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Covid19: Cina, statistiche e tanti (troppi) errori

Un anno dopo si ricordano le vittime. Ricordiamo anche le contraddizioni

(Manuel D'Elia) - Ricordate quando il covid-19 era un fenomeno solo cinese? Video e testimonianze di gente che stramazzava a terra per strada, si diceva che la Cina nascondesse i morti che in realtà erano addirittura milioni... Sappiamo ora che l'idea di un covid che ammazza così all'improvviso non è reale. Così come non era attendibile chi narrava di milioni di morti in Cina.

Un'altra cosa che sappiamo è che il virus circolava in Europa e in Italia ben prima di febbraio 2020. L' Università di Barcellona ne ha trovato tracce nelle acque fognarie (campioni congelati) risalenti a marzo 2019. A Milano sono stati individuati pazienti con anticorpi covid risalenti a dicembre 2019.

Significa che almeno per tre mesi, ma probabilmente molti di più,  a virus circolante, nessuna protezione era attiva. Autobus pieni. Scuole piene. Chiese piene (posso testimoniare personalmente di una Prima Comunione a metà febbraio 2020 con la chiesa talmente colma che non si riusciva ad entrare). Mercatini di Natale. Settimane bianche. Cinema. Stadi. Tutto. Quindi, riepilogando: virus circolante e tutto aperto, nessun effetto rilevabile o di cui ci siamo accorti. Ma quand'è che abbiamo iniziato ad accorgerci del problema? A marzo.

Cosa è successo a marzo? Abbiamo iniziato a seguire dei protocolli di cura totalmente sbagliati. Non lo dico io, è certificato. Il Telegraph scriveva: mortalità dimezzata da quando i medici hanno iniziato a rifiutarsi di usare i respiratori. Poi si sono applicate delle politiche idiote nelle case di riposo, stipando gli anziani malati con i sani e creando il terreno ideale per una strage annunciata.

Non solo: i pochi ospedali che avevano i reparti di terapia intensiva pieni erano impossibilitati a trasferire i pazienti in altre strutture a 30 km di distanza, preferendo valutare ipotesi esotiche come ospedali tedeschi o svizzeri.

Non dimentichiamo la circolare ministeriale che di fatto ha impedito, per la prima volta nella storia, che venissero effettuate le autopsie. Autopsie che, una volta che medici "dissidenti" hanno finalmente fatto, hanno permesso di capire, con notevole e colpevole ritardo, quanto sbagliati fossero i protocolli di cura. Errori in buona fede?

Com'è messa la Cina? Nella "martoriata" Wuhan le scuole sono iniziate. No mascherine per gli alunni: Non solo. Ad agosto si è tenuta la Festa dell'Acqua. Migliaia di persone. No mascherine, no distanziamenti, nulla. Alcuni video mostrano inoltre vie e mercati cinesi dove le regole anti virus che a noi vengono imposte, lì semplicemente non esistono. Ecco qui una foto:

 

E qui viene il bello: quanti morti ha avuto in percentuale la Cina, dalla quale (ci dicono) è partito tutto? A settembre 2020 se ne rilevavano ...tre (diconsi 3): tre morti per milione di abitanti. Risultato: essendo tornata presto alla normalità e approfittando del disastro economico mondiale, la Cina ha surclassato tutti per PIL: positivo.

Ora la speculazione, che cerca di dare un senso al tutto: e se la Cina avesse scientemente gonfiato gli effetti domestici di un virus tutto sommato "standard", per creare un allarme a livello planetario (terrorismo mediatico, iniziato appunto con i filmati della gente che stramazzava a terra, o dell'ospedale costruito in pochi giorni). Un allarme che poi, propagato grazie all'OMS (di cui la Cina è maggiore azionario), avrebbe spinto gli altri Paesi ad imporre inutili e anzi dannosi lockdown? Coadiuvati in tal senso dai morti derivati dalle terapie sbagliate (imposte sempre dalla stessa OMS). Morti sbandierati dai media in una sorta di terrorismo mediatico diffuso 24 ore su 24.

Tutti ricordano i camion con le bare di Bergamo, ma nessuno ha mai spiegato perché l'esodo di inizio marzo dalla Lombardia verso il meridione non abbia causato una strage nelle regioni del Sud. Ma, di nuovo, ribadiamo che il virus circolava libero da almeno tre mesi, repetitia iuvant.

E la tanto vituperata Svezia, che ha osato non imporre il lockdown, ha avuto migliori performance. Su WordOMeter, è possibile vedere i Paesi in base al numero di morti per milione: dati aggiornati alla data odierna (18.3.2021). L'alternativa è credere al virus che nasce in Cina, salta di botto tutto il continente asiatico e per qualche motivo decide di fare strage in due province lombarde, prima di emigrare nel resto d'Europa e infine, ma dopo parecchio tempo, negli Stati Uniti. Fate un po' voi.

