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Niente trippe per San Romedio

La pandemia ridimensiona la ricorrenza

Niente sagra, niente cammino a piedi dalla Basilica di Sanzeno a S. Romedio, niente "piatto del pellegrino" a base di trippe.  La pandemia condiziona anche la ricorrenza del 15 gennaio, quando in Val di Non si celebra la Festa Patronale di S.Romedio. In onore del santo eremita arrivavano migliaia di persone. L'edizione 2021 del Festa di San Romedio sarà solo religiosa con le messe (il giorno 15: alle 9, alle 11e alle 16). Ma saranno lo stesso molti nonesi a raggiungere il Santuario.
Il rito è sentito e con la neve il posto è ancora più magico.

14.1.2021

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Da Thaur fino all'Eremo di San Romedio
La proposta: fare del Santuario un Patrimonio dell'Umanità

San Romedio viene raffigurato solitamente con il bastone e la conchiglia del pellegrino, in compagnia di un orso, e perciò è il patrono dei pellegrini e degli escursionisti. E' il Santo camminatore e la sua festa cade il 15 gennaio di ogni anno. Con la pandemia questo santo proteggerà chi, per il momento, farà le sue vacanze a piedi, visto che il confine con l'Austria...resta chiuso. Il turismo dei cammini del resto è in forte crescita.

L'eremo dedicato a san Romedio, in Trentino, è una meta importante dei camminatori, incastonata in un "prodotto" turistico che appaga gli amanti del peregrinare. E' la meta finale di una via alpina che attraversa 3 territori dell’Euregio: il Cammino di San Romedio va dal Tirolo  all'Alto Adige fino al  Trentino.

Ne sono ideatori Hans Staud, guida alpina e il decano di Thaur, in Tirolo, Martin Ferner. Hanno tracciato un percorso a piedi in 12 tappe che si sviluppa lungo 180 chilometri ed ha già avuto la sua prima ufficiale nel 2014 quando si celebrava il 50° della diocesi di Innsbruck.

Il percorso ha inizio dalla chiesa barocca di Thaur (intitolata guarda caso all'illustre compaesano), dove esiste una radicata tradizione del culto al santo e decine di abitanti di Thaur portano il nome Romedius. Toccando 7 passi per complessivi 9.600 metri di dislivello, si snoda non solo attraverso dolci vallate e città storiche, ma costituisce anche un impegnativo percorso di trekking. Tutto attorno cime come il Monte Neve (punto più alto del cammino, con il valico a 2.700 metri di altitudine). Chi lo percorre scende dalle rocce e conifere del Tirolo ai frutteti e vigneti dell’Alto Adige, per approdare negli ultimi metri di cammino ai 131 scalini di accesso al santuario di San Romedio, in Trentino.

Un lungo tragitto, che rappresenta un'esperienza naturalistica unica e coniuga aspetti sportivi e turistici, ma soprattutto propone un cammino interiore e spirituale, con lo scopo di indurre in coloro che lo intraprendono, a una più profonda conoscenza di se stessi.

Si tratta di calpestare sentieri lungo un'area paesaggistica chiamata "Euregio" dove si incrociano regioni di lingua tedesca e di lingua italiana, tra Austria e Tirolo storico, sulle orme del Santo Romedio, il quale una volta giunto nella fredda gola chiamata “la forra”, uno sperone di roccia irto e inospitale, decise di erigervi quello che oggi è un santuario.

Romedio era nato nel castello di Thaur, da nobile famiglia che lo educò crstianamente. Dopo la morte dei genitori, accompagnato dai compagni Abramo e Davide, si recò in pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, esperienza che sicuramente rafforzò in lui l’intenzione di consacrarsi a Dio. Perciò non fece più ritorno a Thaur, ma - sulla via del ritorno - rimase nella Diocesi di Trento donando i propri beni materiali ai principati vescovili di Trento e Augusta.

Con il benestare del Vescovo di Trento, del quale presumibilmente era amico, si ritirò in Val di Non, che faceva parte della diocesi tridentina e dove, il 29 maggio 397, i missionari Sisinio, Martirio e Alessandro avevano subito il martirio mentre annunciavano il vangelo alle genti del luogo. Vicino al posto in cui i tre giovani erano stati uccisi, Romedio trovò un luogo adatto per stabilirvi il suo romitaggio oggi meta di molti turisti i quali oltre ad ammirare un complesso di straordinario fascino, potranno finalmente vedere da quest'anno la mostra permanente di ex-voto restaurati con il contributo della Pat.

“Il Santuario è uno straordinario monumento di arte, storia e devozione popolare, un polo di eccellenza della nostra offerta culturale e turistica, ma soprattutto un luogo vissuto, da tutelare con discrezione, nel rispetto dei suoi valori di fede e spiritualità” afferma Franco Marzatico, dirigente della Soprintendenza per i beni culturali.

Nel frattempo giunge notizia di una mozione presentata alla Giunta Provinciale di Trento affinchè possa valutare con l'Arcidiocesi di Trento, con i Comuni di Predaia (Coredo), Sanzeno e Romeno, con la Comunità Val di Non e con l'Apt l'avvio presso l'Unesco dell'iter per il riconoscimento del Santuario di San Romedio quale "Patrimonio dell'Umanità", in quanto il sito corrisponde ad almeno 3 dei 10 criteri previsti per poter avanzare la candidatura.

Vedremo se andrà a buon fine.

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ha collaborato per le immagini
www.ilovevaldinon.it

 

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