Scienza, Ambiente & Salute

Covid19, il vaccino che verrà

Interrogativi - intanto parte la sperimentazione

di Manuel D'Elia - Avete mai fatto il vaccino contro il raffreddore? Probabilmente no, visto che non esiste. E non è che non esista perché il raffreddore è una patologia di poco conto. In fondo, in alcuni casi può sfociare in una polmonite. Il problema è che il raffreddore, a differenza ad esempio del morbillo, è una di quelle malattie che non danno immunità. Uno se lo può prendere di continuo. E quindi viene meno il principio sul quale ci insegnano funzioni il vaccino: stimoli il sistema immunitario con una “finta” malattia affinché vengano prodotti gli anticorpi per la malattia “vera”.

E cosa sappiamo del covid-19? Che è un “coronavirus”. Come il raffreddore. E che anche per il covid-19, come per il raffreddore, sono possibili le ricadute (leggi qui). Anche perché è un virus che pare mutare velocemente. Il ceppo italiano sembra essere diverso da quello cinese, che a sua volta è diverso da quello tedesco e così via. Quindi, che vaccino stanno sviluppando? Testandolo tra l’altro sugli animali, che di covid-19 nemmeno si ammalano?

Non mi stupirei se, con il panico che si è creato, questa panacea verrà resa obbligatoria per tutti, a livello mondiale o quasi. Fortunata l’azienda farmaceutica che lo commercializzerà (leggi qui).

Funzionerà? Chi vivrà, vedrà. Resta una domanda: se la cura c'è (il plasma dei guariti funziona), serve davvero un vaccino?


Autore: Manuel D'Elia

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