Manuel D'Elia

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NUMERO DI CONTAGIATI E FALSI POSITIVI

(Manuel D'Elia,  4 ottobre 2020) - Numero dei contagiati: ne ho scritto ancora ma giova ricordarlo. Corrisponde nient'altro che al numero di positivi ad un tampone ed ha un tasso di fallibilità altissimo. Il dott. Rigoli (primario di microbiologia a Treviso ed attuale consulente covid per la Regione Veneto) ha riconosciuto già ad agosto 2020 che, per trovare i "positivi" hanno dovuto amplificare di molto il segnale rispetto a quanto succedeva a marzo/aprile, altrimenti sarebbero sostanzialmente tutti negativi. 

La Spagna, da un giorno all'altro, ha deciso di ridefinire i protocolli di positività, eliminando i casi ad alto numero di cicli PCR  (in sostanza: hanno eliminati quei casi nei quali, per trovare il virus, occorreva amplificare il segnale talmente tanto che perdeva di ogni significatività). I contagi in Spagna si sono dimezzati. Da quasi 10.000 al giorno a meno di 5.000. Inutile dirlo: praticamente tutti asintomatici, sia quelli di prima che quelli di adesso.

Quindi quando si legge sui giornali "mai così tanti contagi da aprile", non si fa buona informazione e si stanno confrontando le classiche mele e pere. E spiego perchè con qualche esempio: Il Genoa conta 14 positivi tra positivi e staff. Interviene il virologo Galli: ''probabile un errore diagnostico"
Ma quando chiude una fabbrica per qualche positivo asintomatico? Una classe intera in quarantena per un bambino con il raffreddore? Perché in quei casi Galli, o chi per lui, non si fa sentire?  Dice Galli che ha già visto casi di molti falsi positivi, intanto c'è gente che non può lavorare con questo scherzetto.

Quanto al numero dei morti (che a livello mondiale è sul milione tondo), sappiamo bene come vengono calcolate le vittime per Covid ed è decisamente imbarazzante. Esempio: l'uomo di 41 anni annegato in mare. Gli hanno fatto il tampone post-mortem, era positivo. E' stato calcolato nelle vittime per covid, concorre a formare il "milione" e i giornali ci hanno fatto il titolo "Muore annegato, era positivo".

Il Governatore Zaia ha raccontato in conferenza stampa una pratica frutto di imposizione governativa. Se una persona viene diagnosticata positiva a febbraio, magari anche asintomatica, poi si negativizza a marzo e muore per infarto (o cancro, o incidente stradale!) a settembre, è una vittima covid. Perché, se una volta nella vita sei risultato positivo, anche se poi sei ufficialmente "guarito", quando muori, muori per covid.
Questo milione, quindi, quanto è attendibile? 

Serve serietà soprattutto da parte dei giornali: molti hanno dato il peggio di sé durante la pandemia, rimestando nel sensazionalismo utile a vendere copie. Commuoversi o forzare la mano per ogni novantenne che fa quello che fanno tutti i novantenni fanno da quando esistono (passare a miglior vita), non è buona informazione. Riportare i numeri dei ricoveri ospedalieri nemmeno, perchè vale lo stesso discorso. Se io entro in ospedale per un'appendicite, di prassi mi fanno il tampone (quello inattendibile di prima). Se per caso risulto positivo, anche se non ho nessun sintomo, mi si può mettere il +1 ai ricoveri covid. 

Quali sono gli effetti di questo terrorismo mediatico? L'economia collassa, sia perché la gente ha paura, sia perché, anche se capisce, viene messa nell'impossibilità di lavorare. La sanità si blocca, perché nell'attesa del covid tutto il resto è noia. Quanti screening sono stati rinviati? Quanti interventi, più o meno gravi, sono in lista d'attesa? Senza contare il delirio di regole che la stampa contribuisce ad appoggiare?

Studenti che in classe non possono scambiarsi una matita, ma il pomeriggio giocano a darsela al parco. A scuola con le finestre aperte a soffrire il freddo. Docce vietate dopo la palestra o la piscina: fuori con i capelli bagnati. E poi ci stupiamo se a qualcuno viene il raffreddore? Niente di grave, se non fosse che, a catena, così si rischia di bloccare un paese e poi un... Paese.

Sarebbe ora di rimediare. Meritiamo una informazione attenta e rigorosa.

(4 ottobre 2020)

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MORTI PER O....MORTI CON?

