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Salta E-Tour 2020

Alpine Pearls lo rinvia al 2021

Il direttivo dell’Alpine Pearls ha deciso per il rinvio del tour internazionale di auto elettriche E-Tour che slitta al 2021. Sarebbe stata una edizione caratterizzata da tante novità e azioni ambientali e di solidarietà, ma purtroppo non si erano fatti i conti con la pandemia.

L’associazione internazionale Alpine Pearls, che raccoglie oltre 20 località dell’arco alpino impegnate a promuovere un turismo green, ha deciso di cancellare il programma di eventi itineranti che si sarebbe svolto dal 23 giugno al 1° luglio 2020. Lo scorso anno l’edizione era stata un grande successo nazionale e internazionale, promuovendo con efficacia il turismo sostenibile sulle Alpi e la mobilità elettrica.

L’edizione 2020, rispetto alla precedente svoltasi prevalentemente a Nord delle Alpi, avrebbe visto una maggiore presenza in Italia con una puntata in Appennino, transitando per Francia, Principato di Monaco, San Marino, Austria e Slovenia. In Italia le regioni interessate sarebbero state Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, Lazio, Marche, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli per un totale di 2.600 km totalmente in elettrico.

Gli eventi principali in programma erano diversi: prologo e conferenza di apertura in Skyway con incontro in bici elettrica di tedofori provenienti da Ceresole Reale, Chamois e La Magdeleine, anch’esse perle delle Alpi. Partenza da Cogne il 23 giugno, sconfinamento in Francia con tentativo di record del mondo di salita 24h e a seguire un incontro con Luca Mercalli a Oulx (TO) per parlare di cambiamenti climatici.

Il tour sarebbe sceso verso le Alpi marittime, facendo tappa a Limone Piemonte e proseguendo per Monaco, per incontrare il Principe Alberto, che era stato a Cogne per il Grand Paradis Film Festival nell’estate scorsa. Da lì si sarebbe partiti per la Toscana e il centro Italia incontrando il Comune di Firenze e l’Assessore alla cultura Tommaso Sacchi.

Il viaggio sarebbe transitato dalle centrali geotermiche toscane, per proseguire verso la città di Assisi, dove si è firmato a gennaio il Manifesto sui cambiamenti climatici; infine il punto più Sud avrebbe sconfinato nel Lazio per toccare Amatrice e portare i saluti alla cittadina reatina sconvolta dal terremoto del 2016. Gli equipaggi avrebbero poi risalito lo Stivale verso le Marche e il Veneto, sostenendo un progetto di ripiantumazione di alberi dopo la tempesta Vaja. Andando verso Nord la carovana avrebbe toccato l’Alpe Cimbra (da quest’anno nuovo membro del network) e Funes, per sconfinare poi in Friuli con tappa a Forni di Sopra.

L’ultima parte avrebbe visto la carovana spostarsi in Austria nella carinziana Mallnitz, per toccare il lago di Bohinj (Slovenia) e chiudere la seconda edizione come lo scorso anno a Bled.

In questi mesi il lavoro era stato intenso per la ricerca dei partner e si era lavorato a stretto contatto con l’Unione Europea, uno dei primi patrocinatori dell’evento, e in particolare con la Regione Toscana, la Regione Lombardia e il Principato di Monaco. Altro prezioso supporto è stato quello della Provincia Autonoma di Bolzano che anche quest’anno aveva dato un prezioso contributo all’organizzazione dell’evento.

Giuseppe Cutano, consigliere comunale e project manager del tour, ammette che fino all’ultimo si era sperato di poter confermare l’evento, ma la situazione ancora incerta ha fatto optare per il rinvio.

Nel frattempo i numerosi partner del progetto (settore energetico, mobilità elettrica, infrastrutture ed enti pubblici) stanno già lavorando all’istituzione un gruppo di lavoro permanente sui temi di energia e mobilità, con un evento di lancio del progetto non appena la situazione lo consentirà.

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