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Glampyarding, i villaggi aperti sloveni

Il fascino del cortile, del pollaio, della vigna: un modo nuovo di fare vacanza

Il Glampyarding è un modo completamente nuovo di trascorrere le vacanze in campagna. Si va in un villaggio, si conoscono storie antiche e famiglie, soggiornando in un alloggio moderno e sostenibile.

Sarà che questi tempi di Covid19 ci hanno fatto sentire costretti, ma tutti abbiamo una gran voglia di scappare via. In attesa che il momento giusto arrivi si progettano fughe. Capitali, mari esotici? No...dietro l'angolo è meglio, tratte a breve e medio raggio ma ad alta intensità emozionale.

La campagna slovena sembra perfetta per chi senza muoversi troppo, cerca sapori antichi, sorrisi autentici, calore avvolgente. Le esperienze che si possono fare? Tante. Si può dare strigliare un cavallo, imparare l’equitazione e cavalcare in compagnia in una gita pomeridiana, macinare la farina e imparare a preparare il pane in un forno a mattoni, dar da mangiare alle galline e prendere le uova fresche, raccogliere le verdure nell'orto e imparare a preparare una frtalja con le erbe.

Si assaggia l'olio d'oliva fatto in casa, il pane fatto con farina macinata in un mulino casalingo, si possono percorrere i sentieri della Valle del Vipacco e del Carso, degustando vino dalle anfore. I bambini conoscono i vecchi giochi insegnati dai loro bisnonni e la sera si possono ascoltare canzoni antiche. E' il fascino della campagna. Nei vigneti, nei frutteti e negli oliveti si conoscono le famiglie del posto, tra trattori e produzioni tipiche e si esplora un mondo vero dove il vino matura nelle cantine, i formaggi nelle dispense, il miele negli alveari e l'olio d'oliva in contenitori di vetro.

Si scoprirà che al soffio della Bora maturano salumi casalinghi, tra i quali regna il buonissimo prosciutto ottimo con il pane fatto in casa e un bicchiere di vino fresco. La storia dei Villaggi aperti è fatta di genuinità, vino e cibo stagionale e sano, per lo più coltivato ​biologicamente. L'olio d'oliva è speciale su una fetta di pagnotta di pane fatto in casa nel forno a mattoni.

La Famiglia di Žarko Vižintin si occupa di oliveti nella Valle del Vipacco già da 17 anni. Negli ultimi anni, con la moglie Silva e il figlio Martin, si sono aperti al turismo. "È giusto che le persone che si fermano da noi vedano come e di cosa viviamo, da noi si può provare il vino, l'olio e i salumi che produciamo qui".

Žarko accompagna i visitatori in oliveto, racconta la storia e parla del suo lavoro. La produzione dell'olio d'oliva Ronki chiede forza d’animo e cuore.

Nei villaggi aperti la cucina profuma dei segreti delle vecchie nonne e chi serve il minestrone di verdure è pronto a dare la ricetta, le spezie arricchiscono gli odori e sapori dei piatti stagionali fatti in casa, che provengono dai ricchi orti e campi, qualche volta pieni di verdura succosa e grosse patate. Con la stagione fredda, si preparano piatti a base di cereali da accompagnare ai  salumi di produzione casalinga.


Alla fattoria Na Štacjonu di Prevacina Karmela Vodopivec gestisce con il marito Dean, una realtà agricola interessante. La famiglia Vodopivec si occupa di frutticoltura già dal 1986, quando furono piantate le prime 1.250 piantine di pesco. A metà degli Anni '80, la frutticoltura nella Valle del Vipacco era in aumento e la pesca autoctona era un frutto estremamente pregiato e ricercato. Ma i pescheti, che un tempo erano l'orgoglio della valle, sono spariti uno dopo l'altro. Nel 2010 la famiglia Vodopivec ha piantato una nuova piantagione molto più piccola con 250 peschi e contemporaneamente altri 120 ciliegi. “ "Siamo persone creative e molto laboriose, vogliamo continuare la tradizione di famiglia", spiega Karmela Vodopivec. La frutta in casa, fresca e sana, non manca mai per gli ospiti. Per uso domestico producono succhi e marmellate naturali secondo le antiche ricette, completamente senza additivi artificiali. La fattoria vende anche un meraviglioso olio d'oliva, prodotto dalla nipote di Dean, Eva Marija Čurin con la sua famiglia, sull'isola di Hvar.

“Vengo da una famiglia che si è sempre occupata della terra, che ha accettato questo modo di vivere e il legame con la natura. Vogliamo avvicinare questo legame importante ai nostri ospiti affinché comprendano la connessione tra noi e la natura. Vogliamo offrire a loro l'opportunità di saperne di più su ciò che la natura ci offre, dove e com’è stato prodotto il cibo che mangiano", afferma Eva Marija Čurin.

