Viaggi & Reportages

Da Thaur fino all'Eremo di San Romedio

Itinerari: andremo a piedi, magari dall'Austria all'Italia

San Romedio viene raffigurato solitamente con il bastone e la conchiglia del pellegrino, in compagnia di un orso, e perciò è il patrono dei pellegrini e degli escursionisti. E' il Santo camminatore e la sua festa cade il 15 gennaio di ogni anno. Con la pandemia questo santo proteggerà chi, per il momento, farà le sue vacanze a piedi, visto che il confine con l'Austria...resta chiuso. Il turismo dei cammini del resto è in forte crescita.

L'eremo dedicato a san Romedio, in Trentino, è una meta importante dei camminatori, incastonata in un "prodotto" turistico che appaga gli amanti del peregrinare. E' la meta finale di una via alpina che attraversa 3 territori dell’Euregio: il Cammino di San Romedio va dal Tirolo  all'Alto Adige fino al  Trentino.

Ne sono ideatori Hans Staud, guida alpina e il decano di Thaur, in Tirolo, Martin Ferner. Hanno tracciato un percorso a piedi in 12 tappe che si sviluppa lungo 180 chilometri ed ha già avuto la sua prima ufficiale nel 2014 quando si celebrava il 50° della diocesi di Innsbruck.

Il percorso ha inizio dalla chiesa barocca di Thaur (intitolata guarda caso all'illustre compaesano), dove esiste una radicata tradizione del culto al santo e decine di abitanti di Thaur portano il nome Romedius. Toccando 7 passi per complessivi 9.600 metri di dislivello, si snoda non solo attraverso dolci vallate e città storiche, ma costituisce anche un impegnativo percorso di trekking. Tutto attorno cime come il Monte Neve (punto più alto del cammino, con il valico a 2.700 metri di altitudine). Chi lo percorre scende dalle rocce e conifere del Tirolo ai frutteti e vigneti dell’Alto Adige, per approdare negli ultimi metri di cammino ai 131 scalini di accesso al santuario di San Romedio, in Trentino.

Un lungo tragitto, che rappresenta un'esperienza naturalistica unica e coniuga aspetti sportivi e turistici, ma soprattutto propone un cammino interiore e spirituale, con lo scopo di indurre in coloro che lo intraprendono, a una più profonda conoscenza di se stessi.

Si tratta di calpestare sentieri lungo un'area paesaggistica chiamata "Euregio" dove si incrociano regioni di lingua tedesca e di lingua italiana, tra Austria e Tirolo storico, sulle orme del Santo Romedio, il quale una volta giunto nella fredda gola chiamata “la forra”, uno sperone di roccia irto e inospitale, decise di erigervi quello che oggi è un santuario.

Romedio era nato nel castello di Thaur, da nobile famiglia che lo educò crstianamente. Dopo la morte dei genitori, accompagnato dai compagni Abramo e Davide, si recò in pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, esperienza che sicuramente rafforzò in lui l’intenzione di consacrarsi a Dio. Perciò non fece più ritorno a Thaur, ma - sulla via del ritorno - rimase nella Diocesi di Trento donando i propri beni materiali ai principati vescovili di Trento e Augusta.

Con il benestare del Vescovo di Trento, del quale presumibilmente era amico, si ritirò in Val di Non, che faceva parte della diocesi tridentina e dove, il 29 maggio 397, i missionari Sisinio, Martirio e Alessandro avevano subito il martirio mentre annunciavano il vangelo alle genti del luogo. Vicino al posto in cui i tre giovani erano stati uccisi, Romedio trovò un luogo adatto per stabilirvi il suo romitaggio oggi meta di molti turisti i quali oltre ad ammirare un complesso di straordinario fascino, potranno finalmente vedere da quest'anno la mostra permanente di ex-voto restaurati con il contributo della Pat.

“Il Santuario è uno straordinario monumento di arte, storia e devozione popolare, un polo di eccellenza della nostra offerta culturale e turistica, ma soprattutto un luogo vissuto, da tutelare con discrezione, nel rispetto dei suoi valori di fede e spiritualità” afferma Franco Marzatico, dirigente della Soprintendenza per i beni culturali.

La pluriennale campagna di conservazione e valorizzazione del santuario di San Romedio finanziata dalla Provincia autonoma di Trento tra il 2012 e il 2016 ha riguardato una quarantina di ex voto e reperti archeologici rinvenuti ai piedi della rupe.

 

ha collaborato per le immagini
www.ilovevaldinon.it

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)