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La Cina è anche questa

L'accademico uiguro Ilham Tohti accusato di ''separatismo''

Gli uiguri sono odiati dal sistema politico cinese. Subiscono forti discriminazioni in materia di occupazione, istruzione, alloggio e hanno ridotta libertà religiosa e politica. Tortura, trattamenti o pene crudeli, disumani e degradanti: questa è l'altra Cina quella che fa il buon Samaritano regalando mascherine (non a norma).

Le autorità hanno negli anni incrementato ogni manifestazione pubblica dell'Islam; sono stati vietati barbe lunghe, veli, hijab e t-shirt con la mezzaluna islamica e la stella. La condanna all'ergastolo pronunciata da un tribunale cinese per l'accademico uiguro Ilham Tohti con l'accusa di "separatismo" la dice lunga.

Attraverso il suo lavoro di scrittore, Tohti ha cercato di costruire la comprensione reciproca tra uiguri e cinesi  nella regione autonoma uigura dello Xinjiang (Xuar), segnata da crescenti tensioni etniche nella regione. Ha fondato il sito uighur online e ha criticato apertamente le politiche di Pechino nello Xuar.

La polizia ha arrestato Tohti, insieme a sette studenti uiguri, lo ha torturato durante la detenzione, è stato privato del cibo per 10 giorni e incatenato per oltre 20. Il suo processo è stato segnato da una serie di lacune giuridiche. Al suo team legale è stato negato l'accesso alle prove e non ha potuto incontrare Tohti per sei mesi. Uno degli avvocati di Tohti è stato anche costretto a lasciare il caso in seguito a pressioni politiche.

La condanna di Tohti ha poi prodotto un'ondata di scontri e repressioni. Sarebbero stati uccisi ben 2000 uiguri quando la polizia ha aperto il fuoco su centinaia di persone che protestavano contro le severe restrizioni imposte ai musulmani durante il ramadan.

"Ilham Tohti ha lavorato per costruire pacificamente ponti tra le comunità etniche e per questo è stato punito con accuse politicamente motivate" - ha affermato William Nee, ricercatore Cina di Amnesty International. “Tohti è un prigioniero di coscienza e le autorità cinesi devono rilasciarlo immediatamente e senza condizioni”.

Amnesty International e Omega Research Foundation hanno sollecitato le autorità cinesi e quelle di tutti gli altri paesi a imporre un’immediata moratoria sulla produzione e il commercio di strumenti intrinsecamente atti a violare i diritti umani. Inoltre si chiede di sospendere immediatamente o negare le autorizzazioni a esportare altri strumenti per mantenere l’ordine pubblico laddove vi sia il rischio sostanziale che essi verranno utilizzati per commettere o facilitare gravi violazioni dei diritti umani.

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