
Moena, a piedi nudi nel Parco
Passi leggeri, consapevoli, responsabili. Per sentire il bosco e ''sentirsi''
di Corona Perer Passi leggeri, consapevoli, responsabili, ispirati da poesia e letteratura. Per "sentire" il bosco e "sentirsi". Scriveva il grande poeta indiano Tagore "Camminare è ad ogni passo un incontro con noi stessi". Per superare lo stupore alla richiesta di togliere gli scarponi, Luigi Casanova - all'epoca del nostro viaggio guardia bosco di Moena oggi in pensione, ambientalista doc - afferma: "...quando si nasce non abbiamo scarpe".
Il nostro incontro è avvenuto nel bosco di Moena, lungo il sentiero che sale al passo di Costalunga. "Proponiamo questa attività ai nostri ospiti e ogni anno di più ne testiamo l'interesse perchè sono sempre di più quelli che vogliono sperimentare il parco a piedi nudi". Moena è stata tra le prime località a pensare al forest-bathing e ad un rapporto fisico con il bosco.
A Moena si può fare un'esperienza sensoriale straordinaria: camminare a piedi nudi nel parco. Ispirati dal tutto diviene di Eraclito, da Anassimandro, Manzoni, Hermann Hesse, San Francesco si può provare a stare nella natura...naturalmente.
Superato l'ostacolo dei primi sassolini e degli aghi di pino, ci si accorge che è bellissimo e possibile. Il sentiero muschioso si offre alla palma del piede come un tappeto. L'acqua gelida del ruscello sulle prime sembra ostacolo insormontabile, ma una volta entrati regala una carezza certamente rude e forte ma rigenerante.
Tutto sembra predisposto per la contemplazione, ma niente è stato forzato: la sezione di tronco d'albero dove sedersi per ritrovare l'energia era già lì. Oltre a fornire un occasionale sedile per una pausa, parla e dice dell'età di quell'albero che venne tagliato, i suoi punti di forza e le sue debolezze. Luigi Casanova è maestro nell'accompagnare il visitatore dentro il bosco e le logiche di madre natura.
"Ogni pianta del bosco è importante, anche quella malata e quella morta, quella che spunta e quella che rigogliosa si protende verso l'alto. Il bosco è come una famiglia: ci devono essere i nonni, gli zii, i genitori, i bambini. Tutte le età concorrono a fare di una società un corpo armonico e anche nel bosco vale questa regola" commenta Casanova, lasciando il gruppo di giornalisti di Belgio, Germania, Austria e Italia stupiti non solo della proposta, ma anche del suo grande significato spirituale.
C'è un’immensa varietà di fiori: rododendri, stelle alpine, negritelle, genziane, primule, gigli bianchi e rossi, botton d’oro, anemoni sono solo alcune delle numerose specie floreali, rare e meno rare, che possiamo trovare durante le nostre passeggiate in fondovalle o a quote più elevate.
Noi ne abbiamo trovata una rarissima, della famiglia delle orchidee: la scarpetta della Madonna, un magnifico cespo in piena fioritura.
Le cime e i boschi sono popolati da animali di varie specie: dagli ungulati (cervi, camosci e caprioli), agli uccelli rapaci come i falchetti e l'aquila reale, dalle volpi rosse ai tassi, dagli scoiattoli alle marmotte. Il bosco: con i suoi pini, larici, abeti ed il suo ricco sottobosco fa da cornice a tutta la valle.
E quando si arriva a Moena si ha come l’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una fiaba. Il paese a forma di stella è adagiato tra splendidi prati in una conca soleggiata, circondata da alcuni dei più bei gruppi dolomitici, tra cui il Sella, il Latemar e il Catinaccio. A Moena le piazze principali sono chiuse al traffico e consentono quindi di passeggiare tranquillamente nel centro al riparo da smog e rumore.
L’atmosfera magica del centro, con le sue case antiche, le vie caratteristiche e le diverse aree limitate al traffico, è un invito irresistibile per lo shopping, mentre i magnifici paesaggi circostanti offrono in tutte le stagioni scenari ideali per escursioni in mobilità dolce. Per questo Moena è stata per molti anni è stata una Alpine Pearls ovvero una di quelle località certitificate per il turismo sostenibile.
Moena offre stupendi itinerari per passeggiate, trekking, gite a cavallo o tour in mountain-bike di ogni difficoltà e grado. A Moena, nel punto di raccordo tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa, si parla ancora oggi il ladino, antichissima lingua retoromanica, e la cultura è un mix ricco di tradizioni, storia, religiosità, arte e leggende.
Parte integrante della cultura è naturalmente anche l’enogastronomia: siamo nella patria del famosissimo formaggio Puzzone di Moena. La gastronomia è di grande qualità con i piatti della sana e semplice cucina della Val di Fassa: canederli, spätzle, strangolapreti, speck e strudel di mele, accanto ai piatti originali della valle, dalla zuppa d’orzo, alla polenta, che può essere accompagnata dalla selvaggina, dai funghi, dai fagioli e dai formaggi, tra i quali spicca l’irresistibile Puzzone di Moena, ingrediente irrinunciabile di molte ricette locali.
Tra i dolci tipici, sono assolutamente da provare le “fortaes”, frittelle a forma di chiocciola preparate con un impasto di farina, uova, lievito, sale, zucchero e grappa, che vengono servite con una spolverata di zucchero a velo e marmellata di mirtilli rossi o ribes. Da provare.
Info qui: www.moena.it
(Moena - Corona Perer)
Autore: Corona Perer
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