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Giovanni Falcone, omaggio a un grande magistrato

Sergio Mattarella: ''la mafia non è invincibile. Può essere definitivamente sconfitta''

Giovanni Falcone, all'anagrafe Giovanni Salvatore Augusto Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992),fu vittima di Cosa nostra in Italia insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Assieme a Paolo Borsellino, collega e amico d'infanzia fino alla morte, Giovanni Falcone è una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale.

"L’onda di sdegno e di commozione generale, suscitata dai gravissimi attentati a Falcone e a Borsellino, il grido di dolore e di protesta che si è levato dagli italiani liberi e onesti è diventato movimento, passione, azione. Hanno messo radici solide nella società. Con un lavorio paziente e incessante, hanno contribuito a spezzare le catene della paura, della reticenza, dell’ambiguità, del conformismo, del silenzio, della complicità" ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel maggio scorso in occasione dell'ultima commemorazione di Stato,

''La mafia, lo sappiamo, esiste tuttora. Non è stata ancora definitivamente sconfitta. Estende i suoi tentacoli nefasti in attività illecite e insidiose anche a livello internazionale. Per questo è necessario tenere sempre la guardia alta e l’attenzione vigile da parte di tutte le forze dello Stato. Ma la condanna popolare, ampia e possente, ha respinto con efficacia, in modo chiaro, corale e diffuso, i crimini, gli uomini, i metodi, l’esistenza della mafia" afferma Mattarella che prosegue: "Nessuna zona grigia, nessuna omertà né tacita connivenza: o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi. Non vi sono alternative. La mafia teme, certamente, le sentenze dei tribunali. Ma vede come un grave pericolo per la sua stessa esistenza la condanna da parte degli uomini liberi e coraggiosi. La mafia ha sicuramente paura di forze dell’ordine efficienti, capaci di contrastare e reprimere le attività illecite. Ma questa paura l’avverte anche di fronte alla ripulsa e al disprezzo da parte dei cittadini e soprattutto dei giovani. La mafia, diceva Antonino Caponnetto, «teme la scuola più della Giustizia, l'istruzione toglie l'erba sotto i piedi della cultura mafiosa».

E poi un passaggio importante: la mafia non è invincibile. Può essere definitivamente sconfitta, realizzando così la lucida profezia di Giovanni Falcone.

"In questa giornata, così significativa e così partecipata, ricordiamo – nel nome di Falcone e Borsellino - tutti gli uomini e le donne che sono stati uccisi dalla mafia. Magistrati ed esponenti politici; sindaci e amministratori; giornalisti e testimoni; appartenenti alle forze dell’ordine e alla società civile; servitori dello Stato e cittadini che hanno detto no al pizzo; collaboratori di giustizia, loro familiari, persino persone che passavano per caso in un luogo di attentato".

Sono tante le voci che ricordano il meraviglioso approccio di Falcone alla lotta alla mafia. Vogliamo aggiungere anche questa sul "metodo Falcone": "Il metodo Falcone era Falcone stesso:  la sua profonda cultura giuridica, l’approccio laico all’inchiesta, nella rigorosa ricerca dei riscontri probatori e nella valutazione complessiva del contesto criminale dei fatti verificati dalle indagini. il modo allora del tutto inedito e rivoluzionario di modernizzare e di rendere il ruolo del giudice istruttore coerente con i principi costituzionali" ha scritto l'autorevole giornalista Gianfranco D'Anna, già inviato del Tg1 da Palermo.

La salma del magistrato italiano venne tumulata in una tomba monumentale nel cimitero di Sant'Orsola a Palermo, ma nel giugno del 2015 venne poi traslata nella Chiesa di San Domenico, situata nel capoluogo siciliano

 

 

 

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