Scienza, Ambiente & Salute

Il cuore di mamma elefante

Wildlife Photographer of The Year - 62^ Edizione a Milano dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027.

(Milano 15 ottobre 2026) - La 62ª edizione del Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più rinomata al mondo, torna a Milano dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027.

Organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento al Museo della Permanente, la mostra presenta, in contemporanea al Natural History Museum di Londra, le 100 fotografie premiate al concorso. Un viaggio emozionante tra meraviglie e fragilità della natura, a partire dal toccante scatto del vincitore, l’italiano Federico Veronesi, che ritrae una femmina di elefante mentre emerge dalla boscaglia portando con sé il corpo senza vita del proprio piccolo (foto in alto).

Federico Veronesi, da oltre vent’anni residente in Kenya, ha intitolato questa foto ''The Aftermath'' (Dopo la tragedia). E' stata realizzata nella Huab River Valley, in Damaraland, Namibia. La fotografia la femminadi di elefante con il corpo del proprio piccolo sulla proboscide. Un’immagine di grande intensità che rivela in modo straordinariamente potente la complessità emotiva e sociale di questi animali.  Veronesi è inoltre protagonista di un altro importante riconoscimento: la sua Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario), che racconta una storia di successo nella conservazione, è stata premiata con l’Impact Award 2026 e ha ricevuto la Menzione d’onore nella categoria “Ritratti di Animali”. Si tratta di un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali che si avvicina a una pozza d’acqua, sollevando una nuvola di polvere, fotografato nella Solio Game Reserve, il primo santuario in Kenya con un ruolo fondamentale nella protezione e nella riproduzione del rinoceronte nero, specie in pericolo critico, e del rinoceronte bianco meridionale, oltre che nei programmi di trasferimento degli animali verso altre aree protette.

Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2026 è stato assegnato a Oscar Whitfield, giovane fotografo dello Zimbabwe/Regno Unito, per Labour of Love (Un atto d’amore), scattata nel Parco Nazionale di Zambezi, in Zimbabwe, che mostra una femmina di scarabeo stercorario mentre trasporta una pallina di sterco, destinata al nutrimento della propria larva. Uno scatto che racchiude una storia completa e che testimonia la capacità di osservare e raccontare anche i più piccoli protagonisti degli ecosistemi.

 

Le altre eccellenze italiane premiate con Menzione d’onore sono: Marco Colombo, nella categoria “Subacquee”, per Cave of Wonder (La grotta delle Meraviglie), realizzata in una grotta del Friuli-Venezia Giulia, dove si vede un raro proteo, anfibio tipico degli ambienti carsici sotterranei, considerato a rischio a causa dell’inquinamento delle acque; Fabio Sartori, nella categoria “Arte della natura”, per Swept Away (Spazzato via), immagine realizzata a Valpiana, in provincia di Grosseto, che crea l’illusione ottica di una formica sospesa in aria mentre viene trasportata dal vento su un seme; Carlo Antonio D’Aurizio, nella categoria “Zone umide - la visione d’insieme”, per Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), spettacolare stormo di storni in volo sopra il fiume Tirino, in Abruzzo.

Ognuna delle 100 fotografie esposte a Milano ha una storia eccezionale riportata nelle didascalie, arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, dai dati tecnici, dalle informazioni scientifiche sulle specie ritratte e dalle citazioni dei fotografi e della giuria. 

Al concorso indetto dal Natural History Museum sono state selezionate 65.403 candidature provenienti da 113 Paesi, che sono state giudicate in forma anonima da una giuria internazionale di esperti sulla base di creatività, originalità e tecnica degli scatti, e della loro rilevanza per la tutela della natura.

Sono immagini capaci di raccontare la natura nelle sue forme più affascinanti e sorprendenti: dai comportamenti degli animali ai dettagli del mondo vegetale, dagli habitat più remoti alle specie minacciate, fino alle conseguenze della trasformazione degli ecosistemi e del cambiamento climatico. Lo spettacolo è valorizzato da grandi cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio fotografico con una nitidezza e una profondità eccezionali, inoltre 25 scatti selezionati dal pubblico nell’ambito del People’s Choice, si possono ammirare in slideshow su uno schermo di 4 metri, e filmati di backstage delle fotografie vincitrici, interviste e altri contenuti legati alla mostra, sono fruibili nella sala video. 

Un viaggio per immagini che assume un significato ancora più ampio grazie al tema della salute della biodiversità della Terra che è possibile approfondire, per alcuni degli habitat raffigurati, attraverso il Biodiversity Intactness Index (BII). L’indice sviluppato dagli scienziati del Natural History Museum misura quanto un ecosistema sia rimasto integro e individua le aree maggiormente compromesse, offrendo a ricercatori, istituzioni e decisori politici uno strumento utile per orientare le azioni di protezione e ripristino.

Anche quest’anno non mancheranno le visite guidate con Marco Colombo, naturalista e fotografo pluripremiato al Wildlife Photographer of the Year, che, il venerdì sera (h 18.30, 19.30, 20.30), accompagnerà il pubblico alla scoperta delle storie straordinarie racchiuse nelle immagini esposte. Le attività didattiche e di divulgazione scientifica per scolaresche e gruppi saranno invece curate da Verdeacqua, Impresa Sociale attiva da 25 anni nella tutela ambientale e nell’educazione alla natura.

Tornano inoltre le seguitissime serate gratuite di approfondimento con fotografi naturalisti e divulgatori scientifici di altissimo livello, pronti a condividere esperienze e segreti del loro lavoro, che si terranno in quattro date di sabato (h 21). Il 16 gennaio, Marco Colombo, Bruno D’Amicis (biologo e fotografo) e Ugo Mellone (naturalista e fotografo) presenteranno il loro nuovo libro “Mediterraneo: il lato selvaggio”, il 23 gennaio, Nicolò Oppicelli (micologo, giornalista e naturalista) parlerà di “Fungi, meraviglie della natura”, il 30 gennaio, Nicola Messina (naturalista-botanico ed esploratore) svelerà “Armi, inganni e alleanze, viaggio nelle sorprendenti strategie delle piante” e, il 6 febbraio, Emilio Mancuso (biologo marino) racconterà “Nemo’s Garden: qui si coltiva il futuro” il primo e unico sistema al mondo di coltivazione subacquea.

Wildlife Photographer of the Year è la piattaforma globale del Natural History Museum di Londra dedicata alla migliore fotografia naturalistica e fotogiornalismo ambientale. La competizione annuale, che riceve oltre 60.000 partecipazioni, è aperta a fotografi di tutte le età, nazionalità e livelli di esperienza. Con la mostra itinerante e le attività di sensibilizzazione che coinvolgono milioni di persone in tutto il mondo ogni anno, sempre più persone sono invitate a celebrare e difendere il mondo naturale.

Centro scientifico di livello mondiale il Natural History Museum è una delle attrazioni più visitate del Regno Unito. Una fonte globale di curiosità, ispirazione e gioia. La mission è costruire un futuro in cui le persone e il pianeta possano prosperare. Vuole essere un catalizzatore del cambiamento, coinvolgendo i difensori del pianeta in tutte le attività mentre 350 scienziati del museo cercano soluzioni all’emergenza planetaria in ogni aspetto della vita.

Tra le immagini del 2025 ricordiamo il drammatico scontro tra un leone e un cobra di Gabriella Comi

foto dalle precedenti edizioni:

 

 

 

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

AVVISO: Le foto di questa pagina

Commenti (0)