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Ma quanto è bella Bormio!

Tra terme e antiche usanze contadine, religione e tradizione

(foto copertina: giornalesentire.it) - Covid19 ha bloccato nel 2020 una tradizione secolare: il momento molto intenso e sentito dei "Pasquali", un’antica usanza contadina, tra religione e tradizione,  che affonda le radici nell’antica cultura contadina di Bormio. Tutto rinviato al 2021 ma Bormio si prepara ora per la stagione estiva mostrando tutto il meglio di sè.

Posta nel cuore delle Alpi, e ideale punto di partenza per esplorare il territorio che si spinge dalla Alta Valtellina verso il Trentino Alto Adige e la Svizzera,  Bormio è sinonimo di piste innevate e Parco Nazionale dello Stelvio (ospita la sede del settore lombardo), uno dei più estesi dell'intero Arco Alpino Offre oltre 600 km di sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike tra boschi, pascoli, ghiacciai e laghetti alpini regno di marmotte, stambecchi, l'aquila e dove ad inizio autunno si possono avvistare i cervi in amore udendo il loro bramito.

La sua  una ricchezza "naturale": la chiamano la “Magnifica Terra” per le sue fonti calde. Certamente non si può parlare di Bormio senza soffermarsi sulle virtù delle sue acque termali. Ci sono almeno nove sorgenti: San Martino, Arciduchessa, Cassiodora, Zampillo dei bambini, San Carlo, Ostrogoti, Nibelunghi, Pliniana e Cingliaccia, conosciute e frequentate fin dai tempi dell’Impero Romano, come testimoniano le citazioni dello storico Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.

Bello il centro storico: Bormio è soprattutto un magnifico borgo italiano, dai vicoli generosi di autentici tesori, dove si cammina tra vestigia medievali e chiese affrescate, accanto a edifici del quattordicesimo e quindicesimo secolo, epoca d'oro del Contado.

Bormio va giustamente fiera di una visita importante: quella di Leonardo Da Vinci che certamente ebbe modo di vedere questi tesori e soggiornò nella torre Alberti nel centro del paese. Venne da queste parti con la delegazione di Ludovico il Moro alla fine del XV secolo. Sicuramente vide il Ponticello di Combo da dove si accede ad una piccola frazione, altrettanto interessante, tra case antiche e fonti di acqua purissima. “La migliore del paese” dicono i residenti.

E' qui che si trova la chiesa del Santo Crocifisso, che conserva un Cristo ligneo dai tratti rudimentali ma molto venerato, portato in processione solenne in caso di pericolo incombenti e negli anni giubilari. Il crocifisso ha capelli umani autentici, ancora perfettamente conservati. In questa borgata il palazzo antico e nobiliare sta accanto a case contadine con stalla fronte strada.

In paese i portali lignei, finemente rifiniti, dicono una nobiltà ed una ricchezza che aveva il suo fondamento nelle attività rurali. Gli affreschi di un piccolo avvolto, dal quale si accede alla scenografica piazza del Kuerc (cuore del paese).

E' qui che a Pasqua va in scena il rito dei Pasquali: risalgono al XVII secolo, quando esisteva l’obbligo di preparare e cucinare un agnello da distribuire in piazza del Kuerc, la piazza centrale del paese, il giorno di Pasqua.  Alla fine del XIX secolo s’introdusse la benedizione dell’agnello vivo e, da qui, nacque la gara tra i “reparti” per adornare al meglio il proprio animale. A poco a poco, s’incominciò ad adagiare gli agnellini su delle portantine di muschio addobbate e, da lì, si arrivò ai Pasquali così come oggi vengono celebrati.

Con il termine “Pasquali” si indicano delle elaborate portantine a tema religioso: queste vengono costruite dai giovani del paese nei mesi invernali, pronte per essere portate a spalla il giorno di Pasqua in una colorata sfilata per le vie di Bormio.

La costruzione delle portantine richiede impegno, abilità e professionalità artigianale con il concorso di falegnami, fabbri ed artigiani. I “pasqualisti”, portano a spalla le portantine e una giuria di esperti giudicherà la migliore. La manifestazione è suggestiva e corale con la gioia tra i bambini, le donne con fiori e piccoli prodotti artigianali e i gruppi folkloristici, vestiti con il costume tradizionale. I Pasquali restano in esposizione in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta disponibili alla vista dei cittadini, dei valligiani e di tutti i turisti presenti nel comprensorio.

Meritano una visita la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio,  la chiesa barocca di Sant'Ignazio, quella di San Vitale con l'affresco del Cristo della domenica e la chiesa sconsacrata di Santo Spirito con un magnifico ciclo affrescato.

E poi c'è l'immenso tesoro termale. Bormio Terme riceve le acque termali della Fonte Cinglaccia che sgorgano ad un’altitudine compresa tra i 1370 e i 1421 metri, a una temperatura tra i 36° e i 43° C. Sono classificate come “termali bicarbonato-solfato-alcaline-terrose”. Hanno effetti mio-rilassanti perciò sono preziose per chi soffre di patologie artroreumatiche. Ma sono medicamentose anche per le malattie dell’apparato respiratorio e della pelle.  Lo stabilimento è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e il Centro di riabilitazione motoria e neurologica perfettamente attrezzato consente il trattamento di problemi muscolari anche a seguito di eventi traumatici.

Il parco termale di Bormio Terme è in pieno centro ma al tempo stesso è un'isola verde, con vasche termali coperte e non, e strutture all’avanguardia per gli impieghi medici (dall’aerosol alla balneofangoterapia).  La struttura è ideale per le famiglie: qui ci sono aree pensate specificamente per i bambini (che sotto i 6 anni entrano gratis) con vasche e scivoli.

Le acque dispensate da Madre Natura sono utilizzate senza interventi di riscaldamento artificiale per cui sono perfettamente accessibili anche d'inverno per piacevoli momenti di relax dopo una giornata passata magari sulle piste innevate. Il comprensorio Cima Piazzi-S. Colombano, con le piste di Bormio e S. Caterina Valfurva, va a formare una ski area di oltre 110 km (cui si possono aggiungere oltre 20 km di piste per lo sci estivo al Passo dello Stelvio). E il bello è che qui tutti possono fare qualcosa: sia i principianti che gli sciatori più esperti, mentre chi ama ozio e wellness  può restare nel centro estetico delle Terme con una vastissima scelta di trattamenti.

Nel centro storico è possibile anche acquistare i prodotti tipici della zona come l'amaro Braulio che è un tipico prodotto di Bormio. La ricetta antica e segreta è ancora nelle mani della famiglia che lo ha ideato (sono solo tre le persone che la conoscono) e grazie ad un accordo recente con la Campari ora questo prodotto si appresta ad avere un marketing di ultima generazione.

 

Parco Nazionale dello Stelvio
 www.bormio.eu
 Bormio Terme
 


Autore: Corona Perer

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