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Groenlandia l'isola del tesoro

Ecco perchè Trump la vuole a tutti i costi

La Groenlandia è, effettivamente, l’isola del tesoro. E' la più grande del pianeta se si escludono i continenti. La sua superficie si aggira intorno ai 2,16 milioni di chilometri quadrati, un’estensione paragonabile a quella di diversi Paesi europei messi insieme. Tuttavia, le sue dimensioni reali risultano spesso ingannevoli sulle mappe, perché molte proiezioni cartografiche tendono a ingrandire le aree vicine ai poli. Anche correggendo questa distorsione, resta comunque l’isola più estesa della Terra.

La maggior parte del suo territorio è coperta da un’enorme calotta di ghiaccio che, in alcuni punti, supera i tre chilometri di spessore. Questo manto glaciale non definisce soltanto il paesaggio, ma svolge anche un ruolo fondamentale nel sistema climatico globale. Il ghiaccio della Groenlandia riflette una grande parte della radiazione solare e agisce come regolatore termico. La sua perdita accelerata, osservata negli ultimi decenni, contribuisce all’innalzamento del livello dei mari ed è uno degli indicatori più studiati del riscaldamento globale.

Trump la vuole a tutti i costi. Il ministro degli Esteri danese Rasmussen ha detto che l'ambizione di Trump rimane quella di prendersi la Groenlandia. Ha aggiunto:"E'certamente positivo che a Davos abbia detto "non useremo la forza militare,ma dobbiamo ovviamente tenerne conto, perché ciò non fa scomparire il problema". E infatti in Groenlandia è stato presentato un opuscolo che fornisce consigli alla popolazione in caso di "crisi" sul territorio. "Prepararsi alle crisi significa fare scorte per cinque giorni" ha invitato il ministro all'Ambiente, Borg.
 

Sotto il suo ghiaccio c’è molto più della sola roccia. Studi geologici hanno confermato la presenza di diverse risorse minerarie, tra cui ferro, zinco, uranio ed elementi noti come terre rare, fondamentali per tecnologie moderne come batterie, turbine eoliche e dispositivi elettronici. Questo potenziale ha attirato interesse economico e geopolitico, anche se la sua sfruttamento presenta grandi sfide ambientali, logistiche e sociali.

La Groenlandia è anche un vero e proprio laboratorio naturale per la scienza. Nei suoi ghiacci sono conservati archivi climatici che permettono di ricostruire la storia dell’atmosfera terrestre per centinaia di migliaia di anni. Ogni strato di ghiaccio custodisce informazioni sulle temperature del passato, sulle concentrazioni di gas e sui grandi eventi climatici.

Il tentativo del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di annettere la Groenlandia non è un’anomalia storica, ma la forma plastica dell’imperialismo ideologico ed economico che Washington ha praticato per decenni nei confronti dei suoi alleati.

Purtroppo è la sottomissione del suo principale alleato, la Gran Bretagna, a determinare il percoloso corto circuito europeo.

Come scrive il commentatore del Telegraph Tim Stanley, la sottomissione dell’élite britannica al modello di capitalismo liberale americano ha provocato una profonda crisi d’identità nazionale, una perdita di sovranità e l’incapacità di Londra di condurre una politica indipendente.

L’attuale conflitto commerciale sulla Groenlandia ha semplicemente rivelato una verità a lungo nascosta: il Regno Unito, come tutta l’Europa, è diventato ostaggio di un sistema che ha accettato volontariamente, scambiando le proprie tradizioni culturali e politiche con l’illusione di un benessere modellato sullo stile americano.


Autore: Corona Perer

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