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Turismo: serve formazione avanzata

APT Valsugana stimola e coordina il dialogo tra scuola e lavoro

Avvicinare mondo della formazione turistica al mondo del lavoro.

Mercoledì 28 febbraio, presso la sede di APT Valsugana a Levico Terme, si sono trovati i vari rappresentanti di categoria del comparto ricettivo, da ASAT ad UNAT per arrivare al mondo dei campeggi e della ristorazione, insieme ai rappresentanti degli Istituti di formazione della Valsugana e di Trento alla presenza di dei rappresentanti dei comuni.
 
Scopo: avvicinare i “due mondi” della formazione e del lavoro per approfondire le difficoltà di uno e degli altri così da aprire un dialogo al fine di meglio comprendere le esigenze di entrambi e ipotizzare delle nuove modalità di collaborazione.

“Abbiamo bisogno di linfa nuova che ci permetta di rinnovarci per essere al passo con i tempi'' afferma Monica Moschen, Assessore al Turismo di Levico Terme. Il settore sta cambiando rapidamente: bisogna quindi che la formazione possa prevedere l’introduzione di moduli didattici in linea con le richieste del mercato
 
Considerato che gli istituti scolastici prevedono all’interno del loro programma progetti di tirocinio o alternanza scuola lavoro, il confronto ha avuto come focus il modo per fare di questi progetti scolastici un’occasione per le strutture ricettive per conoscere, formare e poi assumere gli studenti stagionalmente, andando così ad arginare la problematica relativa alla mancanza di personale.

“La nostra sensazione, è che parlare di professionalità e opportunità ai nostri giovani risulta sempre più complicato'' ha affermato Giovanni Scalfi, preside dell’Istituto Ivo De Carneri di Civezzano. ''È necessario trasmettere appeal al lavoro così come la passione e le opportunità che offre il settore turistico. Agli operatori diamo la possibilità di fare una selezione dei nostri studenti così da far capire loro come funziona “nel mondo reale” dall’altro chiediamo una programmazione adeguata e un investimento di tempo a formarli così da trasmettere le necessarie competenze”.

 

E così il tavolo di lavoro ha discusso possibili collaborazioni future, partendo dalle difficoltà che incontrano i due comparti: il mondo del lavoro ha bisogno di giovani menti, che siano curiose e disposte a mettere in pratica gli insegnamenti scolastici.
 
Martha Spadotto
rappresentante UNAT ritiene  fondamentale riuscire a trasferire emozioni evidenziando cosa gli studenti possono fare all’interno delle nostre strutture. ''Importante riuscire a trovare un punto di contatto con la formazione affinchè possa fornire i giusti strumenti ai ragazzi''. E oltre a moduli di informatica suggerisce  che a scuola si parli di digital marketing così come di room division. ''È un comparto affascinante che ti permette di lavorare a contatto con le persone e ti offre l’opportunità di farlo in tutto il mondo”.
 
“Il nostro percorso di 3 mila ore fa della pratica l’elemento fondamentale con tirocini che arrivano sino 16 settimane. Il suo piano didattico è flessibile e siamo in grado di elaborarlo sulle effettive esigenze del settore - spiega Lucio Muraro, Alta Formazione Hotel Management. ''Considerando che molti dei nostri docenti sono esperti del settore, potremmo anche pensare di “aprirci” facendo intervenire e partecipare alle presentazioni chi del comparto lo desidera così da iniziare a creare un contatto diretto tra studenti e operatori”.
 
''Alla luce delle richieste emerse APT Valsugana conferma la disponibilità a fare da regia tra le varie realtà sul territorio per rendere i giovani studenti i nuovi ambasciatori della destinazione turistica Valsugana. Auspichiamo che da questi confronti si possano trovare maggiori risorse umane a livello locale così da arginare la difficoltà che contraddistingue il comparto” ha concluso Denis Pasqualin, presidente di APT Valsugana.

Soddisfatto Stefano Ravelli direttore Apt Valsugana. “Siamo riusciti a far emergere le difficoltà di entrambi i comparti che si sono ascoltati avanzando proposte molto operative che fanno ben sperare per una sempre maggiore collaborazione. Sicuramente si tratta di una sfida che richiede tempo e lavoro ma che volentieri ci sentiamo a testimonianza del nostro continuo impegno verso la sostenibilità culturale e sociale che ci contraddistingue”.

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