
Sanzeno, il Cammino di San Romedio
Il Santo Camminatore festeggiato il 15 gennaio
L'Eremo di San Romedio a Sanzeno (Tn) attrae molti visitatori. Il Santo viene raffigurato solitamente con il bastone e la conchiglia del pellegrino, in compagnia di un orso, e perciò è il patrono dei pellegrini e degli escursionisti. E' il Santo camminatore e la sua festa cade il 15 gennaio di ogni anno.
Alto su una rupe che emerge isolata da una profonda forra, il santuario di San Romedio in val di Non si eleva come espressione di una sacralità che ha la roccia e il bosco come cassa di risonanza.

Foto Albert Ceolan_Archivio fotografico Umst per i beni e le attività culturali, Servizio tecnico Soprintendenza per i beni culturali
In occasione della festa del Santo, che si celebra annualmente il 15 gennaio con un partecipato rito collettivo, viene pubblicato il volume "Il Santuario di San Romedio", risultato di studi condotti nell’ambito della Soprintendenza per i beni culturali PAT, in collaborazione con altri Enti, che va ad arricchire e integrare il percorso di valorizzazione del complesso monumentale, già oggetto di un’articolata campagna di restauri e di uno specifico allestimento museografico.
La selvaggia conformazione dell’ambiente, disegnata milioni di anni fa dal fondale marino, nell’ultimo millennio ha visto prendere forma volumi architettonici, narrazioni scolpite e dipinte, riti e i percorsi della devozione, in un insieme inscindibile di forme estetiche, espressioni culturali e valori spirituali: un luogo antico, giunto fino a noi con stratificazioni complesse e per molti versi misteriose, innestate da vitali manifestazioni di fede.
"E' un luogo carico di valori materiali e immateriali, per tutti, credenti e non credenti" aggiunge Marzatico che ha partecipato all'incontro indetto dalla Pat con i sindaci del territorio. Nel frattempo giunge notizia che è iniziato il percorso della candidatura di ''San Romedio Patrimonio UNESCO'' basata sull'eccezionalità del "paesaggio culturale", considerato come l'insieme dei valori religioso-spirituali e paesaggistico-storici del sito.
La complessa procedura doveva terminare entro il 2023 (la proposta era partita nel 2020 dal Consiglio provinciale, con una mozione della consigliera Paola Demagri).
“Il Santuario è uno straordinario monumento di arte, storia e devozione popolare, un polo di eccellenza della nostra offerta culturale e turistica, ma soprattutto un luogo vissuto, da tutelare con discrezione, nel rispetto dei suoi valori di fede e spiritualità” afferma Franco Marzatico, ex dirigente della Soprintendenza per i beni culturali.

foto di: Albert Ceolan
Archivio fotografico Umst per i beni e le attività culturali
Servizio tecnico Soprintendenza per i beni culturali
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IL CAMMINO DI SAN ROMEDIO
L'eremo dedicato a san Romedio, in Trentino, è una meta importante dei camminatori, incastonata in un "prodotto" turistico che appaga gli amanti del peregrinare. E' la meta finale di una via alpina che attraversa 3 territori dell’Euregio: il Cammino di San Romedio va dal Tirolo all'Alto Adige fino al Trentino.
Ne sono ideatori Hans Staud, guida alpina e il decano di Thaur, in Tirolo, Martin Ferner. Hanno tracciato un percorso a piedi in 12 tappe che si sviluppa lungo 180 chilometri ed ha già avuto la sua prima ufficiale nel 2014 quando si celebrava il 50° della diocesi di Innsbruck.
Il percorso ha inizio dalla chiesa barocca di Thaur (intitolata guarda caso all'illustre compaesano), dove esiste una radicata tradizione del culto al santo e decine di abitanti di Thaur portano il nome Romedius. Toccando 7 passi per complessivi 9.600 metri di dislivello, si snoda non solo attraverso dolci vallate e città storiche, ma costituisce anche un impegnativo percorso di trekking. Tutto attorno cime come il Monte Neve (punto più alto del cammino, con il valico a 2.700 metri di altitudine). Chi lo percorre scende dalle rocce e conifere del Tirolo ai frutteti e vigneti dell’Alto Adige, per approdare negli ultimi metri di cammino ai 131 scalini di accesso al santuario di San Romedio, in Trentino.
Si tratta di calpestare sentieri lungo un'area paesaggistica chiamata "Euregio" dove si incrociano regioni di lingua tedesca e di lingua italiana, tra Austria e Tirolo storico, sulle orme del Santo Romedio, il quale una volta giunto nella fredda gola chiamata “la forra”, uno sperone di roccia irto e inospitale, decise di erigervi quello che oggi è un santuario.
Romedio era nato nel castello di Thaur, da nobile famiglia che lo educò cristianamente. Dopo la morte dei genitori, accompagnato dai compagni Abramo e Davide, si recò in pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, esperienza che sicuramente rafforzò in lui l’intenzione di consacrarsi a Dio. Perciò non fece più ritorno a Thaur, ma - sulla via del ritorno - rimase nella Diocesi di Trento donando i propri beni materiali ai principati vescovili di Trento e Augusta.
Con il benestare del Vescovo di Trento, del quale presumibilmente gli era amico, si ritirò in Val di Non, che faceva parte della diocesi tridentina e dove, il 29 maggio 397, i missionari Sisinio, Martirio e Alessandro avevano subito il martirio mentre annunciavano il vangelo alle genti del luogo. Vicino al posto in cui i tre giovani erano stati uccisi, Romedio trovò un luogo adatto per stabilirvi il suo romitaggio oggi meta di molti turisti i quali oltre ad ammirare un complesso di straordinario fascino, potranno finalmente vedere da quest'anno la mostra permanente di ex-voto restaurati con il contributo della Pat.

foto I Love Val di Non
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