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Cimice asiatica: si userà l'insetto antagonista

La vespa samurai può limitare l'insetto che devasta i meli

La cimice asiatica (Halyomorpha halys) è una specie invasiva proveniente dall’Asia, che si alimenta pungendo foglie e frutti di oltre 200 piante ospiti. Tra le specie interessate troviamo anche importanti colture frutticole quali per esempio melo, ciliegio e piccoli frutti, ma anche colture quali mais e soia.

In Europa la robusta cimice asiatica ha pochi nemici, mentre nella sua area di origine un piccolo avversario: la vespa samurai o Trissolcus japonicus. Questa piccola vespa parassitizza le uova dell'insetto, inibendone così la moltiplicazione e la diffusione.

Il suo utilizzo è stato reso possibile dopo la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica con cui dallo scorso 5 luglio 2019 è possibile anche in Italia introdurre specie non autoctone per il controllo dei parassiti, previa autorizzazione del Ministero dell’ambiente

Il Piano d’azione provinciale approvato dalla Provincia di Trento per contrastane le diffusione, prevede una serie di misure per la lotta diretta all'insetto quali il monitoraggio, la difesa chimica, le reti anti-insetto, le pratiche agronomiche e il controllo biologico. La soluzione a medio-lungo termine è rappresentata dal controllo biologico attraverso l'azione di altri insetti presenti in natura per favorire e anticipare il raggiungimento di un equilibrio naturale. Nello specifico, è previsto l'allevamento e la distribuzione di parassitoidi alloctoni, quali Trissolcus japonicus e Trissolcus mitsukurii.

Il Piano prevede una serie di misure a sostegno del reddito delle aziende agricole danneggiate e degli organismi associativi, ai quali si affiancheranno gli interventi che saranno messi in campo nel 2020 dalle Organizzazioni dei produttori e da Co.Di.Pr.A. attraverso il Fondo di solidarietà per danni da fitopatie, nonché attività di supporto tecnico agli agricoltori ed una campagna informativa e di comunicazione diretta a soggetti istituzionali, cittadini e agricoltori.

Per limitare i danni un bando consentE alle imprese agricole di coprire parte dei costi sostenuti per l'acquisto di reti. Dal 10 dicembre al 20 febbraio 2020 gli agricoltori non associati ad organizzazioni di produttori potranno presentare domanda per ottenere dalla Provincia un contributo per l'acquisto e la posa di reti di protezione e le Organizzazione di produttori hanno previsto un intervento analogo nei rispettivi programmi operativi con risorse a totale carico del bilancio della Comunità europea.Per informazioni: Servizio agricoltura - PAT tel. 0461 494985
serv.agricoltura@provincia.tn.it

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Per saperne di più:

- le cimici asiatiche si nutrono di piante, non causano danni diretti all’uomo e agli animali;
- se rimangono all’aperto difficilmente sopravvivono alle basse temperature invernali quindi in autunno si concentrano in gran numero in punti riparati, anche nelle abitazioni, dove passano l’inverno in una sorta di letargo;    - come tutte le cimici, se disturbate, emettono odore sgradevole.

Per impedire l'ingresso nelle case:

- utilizzare reti antinsetto o zanzariere per ostruire i punti di possibile entrata quali finestre (anche dei sottotetti), prese d’aria, comignoli, ecc.
- sigillare crepe e fessure e tutti gli accessi che consentono il passaggio delle cimici.
- utilizzare strumenti di pulizia che emettono vapore per stanare le cimici annidate nelle fessure;
- utilizzare l’aspirapolvere per raccogliere le cimici che si trovano in posti più accessibili.
- le cimici raccolte non vanno liberate all’esterno per evitare che si riparino in altri edifici e che la primavera successiva ritornino a danneggiare le piante; il miglior modo per eliminarle è immergere il contenitore in cui sono state raccolte in una bacinella d’acqua saponata per qualche minuto, il sapone impedisce loro di galleggiare causandone il rapido annegamento.

Le cimici morte vanno poi smaltite con i rifiuti organici.
L’uso di insetticidi per uso domestico è sconsigliato poiché tali prodotti sono poco efficaci e necessitano di ripetute applicazioni. Il loro uso è assolutamente da evitare negli ambienti ad uso abitativo in quanto possono essere pericolosi per le persone.

App BugMap
Si può segnalare la presenza della cimice asiatica tramite l'App BugMap, realizzata dalla Fondazione Edmund Mach. L'App può essere scaricata gratuitamente da App Store e Google Play Store.

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