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La lotta per la libertà di Joshua Wong

Condannato insieme a due compagni

"Non ci inchiniamo a Pechino. Sì siamo colpevoli e il carcere non fermerà il nostro pensiero". Con queste parole il giovane attivista democratico di Hong Kong, Joshua Wong, e due compagni di lotta Agnes Chow e Ivan Lam,  avevano deciso di dichiararsi colpevoli per le manifestazioni del 2019 in epoca pre-pandemia (almeno ufficialmente). La loro colpa? Aver protestato per i diritti umani e quindi aver creato "assembramento illegale" con "assedio a una centrale della polizia".  

Ieri Joshua è stato condannato a 13,5 mesi di carcere per aver guidato nel 2019 una manifestazione illegale davanti al quartier generale della polizia dell'ex colonia britannica. Condannati, secondo i media locali, anche gli altri due attivisti, Agnes Chow (10 mesi) e Ivan Lam (7 mesi di reclusione). Capo d'accusa: "incitamento, organizzazione e partecipazione a una manifestazione illegale".

"I giorni a venire saranno duri ma resteremo lì, non molleremo": è il primo commento di Joshua Wong, mentre veniva portato via dalla West Kowloon Magistrates' Court (Ansa)

Wong, 24 anni, è stato condannato per le manifestazioni del 2019, quando dure proteste registrate si erano svolte nell'ex colonia britannica a favore delle riforme e contro il governo locale e di Pechino. 

 

 

 

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