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Castello di Avio lancia le sere d'estate

Un successo le Giornate FAI all’aperto (27 e 28 giugno)

(foto di copertina: Martina Vanzo) - La maestosa fortezza con torri e mura merlate  si erge da oltre 10 secoli sulla sommità di uno sperone del Monte Vignola, in posizione dominante sulla Val Lagarina solcata dall’Adige. E' dal 1979 uno dei Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Con l’arrivo dell’estate, il Castello di Avio amplia i suoi orari di ingresso, con aperture serali straordinarie, utili per scoprire e visitare il maniero dopo il tramonto, al calar della sera: tutti i venerdì il Castello rimarrà aperto fino alle 21.00 con orario continuato e alle 19.30 l’appuntamento sarà con il  nuovo percorso di visita “Il Castello nascosto” che porta il visitatore alla scoperta di spazi unici del complesso castrobarcense; ogni sabato sera l’appuntamento sarà invece con le Sere FAI d’Estate, appuntamentisu prenotazione obbligatoria, che abbineranno visite speciali al Castello ad aperitivi o cene organizzate dalla Locanda al Castello di Avio, situata dentro le mura del maniero a Sabbionara d’Avio.

La Locanda, gestita dalla chef Michele Civettini, segue il calendario eventi del FAI e amplia i suoi orari di apertura proponendo a turisti e residenti piatti regionali, prodotti a km 0 per cene a lume di candela, aperitivi al calar della sera o la novità del pic-nic gourmet: un cestino accurato e un buon bicchiere di vino da consumare direttamente nelle aree verdi del Castello, specialmente al tramonto.

Buono a sapersi: il numero di ingressi per visita è ovviamente limitato e previsto in gruppi ristretti per rispettare le normative di sicurezza anti Covid. La visita guidata al Castello dura 1 ora. info: faiavio@fondoambiente.it; tel. 0464 684453. Visite a contributo minimo - da 3 o 5 euro.

Il Castello è comunque sempre aperto anche dal mercoledì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 con orario continuato e prenotazione sul sito www.castellodiavio.it

Anticamente di proprietà della nobile famiglia dei Castelbarco, nel corso del Medioevo venne trasformato in una piccola corte feudale, meta di artisti e intellettuali. Il complesso si raggiunge con un percorso che si snoda tra i vigneti e che costeggia la cinta meridionale. L’ampio declivio che si apre al visitatore è un susseguirsi di terrazze sostenute da muretti di pietra, addolcite da filari di viti e slanciati cipressi.

Nei terrazzamenti prosperano ancora le storiche coltivazioni di viti (vecchie e di nuovo impianto dell’autoctono vitigno “Enantio”), un uliveto (55 piante che danno 140 litri d’olio all’anno), un piccolo orto (che dà frutti alla Locanda del Castello) e le arnie delle api, perpetuando la tradizione di un’autosufficienza militare, ma anche produttiva che nei secoli ha caratterizzato il Castello.

Il Castello è gestito dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che dopo due mesi di isolamento, ha riaperto la maggior parte dei Beni storici, artistici e paesaggistici della Fondazione.

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