"Mio padre viene dalla parte orientale dell’isola di Hvar, dal villaggio di Gdinj. Anche i suoi antenati vivevano qui, principalmente di pesci e da ciò che la terra dava. Gdinj è sempre stata conosciuta per il suo olio d'oliva, il vino e i fichi secchi. Dopo che mio padre ha venduto tutte le sue proprietà a Lubiana, ci siamo trasferiti a Hvar e abbiamo iniziato a restaurare lentamente la terra ereditata. Poiché la lavorazione del vino è piuttosto impegnativa, abbiamo deciso di concentrarci sulle olive. Abbiamo piantato i primi alberi nel 1997", dice Eva Marija Čurin, che ha finito la scuola d'agronomia e ha ricevuto 500 nuovi olivi in regalo per i suoi studi e la laurea. Oggi ha una piantagione di 1000 ulivi di dodici diverse varietà a Hvar e la loro produzione biologica comprende anche la coltivazione di limoni, fichi, lavanda e verdure di stagione. Su 5 ettari di superficie a 250 metri di altitudine, la coltivazione di olive è primaria e consente di ottenere olio extravergine biologico d’alta qualità.

Nel 2017 questo olio è stato valutato come il miglior prodotto dell'isola croata, nel 2018 ha ricevuto il titolo di campione alle Giornate dell'olio d'oliva sull'isola di Hvar e nel 2019 è stato incluso nella guida mondiale dei 500 migliori oli d’oliva Flos Olei 2019.  "Nel 2020, abbiamo vinto una medaglia d'oro a New York (IOOCNY). E ovviamente ne andiamo fieri".

Nella campagna slovena incontriamo la storia di Borut Leban che produce vino nelle anfore. Borut Leban e suo padre Vili, hanno imparato i segreti dei buoni “vini arancioni“ che stanno maturando nella sua cantina in quattro anfore. All'estero i “vini arancioni”, caratterizzati da macerazioni prolungate delle uve, sono molto apprezzati, ma nel nostro Paese sono conosciuti e compresi solo da pochi. La produzione di vini in anfore non è storia recente: è un metodo di oltre 9000 anni che proviene dalla Georgia.

“Anche i nostri nonni, che facevano il vino alla vecchia maniera, usavano un procedimento simile quando lasciavano fermentare il vino sulle bucce. Ovviamente non usavano le anfore ma grandi botti di legno. E ho trovato interessante continuare questa storia, ma non esiste una vera scuola per i vini arancioni. Ottenere la propria linea in modo che i vini siano diversi dagli altri, è un'arte".

Il primo vino prodotto da Borut Leban era nel 2009 di un vecchio vigneto di famiglia. "Quando abbiamo iniziato a costruire la cantina dei vini, non avevamo un piano circa lo stile ma per le anfore, volevamo creare qualcosa di vecchio. Tutto il legno che abbiamo usato ha più di 200 anni”.

Sopra la cantina si trova una piscina dal design moderno, che è stata costruita alcuni anni fa. Siccome attraverso la finestrella della cantina non arrivava abbastanza luce nella parte destinata agli incontri, è stata realizzata una finestra sul soffitto, dalla quale si vede la piscina.

''Le uve vengono raccolte tardi, a fine settembre o inizio ottobre, non utilizziamo conservanti. Oltre alla Malvasia, varietà tipica della zona, mescola nella sua cuvée anche la Rebula e Chardonnay. "Sto ancora provando, ho nuove versioni con una base di Sauvignon. Sul mercato sono presente con tre diversi vini e in cantina stanno maturando due nuove varietà, due nuove cuvée. Al momento ho una cuvée che è una miscela di Chardonnay, Rebula e Malvasia e un'altra che è un uvaggio di Sauvignon, Malvasia e Rebula. Di particolare interesse è il terzo vino rosso, che è una cuvée di Cabernet Sauvignon e Merlot. Con l'impianto dei nuovi vigneti, la quantità aumenterà, perché c'è sempre più interesse per i vini di Leban. “Attualmente produciamo 2.500 bottiglie all'anno. La mia intenzione è di arrivare a 10.000 bottiglie in cinque anni''

Ma dove alloggire? In una bella casetta  Minimaxi superbamente attrezzata, sotto il cielo stellato

All'arrivo nel Villaggio aperto, gli ospiti possono aspettarsi una carta di vantaggi che possono utilizzarla quando visitano attrazioni turistiche o ristoranti selezionati in tutta la Slovenia.
I dilettanti e gli amanti dell'esplorazione di bellezze della campagna possono uscire dai Villaggi aperti in escursioni con le biciclette elettriche con un raggio fino a 100 km.

Questi sono i Villaggi aperti. Glampyarding - un modo completamente nuovo di trascorrere le vacanze in campagna. Un'esperienza unica di una vita autentica nel villaggio, in un anfiteatro naturale che offre un fascino unico d’intreccio familiare e di tradizione durante tutto l'anno in combinazione con la comodità di un alloggio moderno e sostenibile.

info: www.odprtevasi.si

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