alcuni studi questo fenomeno ha un nome: interferenza virale. In particolare, sembra che l'antinfluenzale possa predisporre a contrarre altri virus che colpiscono l'apparato respiratorio, quali proprio il coronavirus.

Da più parti si sostiene che, soprattutto quest'anno, sarebbe importante vaccinare il più possibile contro l'influenza. La motivazione: così sarà più facile individuare i "malati" covid.
Non sono un medico, ma mi sembra un ragionamento che non sta molto in piedi. Il vaccino contro l'influenza ha un tasso di fallibilità altissimo (efficacia tra il 40 e il 60% nel 2019, secondo il CDC). Quindi, se un vaccinato sviluppa sintomi influenzali, non è affatto automatico stabilire che sia covid. Potrebbe essere comunque influenza, o una comunissima sindrome parainfluenzale. Diventa quindi necessario procedere con una verifica clinica, vanificando l'idea di scremare i sintomi solo sulla base del vaccino effettuato.
C'è poi da tenere presente quanto ho spiegato: l'interferenza virale.

Quanto a casa nostra, Alto Adige e Trentino, si registra che il primo è più refrattario al vaccino, il secondo più propenso. Anche qui, quale delle due province ha sofferto di più per il covid?

 

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Covid19, il vaccino che verrà

(27.4.2020 - Manuel D'Elia) - Avete mai fatto il vaccino contro il raffreddore? Probabilmente no, visto che non esiste. E non è che non esista perché il raffreddore è una patologia di poco conto. In fondo, in alcuni casi può sfociare in una polmonite. Il problema è che il raffreddore, a differenza ad esempio del morbillo, è una di quelle malattie che non danno immunità. Uno se lo può prendere di continuo. E quindi viene meno il principio sul quale ci insegnano funzioni il vaccino: stimoli il sistema immunitario con una “finta” malattia affinché vengano prodotti gli anticorpi per la malattia “vera”.

E cosa sappiamo del covid-19? Che è un “coronavirus”. Come il raffreddore. E che anche per il covid-19, come per il raffreddore, sono possibili le ricadute (leggi qui). Anche perché è un virus che pare mutare velocemente. Il ceppo italiano sembra essere diverso da quello cinese, che a sua volta è diverso da quello tedesco e così via. Quindi, che vaccino stanno sviluppando? Testandolo tra l’altro sugli animali, che di covid-19 nemmeno si ammalano?

Non mi stupirei se, con il panico che si è creato, questa panacea verrà resa obbligatoria per tutti, a livello mondiale o quasi. Fortunata l’azienda farmaceutica che lo commercializzerà (leggi qui).

Funzionerà? Chi vivrà, vedrà. Resta una domanda: se la cura c'è (il plasma dei guariti funziona), serve davvero un vaccino?


Autore: Manuel D'Elia

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