
Kendell Geers, Duchamp secondo me
L'artista presenta alla Fondazione Antonio Dalle Nogare Duchamp's Endgame
La Fondazione Antonio Dalle Nogare ha ospitato una conferenza certamente rara e prestigiosa perchè tenuta dall’artista sudafricano Kendell Geers, il quale in conversazione con Eva Brioschi, direttrice artistica della Fondazione, ha presentato i risultati di una lunga e approfondita ricerca culminata nella pubblicazione del libro Duchamp's Endgame: Da Vinci, Dürer, Ingres, Poussin (2024), edito da Mercatorfonds.
In questa pubblicazione, l'artista mette in discussione la consueta definizione di Marcel Duchamp come radicale iconoclasta, evidenziando invece le influenze di maestri classici quali Leonardo, Poussin e Ingres sulla produzione dell’artista, in particolare a partire dal periodo trascorso a Monaco di Baviera nel 1912.

Comparando opere classiche, travestimenti, linee e rimandi ad opere di planetaria fama (dalla Vergine delle Rocce a Raffaello, dalle incisioni di Durer alla più antica iconografia cristiana). Geers dimstra la ricerca che Duchamp fece per togliere, togliere e ancora.... togliere per giungere all'essenziale.
Kendell Geers, sudafricano di nascita da tempo trapiantato a Bruxelles, è una figura centrale dell’arte contemporanea, riconosciuta a livello internazionale per la sua pratica artistica che affronta temi quali l’identità, la resistenza e l’eredità storica. Lo avevamo avvicinato nel 2010 per la bellissima mostra che gli era stata dedicata al Mart di Rovereto perfettamente coerente con la sua anima di trasgressore e giocoliere delle parole, IRRESPEKTIV.
Da allora la sua effige compare nel logo-testata di giornale SENTIRE.
Kendell Geers
Attingendo alla sua esperienza di attivista politico, il suo lavoro afferma l'arte come forza etica e trasformativa, capace di intervenire attivamente nelle realtà sociali e storiche.
Inserendosi in una tradizione post-Duchampiana, Geers concepisce l’arte come un campo di relazioni piuttosto che come un insieme di oggetti, integrando produzione artistica, scrittura e curatela in una pratica unitaria. Le sue mostre fungono da Gesamtkunstwerk, con proposte immersive in cui opere, testi e spazio operano come un unico lavoro.
Attraverso questo approccio espansivo, Geers promuove una visione olistica dell'arte in cui estetica, politica, spiritualità e conoscenza sono inseparabili, posizionando l'arte come un processo capace di rimodellare la percezione e la coscienza.
La conversazione con Kendell Geers che si è tenuta in inglese si inserisce in un filone di ricerca triennale della direttrice artistica della Fondazione, Eva Brioschi, dedicato proprio a Marcel Duchamp del quale la Fondazione ha in collezione una Boîte-en-valise, una delle trenta rimaste al mondo. Erano le valigette da viaggio dell'artista con dentro riproduzioni di opere di Duchamp, tra cui la miniatura del suo famoso orinatoio.
Questo percorso ha avuto inizio con la mostra della Collezione Under the Spell of Duchamp, inaugurata nell’aprile 2024, e si concretizzerà a partire da dicembre 2026 con la presentazione di un progetto di ricerca “infinito” e aperto sull’artista.

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