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Sere d'estate al Castello di Avio

La maestosa fortezza con torri e mura merlate gestita dal FAI

(foto di copertina: Gabriele Cavagna) - La maestosa fortezza con torri e mura merlate  si erge da oltre 10 secoli sulla sommità di uno sperone del Monte Vignola, in posizione dominante sulla Val Lagarina solcata dall’Adige.  Si scorge da lontano e per i Trentini che tornano da Sud è un segnale: siamo a casa, si pensa al vederlo. Ma anche i turisti appena lo scorgono dicono "Eccoci in Trentino".

Per l'estate 2021 ha messo in calendario un cospicuo programma di serate. Il 14 agosto ''Notte bianca al Castello'' opportunità ideale per visitare il Bene del FAI alla scoperta della sua storia, della sua architettura e dei suoi protagonisti. Durante le visite - in programma alle ore 19, 20 e 21  soste gastronomiche con piatti della tradizione trentina, letture e brani musicali. Sabato 21 agosto Cena medievale che permetterà di fare un viaggio nel tempo e immergersi nella storia di questa affascinante roccaforte.

Il calendario delle Sere FAI d’Estate si concluderà il 4 settembre con Uva e dintorni che abbinerà una particolare visita al Bene a tema agricolo e una degustazione guidata di vini del FAI: ai vini del Castello di Avio si aggiungeranno infatti quelli di Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD) e quelli del Giardino Pantesco Donnafugata a Pantelleria (TP).

Il Castello è gestito dal FAI – Fondo Ambiente Italiano. È il primo castello venendo da Sud, non a caso chiamato la Sentinella del Trentino. E' uno dei più noti, antichi e suggestivi monumenti fortificati del Trentino. Dalla sua posizione, sulle pendici del Monte Vignola, il castello domina la valle fin quasi a Verona. Probabilmente presidio militare già in epoca longobarda, divenne proprietà della famiglia Castelbarco per passare in seguito ai veneziani nel 1441. E' dal 1979 uno dei Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Anticamente di proprietà della nobile famiglia dei Castelbarco, nel corso del Medioevo venne trasformato in una piccola corte feudale, meta di artisti e intellettuali. Il complesso si raggiunge con un percorso che si snoda tra i vigneti e che costeggia la cinta meridionale. L’ampio declivio che si apre al visitatore è un susseguirsi di terrazze sostenute da muretti di pietra, addolcite da filari di viti e slanciati cipressi.

Nei terrazzamenti prosperano ancora le storiche coltivazioni di viti (vecchie e di nuovo impianto dell’autoctono vitigno “Enantio”), un uliveto (55 piante che danno 140 litri d’olio all’anno), un piccolo orto (che dà frutti alla Locanda del Castello) e le arnie delle api, perpetuando la tradizione di un’autosufficienza militare, ma anche produttiva che nei secoli ha caratterizzato il Castello.

All'interno del maniero c'è anche la Locanda al Castello:  segue il calendario eventi del FAI e amplia i suoi orari di apertura proponendo a turisti e residenti piatti regionali e prodotti a km 0.

 

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