Scienza, Ambiente & Salute

Zanzara tigre, la lotta dà risultati

A Bolzano e Rovereto campagne e rilevamenti

Il controllo delle zanzare, soprattutto di quelle di origine aliena, richiede un’importante azione sinergica, coordinata e sincronizzata di enti, istituti di ricerca ma principalmente di tutti i singoli cittadini in quanto circa l'80% del territorio potenzialmente interessato è costituito da proprietà privata.

La zanzara tigre è una specie di origine asiatica. Dalla seconda metà del secolo scorso, con l’aumentare degli scambi commerciali, è cominciata la sua lenta ma inarrestabile colonizzazione di altre aree geografiche attraverso il trasporto passivo di uova.

Alla zanzara tigre bastano piccole raccolte d’acqua dolce per lo sviluppo larvale  e nel tessuto urbano delle nostre città possono essercene tante: sottovasi, posacenere, sedie, lampioni.

A Bolzano il Laboratorio biologico dell'Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima dal 2013 monitora lo sviluppo della presenza della zanzara tigre in Alto Adige. I rilevamenti 2013-2017 certificano che la zanzara tigre si è insediata stabilmente nelle aree abitate del fondovalle della Bassa Atesina e della Val d’Adige, da Salorno fino a Merano.

Venendo al Trentino il monitoraggio rivela un calo dell’infestazione rispetto al 2018. La Fondazione Museo Civico di Rovereto monitora la Vallagarina in collaborazione con i comuni di Rovereto, Ala, Mori, Villa Lagarina, Volano, Avio, Besenello, Calliano, Aldeno, Nago Torbole, Arco, Riva del Garda, Dro, Tenno e Ledro, e in rete con la Provincia autonoma di Trento, per tenere sotto controllo l’infestazione del fastidioso insetto.

Si rileva la presenza o meno dell'insetto molesto e il numero di uova depositate con ovitrappole dove le zanzare possono deporre le uova. Gli ultimi dati rilevati dal sistema di monitoraggio, la prima settimana di agosto - tredicesima di controllo- che l'anno scorso aveva segnato il picco dell'infestazione,  sono incoraggianti con un deciso calo nel numero medio di uova deposte, in Vallagarina ma soprattutto nei comuni dell'Alto Garda Ledro.

Ciò porta a dire che la situazione è migliorata molto rispetto al 2018, anche se in maniera meno marcata. Nella prima settimana di agosto si è passati da un totale di 20500 uova a 10500 (circa il 50 percento), e da un numero medio di 108 a 54.

Il miglioramento generalizzato della situazione in entrambe le aree è probabilmente imputabile all'andamento della stagione e alle temperature fresche dei mesi di maggio e giugno 2019, non favorevoli alla riproduzione delle zanzare (il ritmo riproduttivo va di pari passo con le temperature). Non secondario il fatto che i trattamenti sono stati eseguiti precocemente proprio in quel periodo (a partire da metà maggio), quindi bloccando i primi già deboli sfarfallamenti (meno adulti in giro a inizio estate significa meno uova nelle settimane successive). Il lavoro costante di volantinaggio e sensibilizzazione della popolazione, e l'apporto dei privati cittadini con il controllo delle loro proprietà e dei microfocolai potenziali (sottovasi, secchi, teli plastici ecc.) per evitare ristagni d'acqua, completano il quadro.

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