(Manuel d' Elia 28 agosto 2020) - E' storia vecchia, dibattuta dall'inizio della cosiddetta pandemia: quanti dei morti per covid-19 sono effettivamente morti ''per'' il coronavirus, e non ''con'' il covid19?
Emblematico il caso del finanziere trentenne morto "per covid" a maggio. Il Resto del Carlino titolava "è la vittima più giovane". Poi leggevi sotto: era in coma (stato vegetativo da due anni): un collega gli sparò accidentalmente alla testa.

In ogni caso, squadra che vince non si cambia. Il bollettino ufficiale del 26 agosto dichiara 13 morti per covid. Ma è lo stesso Governatore del Veneto, Zaia, che di casi ne registra ben 11, a spiegare in conferenza stampa da dove deriva questo numero, all'apparenza piuttosto alto: si tratta, in gran parte, di soggetti, quasi tutti anziani, contagiati dal virus (leggi: risultati positivi al tampone) nei mesi scorsi, nel frattempo negativizzatisi, ma che su indicazione del Ministero della Sanità vanno registrati comunque come soggetti con infezione da covid.

Riepilogo: risulti positivo al tampone a marzo (magari pure asintomatico), i tamponi successivi danno esito negativo, muori per infarto o, addirittura per incidente stradale, a fine agosto: ufficialmente sei morto per covid.
Tra l'altro, affidabilità del tampone? Non pervenuta. Ricordiamo con in Tanzania hanno testato capre e papaie, ottenendo risultati positivi.
E così, la strategia del terrore può continuare. A qualcuno converrà. Certo così i vaccini si vendono meglio. E' per il nostro bene.
(28 agosto 2020)

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Lo strano divario tra Italia e Germania

(28 marzo 2020) - Noi italiani abbiamo deciso di procedere così. Viene ricoverato un uomo in ospedale. Primo tampone: negativo. Secondo tampone: negativo. Terzo tampone: positivo. Il paziente muore. La morte viene attribuita al covid-19 (leggi qui).

Altro caso: paziente già ricoverato per altre patologie (ad esempio cancro terminale). Muore. Tampone positivo: non è morto di cancro, ma per coronavirus. E avanti così per la maggioranza dei casi. I nostri vicini germanici evidentemente utilizzano un altro criterio: muore qualcuno di tumore, il tampone nemmeno glielo fanno. Ed ecco che forse si spiegano i diversissimi tassi di mortalità.

Qual è il criterio corretto, se ne esiste uno? Di sicuro i tedeschi ne guadagnano in riduzione dell’ansia. Sentire il bollettino di guerra, ogni giorno sempre più pesante, non giova certo all’umore. E con l’ansia, protratta nel tempo, arrivano anche le patologie. La mente è potente: se ti convinci che sei malato, puoi ammalarti veramente.

E teniamo a mente: si può come detto presumere che tedeschi e italiani non siano poi così diversi. Che siamo partiti da una situazione simile e con una simile evoluzione. Eppure loro non hanno, fino ad ora, bloccato praticamente nulla, se non a livello dei Lander più colpiti. La gente può continuare a spostarsi, incontrarsi, lavorare, vivere. Mentre noi abbiamo bloccato sostanzialmente tutto. Se queste misure funzionassero, loro dovrebbero essere ormai al tracollo, nonostante possano contare su una migliore dotazione di posti di terapia intensiva. Nulla di tutto questo: i dati mutano di giorno in giorno ma manifestano un forte divario tra Italia e Germania.

Segnaliamo sull’argomento lo sfogo di un medico in prima linea, il dott. Fabrizio Lucherini, radiologo ( guardalo qui). Italiani e Tedeschi allora sono così diversi? Parrebbe di sì visto che, per la stessa malattia (covid-19), noi lamentiamo molti più morti: un rapporto di circa 1 a 47 (dati  in tempo reale: qui).  Il tasso di letalità italiano sarebbe  al 9%, contro quello tedesco fermo al 0,4%. Si è detto che i teutonici sono stati più previdenti. Hanno molti più posti in terapia intensiva di quanti ne sono rimasti a noi dopo anni di tagli alla sanità: noi 2,6 posti ogni 1.000 abitanti, loro 6 ogni 1.000.
Forse hanno una popolazione mediamente più giovane e questo aiuta, se hai a che fare con un virus che uccide soprattutto gli anziani.

Resta il mistero: se ti becchi il Covid19 in Italia, hai 22 (diconsi ventidue) volte la probabilità di morire che se ti colpisce in Germania. Qualcosa non torna.
(28 marzo 2020 - Manuel D'Elia)


Autore: Manuel D'Elia

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