Scienza, Ambiente & Salute

Processionaria del pino, a rischio le pinete

In Alto Adige la combatteranno dall'elicottero.

In Alto Adige la combatteranno dall'elicottero. L’infestazione da parte della processionaria del pino è aumentata in alcuni casi in modo significativo negli ultimi anni. In particolare, le pinete di pino nero nella Val Venosta centrale presentano una forte infestazione da parte di questa specie di farfalla. Ma anche in Trentino (non c'è un pino sano lungo la statale della Fricca) e lungo la Valle dell'Adige.

Sebbene i tipici bozzoli di seta bianchi non siano ancora visibili a settembre, dato l’elevatissimo numero di uova deposte e di nidi iniziali per albero, si può presumere un’espansione dell’infestazione. Ulteriori aree nelle valli laterali e a quote sempre più elevate vengono colpite dalla processionaria del pino.
Il prodotto per la lotta contro i parassiti non è nocivo per l’uomo e gli animali.

Per combattere l’infestazione, a partire dal 10 settembre verrà distribuito dall’elicottero il preparato biologico Bacillus thuringiensis sui boschi colpiti. La lotta contro i parassiti viene condotta dal Servizio forestale provinciale in coordinamento con l’Università di Padova e con l’autorizzazione del Ministero della Salute. Il prodotto utilizzato non è nocivo per l’uomo e gli animali; la sua tossicità si manifesta solo nell’apparato digerente dei bruchi, dopo che questi hanno mangiato gli aghi dei pini. Il prodotto biologico si degrada nel giro di pochi giorni.

Un trattamento autunnale presenta il vantaggio che i bruchi sono ancora molto piccoli e quindi la concentrazione del preparato può essere inferiore. Inoltre, la morte precoce dei bruchi comporta una riduzione complessiva dei danni da brucatura. La decimazione delle larve della processionaria contribuisce a stabilizzare i boschi sotto pressione situati in zone aride delle pianure, affinché possano continuare a svolgere la loro funzione protettiva e in modo che persone e animali domestici entrino meno in contatto con i bruchi.

Come soluzione a medio e lungo termine, il Servizio forestale provinciale sta lavorando alla trasformazione delle pinete in boschi misti ricchi di strutture e di latifoglie.

Un decreto ministeriale del 2007 stabilisce i criteri per la lotta alla processionaria e impone da parte del privato la bonifica dei siti infestati. Gli interventi di bonifica sono a carico dei proprietari o dei conduttori dei terreni in cui si trovano le piante infestate; le problematiche generate dagli aspetti di rischio sanitario fanno, peraltro, capo all’Autorità sanitaria (Sindaco).

La processionaria del pino è un lepidottero (farfalla) diffuso nell'Europa centro-meridionale e nel bacino del Mediterraneo, attivo soprattutto nei mesi freddi dell’anno. I bruchi di questa specie vivono su diverse varietà di pino, delle quali divorano gli aghi, e a fine inverno abbandonano i nidi con tipiche "processioni" alla ricerca di cibo.

Molto dannosi sono gli aghetti dell'insetto: sono velenosi e possono provocare gravissime reazioni allergiche non solo nell'uomo ma anche negli animali (per i cani è addirittura mortale).  In caso di contatto con l'uomo i rischi non vanno sottovalutati. Anzitutto i peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento. Se un pelo urticante arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità. Il contatto provoca invece un rapido sviluppo di congiuntivite con rossore e dolore agli occhi.

I peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina ovvero la sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche (per questo motivo si somministrano gli anti-staminici).

Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico con esiti mortali, orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza.

In caso di contatto con la pelle compare una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli, causando spesso l’insorgere di un eritema pruriginoso. Attenzione quindi!

Non esistono misure efficaci per evitare l’espandersi della processionaria, ma solo metodi di controllo utili a contenere le popolazioni, da applicare soprattutto negli anni di forte infestazione e nelle aree più a rischio (vicino a centri abitati e lungo la viabilità). Nessun intervento di controllo è tuttavia in grado di impedire che nuovi aumenti della popolazione del lepidottero si ripresentino a distanza di tempo.

La larva danneggia le pinete, ma la problematica è data dalle implicazioni igienico-sanitarie, derivanti dei fenomeni irritativi provocati dall’eventuale contatto con i peli urticanti delle larve da parte di persone e animali domestici, soprattutto nel periodo di discesa delle larve verso il terreno, per lo più da inizio marzo a fine aprile. Negli altri periodi non vi sono rischi per salute, se non a seguito di contatto diretto con i nidi o con le piante infestate.

In ogni caso se notate nidi avvisate subito il vostro Comune che potrà darvi indicazioni precise e dirvi a chi spetta l'intervento.

 

foto ufficio stampa Provincia di Bolzano

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