''Essenza'' -  Maurizio Giongo
''Essenza'' - Maurizio Giongo
Arte, Cultura & Spettacoli

Maurizio Giongo, la libertà del segno

Scultore, pittore ed anche stampatore d'arte

Maurizio Giongo è - per dirlo in una frase - la libertà del segno. Attivo nel panorama artistico europeo  già ai tempi della sua storica stamperia d'arte, con sede a Milano, a Parigi e a Rovereto, è originario di Innichen, dove ha sempre avuto casa.

Il suo percorso si è mosso però altrove, arricchito dagli incontri con altri artisti del novecento ( Maurizio Giongo è nato nel 1947) quali Emilio Vedova, con il quale ha studiato presso l'Accademia di Venezia, Ugo Nespolo,  Luigi Veronesi, Giovanni Korompay, Marco Lodola, Fabrizio Plessi, Aldo Schmid, e con il Gruppe 91 di Fritz Klier e Alois Messmer, con diverse mostre in Baviera) Maurizio Giongo ha sempre lavorato su forma, colore, segno, sia  in pittura che nella scultura.

''Limite'', Maurizio Giongo



La sua ricerca e la sua pratica artistica sono improntate alla  massima libertà espressiva: mai imbrigliata in un canone preconcetto, in definizioni o appartenenze che non rispecchino  l'identità del suo fare arte e la continuità di un percorso introspettivo proiettato verso l'opera, ben connotato e riconoscibile nei suoi presupposti concettuali.

''Contrappunto'' - Maurizio Giongo



Numerose  sculture monumentali collocate in luoghi aperti, ma anche sculture destinate a biblioteche, castelli, musei,  così come esposizioni in gallerie pubbliche e private italiane, collocano il lavoro di Maurizio Giongo in un ambito  di ricerca che non è possibile definire astratta o figurativa tout court, ma piuttosto non oggettiva, passionale e tellurica, che si estende su una orditura composita che sembra fluttuare nello spazio.

L'attitudine formale, razionale e rigorosa (gestaltica, perchè l'attitudine formale è rigorosa) sottende sempre una forte valenza percettiva, con radici profonde date le precedenti esperienze in tema di rapporti fra musica e colore.

Mentre le sculture in acciaio ( sia inox che corten) liberano il segno fluttuando spesso in “boites” che le circoscrivono senza contenerle, la pittura di Giongo è  caratterizzata dai toni intensi: caldi, barocchi, mitteleuropei, psicosomatici, monocromi, che hanno sulla superficie evidenti i segni della ricerca spaziale.

 

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