
Boom dei cammini
Il turismo a passo d'uomo
Il turismo slow ha sempre più estimatori: è Boom dei cammini, il turismo a passo d'uomo.
Il turismo slow ha sempre più estimatori e così ogni regione cerca di valorizzare le sue proposte. Dalla Via Francigena a quella Matildica, dalla Via Ellenica alla Peuceta: sono numerosi i cammini che consentono di attraversare, zaino in spalla, il territorio in tutte le regioni italiane.
L'Italia è ricca di strade, sentieri e direttrici percorse già dagli antichi pellegrini e ora dagli appassionati del trekking e della camminata.
E' cambiata magari la motivazione: se un tempo la spinta al cammino era spirituale, ora è necessità di riprendere contatto con la natura prima ancora che sfida con il proprio corpo e gli escursionisti trovano nell’area tra Emilia e Toscana un reticolo di itinerari mantenuti e circondati dagli splendidi paesaggi di un Appennino che sale e scende, puntando verso nord o cercando uno sbocco sul mare.
La Via Francigena arriva fino in Campania e non è soltanto un percorso storico e spirituale. È diventata negli ultimi anni uno dei progetti più significativi messi in campo dalla Regione Campania per valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico e turistico delle aree interne. Un intervento articolato, costruito attraverso investimenti economici concreti, una strategia progettuale di lungo periodo e un’azione coordinata che punta a trasformare il cammino in un motore di sviluppo sostenibile.

Benevento
L’intera azione, rappresenta oggi un esempio di programmazione integrata capace di coniugare tutela del territorio, turismo lento, promozione culturale e rigenerazione dei piccoli borghi. Attraverso la Via Francigena, la Regione Campania ha infatti scelto di investire non soltanto in infrastrutture materiali, ma anche in identità, comunità e nuove opportunità economiche.
C'è uno strumento per orientarsi nei vari cammini: l'Atlante dei Cammini della Regione Toscana, ad esempio, disegna la rete di mobilità slow regionale per venire incontro al sempre maggiore interesse dei visitatori. È un sistema di itinerari culturali che attraversano il territorio e che rappresentano dei veri e propri punti di accesso al patrimonio storico-artistico e naturalistico della Toscana (leggi qui)
La piana di Cortona verso Arezzo (foto: Corona Perer)
Sono oltre mille i chilometri che - tra il Passo del Gran San Bernardo e Roma – costituiscono la Via Francigena italiana ed interessa gli Appennini delle province di Piacenza e Parma. Dichiarato Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1994, il cammino entra in territorio piacentino con il Guado di Sigerico e, dopo un breve tragitto sull’argine del Po e vari rettilinei su strade provinciali, arriva alle porte della città, dove il percorso tocca Piazzale delle Crociate e Piazza Cavalli per poi sboccare sulla Via Emilia.
Risalendo il torrente Nure e tagliando boschi e campagne si incontra il Castello di Paderna, l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba e il Duomo di Fidenza. Tappa obbligatoria per i pellegrini che si dirigevano a Roma, la cattedrale dedicata a San Donnino.
Eppure è proprio questo fascino antico, di cammini percorsi da abati a pellegrini, a destare ancora interesse. Così spesso i cammini attingono alla storia religiosa.
La Francigena di montagna, ad esempio, è la Via degli Abati, un antico itinerario alto-medievale seguito dai monaci del monastero di San Colombano di Bobbio per arrivare a Roma, attraversando parte del territorio provinciale di Pavia e l'Appennino Tosco-Emiliano nelle province di Piacenza, Parma e Massa Carrara. I 190 km complessivi dell’impegnativo tracciato si dividono tra mulattiere, carrarecce e sentieri che solo in piccoli tratti lasciano il posto a strade asfaltate.
Un'altra direttrice medievale è la Via Matildica del Volto Santo, che rimanda al feudo di Matilde di Canossa. Camminando si arriva ai castelli della Gran Contessa, attraversando borghi da Mantova a Lucca, ovvero dal sangue di Cristo della Chiesa di Sant’Andrea fino al Volto Santo.
Il cammino è una lenta passeggiata nella vicenda storica di quella che è stata forse l’autentica protagonista femminile del Medioevo ma anche una possibilità per decidere di deviare verso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e la sua Area Mab-Unesco. La segnaletica orizzontale e verticale disposta lungo il percorso dispensa precise e utili informazioni sulle tappe e sulle mete, in uno scenario mutevole che passa dalla rupe di Canossa all’Ospitale di San Pellegrino in Alpe, con il suo affaccio sulla Garfagnana.
Attraversa invece Emilia Romagna e Lombardia, il Sentiero del Tidone, un percorso quasi totalmente in terra battuta e ghiaia che, sulla distanza di 69 km, segue il Po e risale il torrente Tidone fino alla diga del Molato e al Lago di Trebecco, per poi proseguire verso la sorgente tra boschi e orti botanici.
Sulla scia di questo boom sono anche sorte molte associazioni che gestiscono i cammini e forniscono infomazioni sugli itinerari, le tappe e i servizi lungo il cammino. Una di queste è l'Associazione Europea delle Vie Francigene

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*
AVVISO: Le foto di questa pagina
































Commenti (0)
Per lasciare un commento